Ricercatori italo-tunisini si incontrano a Sesto Fiorentino per parlare di resilienza climatica e gestione sostenibile delle risorse

ROMA – Si è svolto il 17 giugno presso l’Area della Ricerca del CNR di Sesto Fiorentino, in Toscana, il seminario internazionale di scambio e informazione del …

ROMA – Si è svolto il 17 giugno presso l’Area della Ricerca del CNR di Sesto Fiorentino, in Toscana, il seminario internazionale di scambio e informazione del progetto “PRESTo: Promuovere la REsilienza al cambiamento climatico e la gestione Sostenibile delle risorse naturali in Tunisia”, iniziativa finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzata da un partenariato coordinato da CEFA – Comitato Europeo per la Formazione e l’Agricoltura e composto da ICU – Istituto per la Cooperazione Universitaria, il Consiglio Nazionale delle Ricerche con l’Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe), l’Agence de la Vulgarisation et de la Formation Agricoles (AVFA), la Direction Générale du Génie Rural et de l’Exploitation des Eaux (DGGREE) e l’Association Tunisienne du Droit de l’Environnement (ATDE).

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra i partner italiani e tunisini coinvolti nel progetto, permettendo di condividere i risultati raggiunti, le esperienze maturate sul campo e le prospettive future delle attività. Il progetto PRESTo, che opera nei governatorati di Jendouba, Bizerte, Nabeul e Mahdia, ha l’obiettivo di rafforzare le competenze e il ruolo della società civile e delle istituzioni regionali nella gestione sostenibile delle risorse naturali e nell’adozione di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. L’iniziativa si sviluppa in un contesto particolarmente esposto agli effetti della crisi climatica, caratterizzato da un forte stress idrico, riduzione delle precipitazioni e crescente pressione sulle risorse naturali, promuovendo percorsi di formazione, scambio di conoscenze e rafforzamento delle capacità locali.
La giornata ha offerto, inoltre, l’opportunità di presentare alcune delle attività di ricerca e innovazione di punta sviluppate dall’Istituto per la Bioeconomia a supporto della gestione sostenibile delle risorse naturali e dei sistemi agricoli. Dai servizi climatici al monitoraggio delle risorse idriche, fino agli strumenti per la gestione della siccità e al supporto all’agricoltura sostenibile, gli interventi hanno evidenziato il contributo della ricerca nel trasformare dati e conoscenze scientifiche in soluzioni concrete per la resilienza dei territori.
“L’adattamento ai cambiamenti climatici richiede non solo conoscenze scientifiche avanzate, ma anche la capacità di trasferire strumenti, competenze e servizi direttamente agli attori che quotidianamente affrontano gli effetti della crisi climatica. In questo contesto, la cooperazione tra Italia e Tunisia rappresenta un’opportunità concreta per trasformare la ricerca in azioni e soluzioni a beneficio delle comunità locali”, ha commentato Vieri Tarchiani, ricercatore del Cnr-Ibe con una consolidata esperienza nella progettazione e nel coordinamento di iniziative di cooperazione internazionale.
Il progetto PRESTo, infatti, pone al centro le persone, le istituzioni e le organizzazioni che vivono e operano nelle aree interessate dall’intervento, rafforzandone la capacità di affrontare le sfide ambientali e climatiche attraverso un approccio partecipativo che coinvolge società civile, amministrazioni locali e operatori del settore agricolo. La collaborazione tra partner italiani e tunisini consente così di costruire percorsi condivisi di adattamento e sviluppo sostenibile, basati sullo scambio di conoscenze, sulla coprogettazione e sulla valorizzazione delle competenze locali.
Il seminario ha confermato il ruolo della cooperazione scientifica quale strumento strategico per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo. L’iniziativa testimonia il costante impegno dell’Italia nel rafforzare il dialogo e la collaborazione con i Paesi del Mediterraneo, valorizzando il contributo della ricerca, dell’innovazione e della condivisione delle conoscenze a beneficio delle comunità e dei territori.

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