Velletri in lacrime per Noemi Saetta: l’ultimo “buongiorno” alla famiglia prima del malore. Il padre: “Vogliamo la verità”

Il buongiorno con il cuore rosso. È l’ultimo messaggio, inviato alle 6.40 su WhatsApp alla famiglia, prima di salire sul pullman militare partito da Tor di Quinto e diretto a Fiumicino

Il buongiorno con il cuore rosso. È l’ultimo messaggio, inviato alle 6.40 su WhatsApp alla famiglia, prima di salire sul pullman militare partito da Tor di Quinto e diretto a Fiumicino, dove avrebbe dovuto svolgere il servizio di vigilanza in occasione del concorso di magistratura a Roma.

Pochi minuti dopo, durante il tragitto, Noemi Saetta, 23 anni, di Velletri, soldatessa del Reggimento “Lancieri di Montebello”, si è sentita male.

Si è accasciata sul sedile, con il respiro sempre più affannoso. L’allarme lanciato dal commilitone seduto accanto, i soccorsi immediati e i tentativi di rianimazione si sono purtroppo rivelati vani.

Il resto è una storia fatta di passione per la divisa e del sogno di diventare sottufficiale, raccontata dalle parole del papà Renato, 49 anni, ex paracadutista originario di Augusta, cittadina siciliana nota soprattutto per la sua attività portuale.

«Aveva preso un giorno di licenza, ieri che era sabato, per stare con noi a Velletri. Era legatissima alla famiglia e, appena poteva, tornava qui ai Castelli», racconta il padre, mentre guarda un video in cui scherza con Noemi sull’attenti, indossando un basco militare. «E ora la mia bambina non c’è più».

La famiglia ha affidato il caso ai propri legali e attende l’esito dell’autopsia, che dovrà chiarire cosa abbia provocato il malore improvviso.

«Il tenente dell’Esercito ci ha detto che Noemi aveva fatto colazione come tutte le mattine e poi era partita per il turno». Le operazioni di soccorso sono iniziate sul posto, con un massaggio cardiaco continuo. La prima telefonata arrivata a casa ha informato i familiari delle gravissime condizioni della giovane militare.

Nelle ultime ore, nella mente del padre continuano a riecheggiare anche le parole del medico dell’Aurelia Hospital – dove Noemi è stata portata in una corsa disperata – al quale non sarebbe sfuggito un elemento ritenuto meritevole di approfondimento.

«Quando sono arrivato in Ospedale – così Renato ricostruisce gli ultimi drammatici momenti – la dottoressa mi ha detto che l’addome di Noemi era gonfio. Questa è stata l’unica anomalia riscontrata».

Si tratta, tuttavia, di un’osservazione che dovrà essere valutata nell’ambito degli accertamenti medico-legali e che, al momento, non consente di individuare una causa della morte.

Dopo il diploma conseguito all’Istituto Alberghiero di Velletri, Noemi aveva inseguito con determinazione il suo sogno di entrare nelle Forze Armate. Aveva tentato anche il concorso nell’Arma dei Carabinieri, superando le prove scritte ma fermandosi all’ultima fase della selezione. L’ingresso nei “Lancieri di Montebello” aveva rappresentato la realizzazione del progetto di una vita, da completare un domani con il concorso da sottufficiale.

Prestava servizio in uno dei reparti storici dell’Esercito Italiano, noto sia per gli incarichi di rappresentanza sia per le attività operative e istituzionali, nel rispetto delle più antiche tradizioni militari.

Ad attenderla a Velletri c’erano il fratello William, 16 anni, con cui condivideva gli stessi occhi e gli stessi ricordi di scuola, il papà, la nuova compagna di lui e Federico, l’ex fidanzato di Ariccia con il quale aveva riallacciato i rapporti da un paio di mesi.

«Negli ultimi giorni l’avevo vista cambiata – racconta il giovane –. Avevo notato che mangiava meno. Pensavo fosse soltanto stress dovuto al lavoro».

Per Noemi era anche pronto il regalo tanto atteso della nonna paterna: un vestitino realizzato all’uncinetto da indossare al mare.

Nelle ultime ore il dolore della famiglia si è riversato anche sui social. Particolarmente toccante il messaggio della nonna paterna, Gisella Fazio, che ha scelto di ricordare la nipote con parole cariche d’affetto:

«In tanti mi fanno le condoglianze, ma si sbagliano. Io aspetto gli auguri per il tuo avanzamento di carriera. Ti preparerò tutto quello che ti piace, come ho sempre fatto. La porta del mio cuore resterà sempre aperta per te».

Mentre amici, colleghi e familiari si stringono nel ricordo della giovane militare, resta l’attesa per gli esiti dell’autopsia, che saranno fondamentali per fare piena luce sulle cause della sua improvvisa scomparsa.

Proprio gli accertamenti autoptici, insieme agli esami tossicologici e istologici che verranno eventualmente disposti, saranno determinanti per chiarire l’origine del malore che ha stroncato la giovane soldatessa durante il tragitto verso il servizio.

La famiglia, assistita dai propri legali, attende risposte per comprendere cosa sia realmente accaduto in quei pochi drammatici minuti trascorsi sul pullman militare partito da Tor di Quinto e diretto a Fiumicino.

Karen Leonardi

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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