L’approvazione definitiva da parte del Consiglio Oleicolo Internazionale del nuovo limite minimo degli steroli anche per la cultivar Coratina rappresenta una grande vittoria per il comparto olivicolo italiano, per la Puglia e per migliaia di produttori che ogni giorno custodiscono una delle eccellenze più identitarie del nostro Made in Italy agroalimentare”.

Lo dichiara l’Onorevole Francesco Ventola, che nei mesi scorsi ha promosso e seguito il dossier a livello istituzionale, sollecitando la Commissione europea affinché fosse riconosciuta la specificità della cultivar Coratina ed evitata una modifica normativa che avrebbe rischiato di penalizzare ingiustamente uno dei simboli dell’olivicoltura pugliese.

Il Consiglio Oleicolo Internazionale ha stabilizzato a 800 mg/kg il limite degli steroli per gli oli extravergine delle varietà italiane Coratina e Nocellara del Belice, superando un’incertezza che negli ultimi anni aveva creato preoccupazione tra produttori, frantoiani e operatori della filiera. La questione era particolarmente rilevante perché alcune cultivar italiane, pur producendo oli extravergine di altissima qualità, possono presentare naturalmente valori di steroli inferiori rispetto ai limiti precedentemente previsti. (ANSA.it⁠)

“Fin dall’inizio – afferma Ventola – abbiamo acceso i riflettori su questo dossier, portando nelle sedi europee le ragioni dei produttori e chiedendo che le regole fossero adeguate alle evidenze scientifiche e alle caratteristiche delle nostre eccellenze. Oggi quel lavoro trova un importante riconoscimento. Questa decisione tutela la Coratina, rafforza la competitività dell’olio extravergine italiano e garantisce certezza a migliaia di olivicoltori e frantoiani”.

La Coratina è una cultivar fortemente legata alla Puglia, in particolare all’area della provincia di Barletta-Andria-Trani e al territorio di Andria, ed è riconosciuta per la produzione di oli dal profilo organolettico intenso, ricchi di personalità, polifenoli e caratteristiche qualitative di assoluto pregio. Proprio per questo, secondo Ventola, era indispensabile evitare che parametri tecnici non pienamente adeguati alla specificità varietale finissero per trasformarsi in un danno commerciale per un prodotto autentico e di qualità.

La decisione del COI consente ora di superare una fase di incertezza normativa che rischiava di incidere negativamente sulla classificazione, sulla commercializzazione e sulla reputazione dell’olio extravergine ottenuto da cultivar Coratina. Nei mesi scorsi, infatti, era stata evidenziata la necessità di passare da una deroga temporanea a una soluzione stabile, capace di dare sicurezza alla filiera anche oltre la campagna olearia 2026/2027. (Olivo e Olio⁠)

“Non si trattava di chiedere un favore per un territorio – prosegue Ventola – ma di ristabilire un principio di giustizia e di verità scientifica. La qualità dell’olio Coratina non può essere messa in discussione da parametri che non tengano conto della naturale composizione chimica delle diverse cultivar. Le norme devono tutelare i consumatori e la trasparenza del mercato, ma devono anche saper riconoscere la biodiversità agricola italiana”.

Il risultato rappresenta anche un segnale importante sul piano politico: quando le istituzioni nazionali ed europee ascoltano i territori, il sistema produttivo può essere difeso con efficacia. Il lavoro portato avanti su questo dossier dimostra che la tutela delle eccellenze italiane passa dalla capacità di intervenire nei luoghi in cui si formano le regole, portando dati, evidenze e ragioni concrete.

“Questa battaglia – sottolinea Ventola – è stata condotta nell’interesse dei produttori, dei frantoiani, delle imprese agricole e dell’intera filiera olivicola. La Coratina non è soltanto una cultivar: è storia, economia, paesaggio, lavoro, identità pugliese e italiana. Difenderla significa difendere un pezzo fondamentale del nostro patrimonio agroalimentare”.

La stabilizzazione del nuovo limite minimo degli steroli contribuisce inoltre a rafforzare la competitività dell’olio extravergine italiano sui mercati internazionali, evitando che produzioni di grande qualità possano essere penalizzate da interpretazioni troppo rigide o non aggiornate dei parametri tecnici. Per un settore già esposto agli effetti dei cambiamenti climatici, alla volatilità dei prezzi e alla concorrenza internazionale, la certezza delle regole rappresenta un fattore decisivo.

“Continueremo a difendere con determinazione, nelle istituzioni europee e nazionali, le ragioni dell’agricoltura italiana – conclude Ventola –. La vicenda della Coratina dimostra che il Made in Italy non si difende con gli slogan, ma con il lavoro concreto, con la presenza nei tavoli decisionali e con la capacità di far valere la qualità, la storia e la specificità dei nostri territori. Oggi è una giornata importante per la Puglia e per tutta l’olivicoltura italiana”.