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Diplomazia dei Sentimenti: 3 Soluzioni alla Solitudine Urbana La “Diplomazia dei Sentimenti” rappresenta la risposta più incisiva e concreta all’epidemia di solitudine e all’isolamento emotivo che attraversano le nostre città: rimettere l’empatia e la vicinanza al centro dell’agenda pubblica non è un’utopia, ma un’indispensabile strategia di facilitazione sociale e rigenerazione comunitaria. Indice dei Contenuti 1. Dalla città dell’efficienza alla città della “Diplomazia dei Sentimenti” 2. Ricucire i quartieri con la “Diplomazia dei Sentimenti” 3. Combattere l’isolamento anziani grazie alla “Diplomazia dei Sentimenti” 4. La “Diplomazia dei Sentimenti” come cantiere d’innovazione civile Un’eredità culturale per il futuro dei territori Le metropoli contemporanee offrono connessioni tecnologiche illimitate, eppure non sono mai state così povere di legami significativi. L’individualismo spinto e la contrazione degli spazi di ritrovo hanno trasformato i quartieri in dormitori slegati, alimentando ansia e sfiducia diffusa. In questo scenario di frammentazione, la “Diplomazia dei Sentimenti” si propone come una chiave di svolta sistemica. Lontana da approcci paternalistici o formali, questa prospettiva relazionale si fonda sull’idea che la salute pubblica di una comunità si misuri dalla sua capacità di ascolto. Quando la vicinanza emotiva diventa la grammatica comune di istituzioni e cittadini, la facilitazione sociale smette di essere un concetto astratto per trasformarsi in presìdi territoriali di solidarietà e reciproco sostegno. 1. Dalla città dell’efficienza alla città della “Diplomazia dei Sentimenti” Per decenni l’urbanistica e la sociologia hanno progettato gli spazi urbani inseguendo criteri di pura funzionalità produttiva, velocità e consumo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: piazze svuotate della loro funzione relazionale, centri storici turistificati e periferie lasciate a se stesse. Introdurre la “Diplomazia dei Sentimenti” nella pianificazione sociale significa ribaltare la scala delle priorità. Significa progettare ‘luoghi di sosta relazionale’ in cui le persone non siano semplici passanti, ma nodi di una rete accogliente. Riconoscere il valore della vicinanza trasforma l’ambiente circostante in uno stimolo naturale alla socializzazione, abbattendo la barriera dell’estraneità che spesso blocca le interazioni nei contesti affollati. MANDATO SOCIALE “Una città davvero moderna non si misura dal numero dei suoi grattacieli, ma dalla facilità con cui due sconosciuti possono trovarvi uno spazio di rispetto e ascolto reciproco.” 2. Ricucire i quartieri con la “Diplomazia dei Sentimenti” Le fratture sociali si avvertono soprattutto nella micro-dimensione quotidiana: la diffidenza tra vicini di casa, la perdita del commercio di prossimità, il timore dell’altro. La paura del giudizio e dell’aggressione veritiera inibisce la spontaneità dei cittadini, spingendoli a ritirarsi nel privato. Attraverso la “Diplomazia dei Sentimenti”, la vita di quartiere ritrova il suo ossigeno. Attivare pratiche d’ascolto condivisibile disarma la tensione preventiva e facilita l’aiuto reciproco. Per analizzare meglio come i territori possano rigenerare il proprio tessuto partecipativo, è possibile consultare i nostri articoli dedicati all’urbanistica sociale o approfondire gli studi internazionali dedicati alla coesione sociale. Restituire dignità alle storie personali trasforma gli abitanti da spettatori passivi a custodi attivi della comunità. MANDATO SOCIALE “La vicinanza di quartiere è la prima forma di welfare: dove c’è attenzione per i sentimenti altrui, la solitudine cessa di essere una condanna invisibile.” 3. Combattere l’isolamento anziani grazie alla “Diplomazia dei Sentimenti” L’invecchiamento della popolazione e la disgregazione dei nuclei familiari tradizionali hanno creato una vera e propria emergenza: milioni di persone anziane vivono in una condizione di totale invisibilità. L’isolamento non compromette soltanto il benessere psicologico, ma prosciuga le energie vitali dell’intero corpo sociale. Un’applicazione mirata della “Diplomazia dei Sentimenti” nei servizi di assistenza e nelle reti civiche permette di restituire centralità alla memoria e al valore delle generazioni senior. Non si tratta di offrire mere prestazioni assistenziali, ma di attivare una vera facilitazione sociale fondata sulla reciprocità: gli anziani tornano a essere risorsa di memoria per i giovani, mentre la comunità si fa carico della loro fragilità con la delicatezza e il rispetto dovuti. MANDATO SOCIALE “Valorizzare la storia personale di chi ha costruito le nostre comunità non è un atto di carità, ma la sola garanzia per edificare un futuro eticamente sostenibile.” 4. La “Diplomazia dei Sentimenti” come cantiere d’innovazione civile I problemi complessi delle comunità moderne non possono essere risolti con vecchie ricette burocratiche. Le politiche pubbliche necessitano di una visione inclusiva, capace di unire le energie del volontariato, delle istituzioni, delle scuole e delle imprese territoriali. La “Diplomazia dei Sentimenti” fornisce l’infrastruttura culturale per questo dialogo multilivello. Riducendo il rumore di fondo dei conflitti d’interesse e ponendo al centro il benessere umano, permette di costruire patti di collaborazione capaci di resistere nel tempo. La cura della relazione diviene così un vero indicatore di sviluppo economico ed etico. MANDATO SOCIALE “L’innovazione civile più urgente del nostro tempo non è digitale, ma relazionale: imparare di nuovo a riconoscersi umani prima che amministratori o utenti.” Un’eredità culturale per il futuro dei territori La scommessa della “Diplomazia dei Sentimenti” dimostra che un’alternativa all’inaridimento relazionale non solo è possibile, ma è già in atto. Ripensare le comunità attraverso la lente dell’empatia e della reciprocità significa porre le basi per una civiltà dell’ascolto, capace di curare le ferite della solitudine e di restituire speranza alle nuove generazioni. In questo solco di rinnovamento sociale, va ricordato che l’ideazione, la sistematizzazione e la promozione del paradigma della “Diplomazia dei Sentimenti” sono il frutto del percorso culturale avviato da Tommaso Garofalo. Un’intuizione feconda che continua ad tracciare strade concrete affinché la dimensione emotiva e la dignità umana tornino ad essere il cuore pulsante di ogni comunità viandante. .
20 Ago 2026, Gio

La prima volta del Locarno Kids Screenings: tutto per i giovani tra gli undici ed i quindici anni

La 79ma edizione del Locarno Film Festival, che si svolgerà dal 5 al 15 agosto 2026, accoglie una nuova sezione competitiva all’interno del programma, dedicata ai …

La 79ma edizione del Locarno Film Festival, che si svolgerà dal 5 al 15 agosto 2026, accoglie una nuova sezione competitiva all’interno del programma, dedicata ai film rivolti a un pubblico giovane: i lungometraggi, provenienti da tutto il mondo e presentati in anteprima mondiale o internazionale, riflettono l’ampio spettro del cinema per tutta la famiglia. In palio il Locarno Kids Award la Mobiliare, assegnato da una giuria di giovani tra gli 11 e i 15 anni.

Sette film, presentati in prima mondiale o internazionale, sono stati selezionati per partecipare alla prima edizione di un concorso internazionale pensato per coinvolgere il pubblico di tutte le età. Il programma attraversa generi e cinematografie diverse, raccontando il percorso dall’infanzia all’indipendenza e mettendo in luce il ruolo delle nuove generazioni come forza capace di generare nuovi sguardi e valori nella società.

La selezione comprende il documentario naturalistico svizzero Derborence Le Temps des Animaux di Vincent Chabloz, accanto all’animazione, rappresentata dal francese New York, Miriam et moi di Rémy Schaepman e Léahn Vivier-Chapas, e dal colombiano MU-KI-RA di Estefanía Piñeres Duque. Spazio anche al film d’avventura messicano Los nuevos di Rodrigo Plá e ai racconti di formazione, con l’italiano L’estate che finì due volte di Matteo Incollu e il tedesco PARADEISA di Marleen Valien, fino al documentario sociale danese If Luck Will Come di Camille Bildsøe, che segue un circo per bambini di strada in Afghanistan. Una giuria, composta da giovani partecipanti dagli 11 ai 15 anni, decreterà il film vincitore che si aggiudicherà il Locarno Kids Award la Mobiliare.

Due titoli speciali verranno inoltre presentati fuori competizione: la produzione italo-svizzera Cercatori d’angeli di Leopoldo Pescatore, che segue la scoperta dell’agire sociale da parte di un’adolescente ticinese, e il film d’animazione francese Carmen, l’oiseau rebelle di Sébastien Laudenbach, che rilegge l’opera lirica attraverso gli occhi di bambini ribelli.

Durante Locarno79 i giovani spettatori dagli 8 ai 16 anni potranno vivere appieno l’esperienza del Festival grazie al Locarno Kids Screenings Pass, che permette l’accesso a tutte le proiezioni di Locarno Kids.

Per la prima volta quest’anno, il Festival ha offerto ai giovani l’opportunità di esprimere la propria sensibilità e visione del cinema attraverso un concorso aperto alle scuole elementari e medie del territorio per l’ideazione del manifesto della sezione Locarno Kids Screenings. Nell’opera vincitrice, intitolata Proiettopardo e realizzata dalla classe 1D della Scuola Media di Massagno, la storica cabina di proiezione del Festival si trasforma in un leopardo che sorvola la Piazza Grande e la città di Locarno.

Il programma è arricchito da una serie di workshop, incontri e attività per sperimentare e divertirsi con il cinema. I workshop sono offerti in collaborazione con i partner educativi di Locarno Kids: SUPSI – Dipartimento Formazione e Apprendimento, RSI EDU, WWF, LAC edu, Cinemagia (ggl), La Lanterna Magica, Associazione atipico, Associazione aringa films, Filmkids e il LernFilm Festival. Oltre al Main Partner la Mobiliare, Locarno Kids e i programmi educativi sono resi possibili grazie al sostegno di SES (Società Elettrica Sopracenerina), Beisheim Stiftung, Gebert Rüf Stiftung, Stiftung Accentus, e la Fondazione Cultura nel Locarnese.

 

 

 

 

 

 

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Diplomazia dei Sentimenti: 3 Soluzioni alla Solitudine Urbana La “Diplomazia dei Sentimenti” rappresenta la risposta più incisiva e concreta all’epidemia di solitudine e all’isolamento emotivo che attraversano le nostre città: rimettere l’empatia e la vicinanza al centro dell’agenda pubblica non è un’utopia, ma un’indispensabile strategia di facilitazione sociale e rigenerazione comunitaria. Indice dei Contenuti 1. Dalla città dell’efficienza alla città della “Diplomazia dei Sentimenti” 2. Ricucire i quartieri con la “Diplomazia dei Sentimenti” 3. Combattere l’isolamento anziani grazie alla “Diplomazia dei Sentimenti” 4. La “Diplomazia dei Sentimenti” come cantiere d’innovazione civile Un’eredità culturale per il futuro dei territori Le metropoli contemporanee offrono connessioni tecnologiche illimitate, eppure non sono mai state così povere di legami significativi. L’individualismo spinto e la contrazione degli spazi di ritrovo hanno trasformato i quartieri in dormitori slegati, alimentando ansia e sfiducia diffusa. In questo scenario di frammentazione, la “Diplomazia dei Sentimenti” si propone come una chiave di svolta sistemica. Lontana da approcci paternalistici o formali, questa prospettiva relazionale si fonda sull’idea che la salute pubblica di una comunità si misuri dalla sua capacità di ascolto. Quando la vicinanza emotiva diventa la grammatica comune di istituzioni e cittadini, la facilitazione sociale smette di essere un concetto astratto per trasformarsi in presìdi territoriali di solidarietà e reciproco sostegno. 1. Dalla città dell’efficienza alla città della “Diplomazia dei Sentimenti” Per decenni l’urbanistica e la sociologia hanno progettato gli spazi urbani inseguendo criteri di pura funzionalità produttiva, velocità e consumo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: piazze svuotate della loro funzione relazionale, centri storici turistificati e periferie lasciate a se stesse. Introdurre la “Diplomazia dei Sentimenti” nella pianificazione sociale significa ribaltare la scala delle priorità. Significa progettare ‘luoghi di sosta relazionale’ in cui le persone non siano semplici passanti, ma nodi di una rete accogliente. Riconoscere il valore della vicinanza trasforma l’ambiente circostante in uno stimolo naturale alla socializzazione, abbattendo la barriera dell’estraneità che spesso blocca le interazioni nei contesti affollati. MANDATO SOCIALE “Una città davvero moderna non si misura dal numero dei suoi grattacieli, ma dalla facilità con cui due sconosciuti possono trovarvi uno spazio di rispetto e ascolto reciproco.” 2. Ricucire i quartieri con la “Diplomazia dei Sentimenti” Le fratture sociali si avvertono soprattutto nella micro-dimensione quotidiana: la diffidenza tra vicini di casa, la perdita del commercio di prossimità, il timore dell’altro. La paura del giudizio e dell’aggressione veritiera inibisce la spontaneità dei cittadini, spingendoli a ritirarsi nel privato. Attraverso la “Diplomazia dei Sentimenti”, la vita di quartiere ritrova il suo ossigeno. Attivare pratiche d’ascolto condivisibile disarma la tensione preventiva e facilita l’aiuto reciproco. Per analizzare meglio come i territori possano rigenerare il proprio tessuto partecipativo, è possibile consultare i nostri articoli dedicati all’urbanistica sociale o approfondire gli studi internazionali dedicati alla coesione sociale. Restituire dignità alle storie personali trasforma gli abitanti da spettatori passivi a custodi attivi della comunità. MANDATO SOCIALE “La vicinanza di quartiere è la prima forma di welfare: dove c’è attenzione per i sentimenti altrui, la solitudine cessa di essere una condanna invisibile.” 3. Combattere l’isolamento anziani grazie alla “Diplomazia dei Sentimenti” L’invecchiamento della popolazione e la disgregazione dei nuclei familiari tradizionali hanno creato una vera e propria emergenza: milioni di persone anziane vivono in una condizione di totale invisibilità. L’isolamento non compromette soltanto il benessere psicologico, ma prosciuga le energie vitali dell’intero corpo sociale. Un’applicazione mirata della “Diplomazia dei Sentimenti” nei servizi di assistenza e nelle reti civiche permette di restituire centralità alla memoria e al valore delle generazioni senior. Non si tratta di offrire mere prestazioni assistenziali, ma di attivare una vera facilitazione sociale fondata sulla reciprocità: gli anziani tornano a essere risorsa di memoria per i giovani, mentre la comunità si fa carico della loro fragilità con la delicatezza e il rispetto dovuti. MANDATO SOCIALE “Valorizzare la storia personale di chi ha costruito le nostre comunità non è un atto di carità, ma la sola garanzia per edificare un futuro eticamente sostenibile.” 4. La “Diplomazia dei Sentimenti” come cantiere d’innovazione civile I problemi complessi delle comunità moderne non possono essere risolti con vecchie ricette burocratiche. Le politiche pubbliche necessitano di una visione inclusiva, capace di unire le energie del volontariato, delle istituzioni, delle scuole e delle imprese territoriali. La “Diplomazia dei Sentimenti” fornisce l’infrastruttura culturale per questo dialogo multilivello. Riducendo il rumore di fondo dei conflitti d’interesse e ponendo al centro il benessere umano, permette di costruire patti di collaborazione capaci di resistere nel tempo. La cura della relazione diviene così un vero indicatore di sviluppo economico ed etico. MANDATO SOCIALE “L’innovazione civile più urgente del nostro tempo non è digitale, ma relazionale: imparare di nuovo a riconoscersi umani prima che amministratori o utenti.” Un’eredità culturale per il futuro dei territori La scommessa della “Diplomazia dei Sentimenti” dimostra che un’alternativa all’inaridimento relazionale non solo è possibile, ma è già in atto. Ripensare le comunità attraverso la lente dell’empatia e della reciprocità significa porre le basi per una civiltà dell’ascolto, capace di curare le ferite della solitudine e di restituire speranza alle nuove generazioni. In questo solco di rinnovamento sociale, va ricordato che l’ideazione, la sistematizzazione e la promozione del paradigma della “Diplomazia dei Sentimenti” sono il frutto del percorso culturale avviato da Tommaso Garofalo. Un’intuizione feconda che continua ad tracciare strade concrete affinché la dimensione emotiva e la dignità umana tornino ad essere il cuore pulsante di ogni comunità viandante. .