Lanuvio incanta col Premio “Iuno Sospita”: danza, mito e giovani talenti nella magia di Villa Sforza Cesarini

Grande successo a Lanuvio per la seconda edizione del Premio Iuno Sospita: tre giornate di danza, formazione, borse di studio, giuria internazionale e Gala Finale a Villa Sforza Cesarini

Si è chiusa tra applausi, emozione e grande partecipazione la seconda edizione del Premio “Iuno Sospita”, il concorso nazionale di danza classica, moderna, contemporanea e composizione coreografica che per tre giorni ha trasformato Villa Sforza Cesarini – incastonata sulle sommità del borgo di Lanuvio – in un palcoscenico di straordinario fascino, dove arte, formazione, talento e patrimonio storico hanno dialogato nel nome della dea Giunone Sospita.

La serata conclusiva di sabato 4 luglio ha rappresentato il momento più atteso della manifestazione, con il Gala Finale e le esibizioni dei concorrenti saliti sul podio nelle diverse categorie. Una serata intensa, elegante e partecipata, durante la quale sono stati assegnati premi speciali, riconoscimenti e prestigiose borse di studio, pensati per sostenere concretamente il percorso artistico dei giovani ballerini.

Il Premio, ideato dal Comune di Lanuvio insieme ad ASI e diretto artisticamente da Floriana Galieti, direttrice del Centro Culturale Danza di Lanuvio, si conferma così una manifestazione in forte crescita, capace già alla seconda edizione di attirare scuole, insegnanti e giovani talenti da tutta Italia.

La vicesindaco Valeria Viglietti: “Non solo vincitori, ma opportunità di crescita”

A sostenere fortemente il progetto è stata fin dall’inizio l’amministrazione comunale, con la vicesindaca e assessora allo Sport Valeria Viglietti che a “Castelli Notizie” ha ricordato la genesi e il senso profondo della manifestazione.

«Il Premio Iuno Sospita nasce dalla mia grande passione per la danza che mi ha spinta, grazie alla preziosa collaborazione del Centro Culturale Danza, all’ideare in un meraviglioso scenario quello che vuole essere un momento di incontro per tanti giovani ballerini, affinché possano confrontarsi, crescere e formarsi».

Per Viglietti, il concorso non è pensato soltanto come una competizione.

«Il concorso non mira solo a proclamare dei vincitori, ma offre opportunità di crescita a questi giovani ragazzi ed è proprio per questo che vengono consegnate tante borse di studio e tanti premi che permetteranno loro, oltre ad aver partecipato a questo contesto, di prendere parte anche ad altre manifestazioni importanti».

La vicesindaca ha poi sottolineato il legame profondo tra il Premio e il luogo che lo ospita.

«Il Premio è legato a questo luogo e si chiama Iuno Sospita dal nome della dea Giunone. A caratterizzarlo è la grande professionalità della giuria, composta da maestri anche di livello internazionale. È questo che avvicina tanti giovani ballerini, le loro insegnanti e le scuole».

Grande soddisfazione anche per il livello tecnico raggiunto.

«Siamo soltanto alla seconda edizione e il livello è già stato molto superiore rispetto allo scorso anno. Siamo davvero molto soddisfatti, perché la manifestazione ha avuto un grande successo».

Il ruolo decisivo di Floriana Galieti e del Centro Culturale Danza

Valeria Viglietti ha voluto riconoscere il ruolo centrale della direttrice artistica Floriana Galieti, figura di riferimento della danza lanuvina e castellana.

«Questo non sarebbe stato possibile senza la direzione artistica di Floriana Galieti, direttrice del Centro Culturale Danza, che proprio la scorsa settimana ha festeggiato i 30 anni di attività. Non è soltanto una scuola presente da tanto tempo nel territorio, ma una realtà che si caratterizza per la professionalità della direttrice e delle sue insegnanti, capaci di portare a Lanuvio un livello di danza elevatissimo».

Le allieve del Centro Culturale Danza – che per correttezza non hanno partecipato al Premio – si sono comunque esibite durante il Gala Finale e hanno contribuito anche alla promozione della manifestazione attraverso video realizzati per valorizzare l’evento.

Floriana Galieti: “Abbiamo visto grandi talenti, il livello si è alzato moltissimo”

Particolarmente emozionata e soddisfatta la direttrice artistica Floriana Galieti, che ha tracciato un bilancio estremamente positivo dell’edizione 2026.

«Con orgoglio ho ricoperto il ruolo di direttrice artistica di questo Premio e devo ringraziare assolutamente l’Amministrazione comunale, che me lo ha affidato. Questa seconda edizione ci ha reso molto fieri e orgogliosi, visto che sul palco abbiamo visto davvero grandi talenti».

Galieti ha evidenziato soprattutto la crescita qualitativa del concorso.

«Il livello si è alzato moltissimo e la cosa che mi rende più felice è che nella danza classica c’è stato un riscontro molto positivo. Sono molto grata all’Amministrazione comunale, ad ASI e ad ADI – AssoDanza Italia, che ci sono stati accanto, ci hanno supportato e hanno dato il patrocinio a questo evento».

La direttrice artistica ha poi ribadito il valore formativo della manifestazione.

«Il senso del concorso è proprio questo: un clima di condivisione e confronto. È un momento formativo per i ragazzi, anche dal punto di vista didattico. Una preziosa occasione di crescita».

Una giuria internazionale per una manifestazione in crescita

A impreziosire l’edizione 2026 è stata una giuria di altissimo profilo, composta da personalità autorevoli della danza italiana e internazionale: Clarissa Mucci, Francesca Romana Di Maio, Gregor Hatala, Riccardo Ciarpella e Michael Fuscaldo.

Durante la serata finale, la presentatrice – la bravissima Monica Lubinu – ha introdotto i giurati ricordandone i percorsi artistici e professionali. Clarissa Mucci, già docente dell’Accademia Nazionale di Danza e figura di riferimento della formazione coreutica italiana, ha sottolineato la qualità dell’accoglienza ricevuta a Lanuvio e il valore del confronto con i giovani.

Gregor Hatala, già primo ballerino dell’Opera di Stato di Vienna e fondatore della Vienna International Ballet Experience, ha evidenziato come nella valutazione dei danzatori non conti soltanto la tecnica, ma anche la capacità artistica di stare sul palco, emozionare il pubblico e vivere pienamente la scena.

Riccardo Ciarpella ha ricordato quanto sia prezioso il contatto con le nuove generazioni, sottolineando che nella danza non si smette mai di imparare, neppure osservando i più giovani.

Significativo anche il messaggio lanciato da Michael Fuscaldo a chi non è salito sul podio: nella danza, ha ricordato, non bisogna guardare soltanto al risultato finale, ma al processo di crescita, alla capacità di accettare anche una mancata vittoria e trasformarla in occasione di miglioramento artistico e personale.

ASI Cultura sul palco: “La danza è ponte tra sport, arte e cultura”

Tra le presenze istituzionali della serata anche Michele Cioffi, responsabile nazionale dell’area Cultura di ASI, e Marco Carotti, vicepresidente del Comitato Regionale Lazio dell’ASI con delega ai Castelli Romani. Entrambi sono saliti sul palco, portando il saluto dell’Ente di Promozione Sportiva che ha patrocinato e sostenuto l’iniziativa.

Cioffi, commentando la serata, ha definito il Premio “Iuno Sospita” un esempio concreto di come la danza possa diventare ponte tra sport, arte e cultura.

«Ci sono manifestazioni che vanno ben oltre la competizione – ha dichiarato –. Eventi capaci di trasformare il talento in linguaggio universale, il movimento in arte e la danza in uno straordinario strumento di crescita culturale».

Nel suo intervento ha voluto rimarcare la missione di ASI. «Per troppo tempo sport e cultura sono stati raccontati come due mondi separati. La nostra missione è abbattere questo muro, dimostrando che sono due facce della stessa realtà. Lo sport educa, la cultura rende consapevoli; insieme contribuiscono alla crescita della persona. La danza è forse la più alta espressione di questa sintesi: è disciplina sportiva, ma anche arte, linguaggio universale, identità e patrimonio culturale».

Cioffi e Carotti hanno quindi rivolto un plauso al Centro Culturale Danza, a Floriana Galieti, al sindaco Andrea Volpi, alla vicesindaca Valeria Viglietti, al presidente del Consiglio comunale Alessandro De Santis, presente alla serata conclusiva, e all’intera Amministrazione comunale di Lanuvio per aver sostenuto un evento capace di investire sulle nuove generazioni e sulla promozione della cultura.

Danza e mito nel cuore dell’antica Lanuvium

Uno degli elementi più affascinanti del Premio “Iuno Sospita” resta il suo legame con la storia millenaria di Lanuvio. Le esibizioni si sono svolte infatti nella cornice di Villa Sforza Cesarini, nel cuore dell’area archeologica legata all’antico santuario di Giunone Sospita, divinità simbolo dell’antica Lanuvium. Un luogo carico di suggestione, dove la danza ha incontrato il mito, trasformando ogni esibizione in un dialogo tra il corpo, la memoria e la bellezza.

Durante la serata finale, prima dell’avvio delle esibizioni, è stata anche letta una poesia dedicata proprio a Iuno Sospita, richiamando la forza evocativa della dea, la memoria del luogo e il senso rituale della danza come linguaggio capace di custodire e rinnovare l’identità di una comunità.

Una seconda edizione che guarda già al futuro

Il bilancio della seconda edizione è dunque estremamente positivo. Il Premio “Iuno Sospita” ha confermato la propria vocazione: non essere soltanto un concorso, ma un luogo di formazione, incontro, crescita e valorizzazione del talento.

La presenza di una giuria internazionale, l’assegnazione di borse di studio, il coinvolgimento di scuole e giovani danzatori, la sinergia tra Comune, ASI, ADI – AssoDanza Italia e Centro Culturale Danza indicano una direzione chiara: fare di Lanuvio un punto di riferimento stabile nel panorama della danza italiana.

Il Gala Finale ha chiuso tre giornate intense, nelle quali la città ha saputo accogliere ballerini, famiglie, insegnanti e appassionati in uno scenario unico, dove la danza si è fatta arte, disciplina, cultura e occasione concreta di crescita.

Il Premio “Iuno Sospita” riparte da qui: da un’edizione che ha alzato l’asticella, dalla soddisfazione degli organizzatori, dall’entusiasmo dei partecipanti e dalla consapevolezza che la danza, quando incontra la storia e la visione culturale di un territorio, può diventare molto più di uno spettacolo. Può diventare identità, futuro e bellezza condivisa.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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