Per i Castelli Romani, però, Teddy Reno sarà sempre qualcosa di più. Sarà l’uomo che scelse Ariccia per credere nei giovani quando nessuno ancora parlava di talent show; il produttore che intuì il talento di Rita Pavone; l’artista che contribuì a lanciare nomi destinati a fare la storia della musica italiana e che trasformò una cittadina dei Castelli Romani in uno dei luoghi simbolo dello spettacolo nazionale
Sabato 11 luglio, Teddy Reno spegnerà 100 candeline, portando con sé una storia straordinaria che passa anche dai Castelli Romani e, in particolare, da Ariccia, città che ha segnato in maniera indelebile la sua carriera e la sua vita privata. È il primo grande protagonista della canzone italiana a raggiungere il traguardo del secolo di vita.
Quando si racconta Teddy Reno non si parla soltanto di uno dei cantanti più eleganti e raffinati del panorama musicale italiano, ma di un autentico visionario. Interprete di successi intramontabili, produttore discografico, attore, conduttore televisivo e soprattutto scopritore di talenti, Ferruccio Merk Ricordi – questo il suo vero nome – ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più importanti della musica italiana.
Ma c’è un luogo che più di ogni altro è legato al suo nome: Ariccia.
Ariccia, dove nacque il Festival degli Sconosciuti
Nel 1962 Teddy Reno ebbe un’intuizione destinata a cambiare la storia dello spettacolo italiano: creare una manifestazione dedicata ai giovani talenti ancora sconosciuti.
Nacque così ad Ariccia il celebre Festival degli Sconosciuti, una manifestazione che, a distanza di oltre sessant’anni, viene ancora ricordata come la madre di tutti i talent show italiani.
Molto prima di “Amici”, “X Factor” o “The Voice”, Teddy Reno aveva capito che il futuro della musica passava dalla capacità di dare spazio ai giovani.
Da quel palco dei Castelli Romani sono passati artisti destinati a diventare autentiche stelle della musica e dello spettacolo italiano.
Tra loro:
- Rita Pavone;
- Claudio Baglioni;
- Marcella Bella;
- Mal;
- Ivan Cattaneo;
- Shel Shapiro e i Rokes;
- Enrico Montesano;
- Dino.
Un elenco impressionante che racconta meglio di qualsiasi parola quanto sia stata importante quella manifestazione nata proprio ad Ariccia.
L’incontro con Rita Pavone che cambiò la sua vita
Fu proprio durante il Festival degli Sconosciuti che Teddy Reno conobbe una giovanissima Rita Pavone, destinata a vincere la prima edizione della manifestazione e a diventare una delle più grandi interpreti della musica italiana.
Tra i due nacque una storia d’amore che fece discutere tutta l’Italia per la differenza di età – quasi vent’anni – ma che il tempo avrebbe trasformato in una delle relazioni più solide e longeve dello spettacolo italiano.
Dopo anni di polemiche e vicende personali, Teddy Reno e Rita Pavone si sposarono nel 1968 in Svizzera e, dopo l’approvazione della legge sul divorzio, celebrarono anche il matrimonio civile proprio ad Ariccia nel 1971, suggellando ulteriormente il loro legame con la cittadina castellana.
Ancora oggi Rita Pavone racconta quel rapporto con la stessa emozione degli inizi. Alla vigilia del centesimo compleanno del marito ha dichiarato all’Adnkronos:
“Per Teddy e per la nostra famiglia è una bellissima data. Il geriatra mi ha detto che mio marito ha una tale forza che potrebbe arrivare anche a 105 anni. Festeggeremo in grande tranquillità, in famiglia, che è la cosa più bella.”
Il “quasi sindaco” di Ariccia
Il rapporto con Ariccia andò ben oltre la musica. Nel 1964 Teddy Reno arrivò addirittura a candidarsi alla carica di sindaco di Ariccia, segno di un legame autentico con la comunità locale, che negli anni lo aveva ormai adottato come uno dei suoi cittadini più illustri.
Un episodio poco conosciuto, ma che racconta quanto l’artista si sentisse parte integrante della vita della cittadina.
Il ritorno ad Ariccia nel 2013
Il legame con Ariccia non si è mai interrotto. Nel giugno del 2013, come raccontò anche Castelli Notizie, Teddy Reno tornò nella città che aveva contribuito a rendere famosa per presentare la finale nazionale della 52ª Festa degli Sconosciuti, accompagnando sul palco nuovi giovani artisti provenienti da tutta Italia.
In quell’occasione propose anche lo spettacolo “My Way, la grande storia musicale dell’eterno Teddy Boy”, un viaggio nella sua lunga carriera con omaggi a Frank Sinatra, Totò e Rita Pavone.
Un ritorno accolto con grande affetto dalla città che lo aveva visto protagonista per tanti anni e che aveva rappresentato la culla di un progetto destinato a lasciare un segno nella storia della musica italiana.
Una vita lunga un secolo
Nato a Trieste l’11 luglio 1926, Teddy Reno ha attraversato praticamente un intero secolo di storia italiana. La sua infanzia fu segnata dalle persecuzioni razziali, essendo figlio di madre ebrea. Dopo l’8 settembre 1943 fu costretto a fuggire insieme alla famiglia, vivendo gli anni più difficili della guerra.
Nel dopoguerra trovò nella musica la sua rinascita. Dopo gli esordi a Radio Trieste arrivarono il successo nazionale, la radio, la televisione e il Festival di Sanremo, dove conquistò un secondo posto nel 1953 con Un bacio sulla fronte e un terzo posto l’anno successivo.
Tra i suoi brani più celebri figurano Accarezzame, Na voce na chitarra e o’ poco ‘e luna, Come sinfonia, Piccolissima serenata, Chella llà, Aggio perduto ‘o suonno e tanti altri che hanno accompagnato intere generazioni.
Ma Teddy Reno non fu soltanto interprete. Fondò la CGD (Compagnia Generale del Disco), una delle case discografiche più importanti del Paese, lanciando artisti come Johnny Dorelli, Betty Curtis, Giorgio Consolini, Jula De Palma e molti altri.
Fu anche attore, recitando accanto a Totò in film entrati nella storia del cinema italiano, tra cui Totò, Peppino e la… malafemmina.
Il primo centenario della canzone italiana
Sabato Teddy Reno entrerà in un club davvero esclusivo. Diventerà infatti il primo grande protagonista della canzone italiana a raggiungere i 100 anni, continuando ad essere il simbolo di un modo elegante, raffinato e autentico di vivere la musica.
Per i Castelli Romani, però, Teddy Reno sarà sempre qualcosa di più. Sarà l’uomo che scelse Ariccia per credere nei giovani quando nessuno ancora parlava di talent show; il produttore che intuì il talento di Rita Pavone; l’artista che contribuì a lanciare nomi destinati a fare la storia della musica italiana e che trasformò una cittadina dei Castelli Romani in uno dei luoghi simbolo dello spettacolo nazionale.
A distanza di oltre sessant’anni, quel legame continua ancora oggi ad essere motivo di orgoglio per Ariccia e per tutto il territorio dei Castelli Romani.
Ariccia su Rai 2: Antonella Elia racconta la storia d’amore tra Teddy Reno e Rita Pavone
