Velletri, Liceo Mancinelli-Falcone, i genitori chiedono ascolto: “46 famiglie senza risposte sul trasferimento delle classi a Lariano”

Non si placa il confronto attorno all’attivazione della nuova sede distaccata del Liceo Mancinelli-Falcone a Lariano e, di conseguenza, al trasferimento di alcune classi dalla sede centrale di Velletri. Arriva ora una nuova presa di posizione da parte di tante famiglie, che si oppongono allo spostamento di alcune classi.

Alla redazione di Castelli Notizie è infatti pervenuto un nuovo comunicato firmato dalla Comunità dei Genitori degli Studenti del Liceo Mancinelli-Falcone, nel quale si evidenzia come non siano ancora arrivate risposte sostanziali all’istanza di autotutela presentata da 46 famiglie, assistite dai propri legali, e trasmessa all’Istituto, alla Regione Lazio, all’Ufficio Scolastico Regionale e agli altri enti competenti.

La vicenda è nota. Da una parte la dirigenza scolastica e gli organi collegiali hanno ribadito che la nuova sede di Lariano rappresenta un’importante opportunità di crescita per l’istituto, resa necessaria anche dall’aumento degli iscritti e dalla carenza di spazi nella sede centrale di Velletri. La dirigente scolastica Serena Incani aveva inoltre assicurato che ogni scelta sarebbe stata improntata alla trasparenza, al confronto e alla tutela della qualità dell’offerta formativa. Successivamente anche Collegio dei Docenti, Consiglio d’Istituto e personale ATA avevano espresso pubblicamente il proprio sostegno al progetto della nuova sede.

Dall’altra parte, però, resta il malcontento di tante famiglie, che continuano a contestare non tanto l’apertura della sede di Lariano, quanto le modalità con cui si starebbe procedendo al trasferimento di studenti già inseriti nei percorsi scolastici di Velletri.

Nel documento inviato alla nostra redazione i genitori ribadiscono di non essere contrari alla nascita della nuova sede, che definiscono anzi una risorsa per il territorio, ma chiedono che essa venga popolata progressivamente dalle nuove classi prime, evitando il trasferimento forzato di studenti che hanno ormai costruito a Velletri il proprio percorso scolastico, relazionale e didattico.

Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato ricevuto.


COMUNICATO DELLA COMUNITÀ DEI GENITORI DEGLI STUDENTI DEL LICEO MANCINELLI-FALCONE

46 famiglie chiedono ascolto. Nessuna risposta. Gli studenti del Mancinelli-Falcone non meritano tutto questo.

Accade che, a distanza dalla presentazione di una formale istanza di autotutela, sottoscritta da decine di famiglie e depositata tramite i propri legali presso l’Istituto, la Regione Lazio, l’U;icio Scolastico Regionale e gli enti competenti, non è ancora arrivato alcun riscontro sostanziale alle questioni sollevate dai genitori degli studenti coinvolti nel trasferimento forzoso delle classi presso la nuova sede di Lariano.

Abbiamo già provato invano a cercare un dialogo con la Dirigente – la quale avrebbe dovuto invece coinvolgerci massivamente prima di ogni iniziativa (e magari avremmo contribuito a coltivarla!) – ed invece siamo stati lasciati fuori la porta.

A discapito della proverbiale prontezza con cui, anche sui social, la Dirigente risponde alle doglianze che le prevengono, verso noi genitori solo silenzio. Per questo sentiamo il dovere di rivolgerci direttamente alla cittadinanza. Vogliamo chiarire ancora una volta un punto fondamentale: Noi non siamo contro Lariano. Evidentemente. Non siamo contrari all’apertura di una nuova sede scolastica, né alla crescita dell’offerta formativa sul territorio. Una struttura moderna e funzionale rappresenta una risorsa importante per molti studenti e per l’intera comunità.

Una nuova scuola è una notizia ottima, finalmente. Il problema non è Lariano. Il problema è il modo in cui si sta realizzando questo progetto. Per avviare la nuova sede si è scelto di spostare coattivamente ragazzi che frequentano già da anni la scuola a Velletri, che lì hanno costruito il proprio percorso scolastico, umano e relazionale. Studenti che hanno compagni, docenti di riferimento, abitudini, attività sportive, amicizie e una quotidianità costruita nel tempo.

Tutto questo viene così disperso, senza possibilità di scelta. La delibera del CdI recita :”.. per le classi successive al primo, l’opzione (di Lariano) è prerogativa dell’Istituto”. Dietro questa vicenda non ci sono soltanto classi, aule e codici amministrativi. Ci sono ragazzi. Ci sono famiglie. Ci sono storie personali.

Parliamo di studenti che rischiano di concludere il proprio ciclo di studi in una sede diversa da quella frequentata fino ad oggi. Parliamo di classi già consolidate che potrebbero dividersi tra chi implora di restare e chi si vede costretto a spostarsi, creando tensioni dentro gruppi che negli anni avevano trovato il proprio equilibrio.

Parliamo di ragazzi delle classi più avanzate, anche prossimi all’esame di Stato, che rischiano di perdere i professori che per 4 anni li hanno condotti alla prova di accesso alla maturità, disperdendo l’enorme patrimonio di continuità didattica proprio nella fase più delicata del loro percorso.

Parliamo di famiglie con più figli che potrebbero ritrovarsi a gestire sedi diverse, orari diversi, trasporti diversi e costi maggiori. Parliamo di studenti che praticano sport, attività artistiche, volontariato o che raggiungono autonomamente la scuola e che oggi vedono cambiare tutto senza aver mai avuto la possibilità di sceglierlo.

Una scuola non è fatta soltanto di muri, laboratori e numeri. Una scuola è una comunità educativa. È fatta di relazioni, fiducia, continuità, appartenenza. E questo patrimonio umano e sociale non può essere considerato un dettaglio organizzativo. È il valore forse più importante, o meglio, non crediamo che lo sia. Per questi ragazzi la Scuola cambia in corso le regole del gioco, d’imperio, quasi di prepotenza.

A rendere ancora più grave la situazione c’è il tema dei trasporti. La documentazion evidenzia che la stessa scuola, nel tempo, ha ammesso e segnalato l’insufficienza dei collegamenti e la necessità di servizi dedicati per rendere sostenibile lo spostamento verso Lariano.

Eppure, ad oggi, le famiglie non hanno ricevuto certezze concrete su una soluzione stabile, adeguata e compatibile con gli orari scolastici. Ulteriore elemento di forte preoccupazione riguarda la chiarezza del procedimento: secondo quanto evidenziato nell’istanza presentata dai legali, non risulterebbe ancora adottato un provvedimento formale finale della Dirigente che disponga concretamente il trasferimento delle classi.

Classi di una scuola che, dettaglio non proprio insignificante, ancora non esiste in quanto i lavori in corso sono ben lontani dall’essere completati. Eppure, incredibilmente, alle famiglie è stato imposto un termine molto stringente (il 23-6!, quando l’ultima delibera del CdI risale appena al 12-6) per poter cambiare sezione chiedendo il trasferimento DA LARIANO (che, ripetiamo, ancora non esiste!) a Velletri.

Il quadro si palesa poco chiaro, se non fuorviante, generando ulteriore disorientamento. La domanda che continuiamo a porre è semplice: perché spostare forzatamente studenti che questa scuola l’hanno già scelta e frequentata da anni a Velletri, quando una nuova sede può essere popolata progressivamente a partire dalle nuove classi prime?

Questa è la nostra proposta: non bloccare il futuro, e nemmeno negare Lariano. Ma far crescere la nuova sede senza spezzare le classi già formate, senza interrompere percorsi già avviati, senza chiedere ai ragazzi di pagare da soli il prezzo di una riorganizzazione che non hanno scelto.

Le famiglie non chiedono privilegi, chiedono ascolto, chiedono trasparenza. Chiedono che il diritto allo studio venga tutelato non solo sulla carta, ma nella vita reale degli studenti. Ci amareggia constatare che una richiesta formale, presentata da decine di famiglie tramite professionisti, non abbia prodotto un vero momento di confronto e approfondimento.

Continueremo a difendere con rispetto, determinazione e senso delle istituzioni il diritto dei nostri figli ad essere ascoltati. Perché una scuola che educa al rispetto delle regole ed al dialogo dovrebbe essere la prima a praticarli. E perché nessuna crescita può definirsi davvero un successo se viene costruita imponendo a un gruppo di studenti di pagarne da solo il prezzo”.

Comunità dei Genitori degli Studenti del Liceo Mancinelli-Falcone


La disponibilità al confronto

La vicenda continua dunque ad alimentare il dibattito tra le diverse componenti della comunità scolastica, tutte accomunate dall’obiettivo di garantire agli studenti un percorso formativo di qualità, pur partendo da posizioni differenti sulle modalità di attuazione della nuova organizzazione.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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