Riceviamo e pubblichiamo Viterbo,13.7.26 Ferento Teatro Festival 2026: questa sera, al Teatro Romano, la grande lirica pucciniana con il dittico Suor Angelica – Gianni Schicchi L’Accademia degli S.Vitati in scena con Viterbium Orchestra e Norwegian Voice Academy Choir Proseguono gli appuntamenti dell’edizione 2026 di Ferento Teatro Festival. Questa sera, alle ore 21,15, l’antico teatro romano ospiterà […]
Riceviamo e pubblichiamo
Viterbo,13.7.26
Ferento Teatro Festival 2026: questa sera, al Teatro Romano, la grande lirica pucciniana con il dittico Suor Angelica – Gianni Schicchi
L’Accademia degli S.Vitati in scena con Viterbium Orchestra e Norwegian Voice Academy Choir
Proseguono gli appuntamenti dell’edizione 2026 di Ferento Teatro Festival. Questa sera, alle ore 21,15, l’antico teatro romano ospiterà un dittico di rara bellezza – Suor Angelica e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini – nell’esecuzione della Viterbium Orchestra e del Norwegian Voice Academy Choir, per una produzione firmata dall’Accademia degli S.Vitati di Viterbo. I due atti unici pucciniani fanno parte del cosiddetto Trittico, andato in scena per la prima volta il 14 dicembre 1918 al Metropolitan Opera House di New York, e in Italia al Teatro Costanzi di Roma l’11 gennaio 1919.
Per la serata si è scelto di presentare il secondo e il terzo pannello di tale trittico: due opere brevi, concepite per essere eseguite nella stessa serata, che si oppongono per tono, atmosfera e significato in un contrasto tanto netto da sembrare quasi programmatico.
Suor Angelica è un dramma intenso e tutto al femminile: una nobildonna fiorentina, costretta alla vita conventuale dopo aver dato alla luce un figlio illegittimo, vive in clausura aspettando notizie del bambino. La visita della fredda zia principessa le porta una notizia devastante. Il finale è affidato alla grazia soprannaturale – una visione della Vergine che porta con sé il figlioletto – in un epilogo che oscilla tra tragedia e consolazione mistica.
Gianni Schicchi è l’esatto opposto: una commedia ispirata a un episodio dell’Inferno della Divina Commedia di Dante, in cui i pianti ipocriti per la scomparsa del vecchio Buoso Donati s’interrompono non appena si scopre che egli ha lasciato tutte le ricchezze in beneficenza. I parenti chiamano in soccorso Gianni Schicchi, astuto impostore, che si prende gioco di tutti, compresi i familiari, tenendo per sé il meglio dell’eredità a favore della figlia Lauretta, innamorata del giovane Rinuccio. L’opera contiene la celeberrima aria O mio babbino caro. Giacomo Puccini e il Teatro Romano di Ferento: un abbinamento perfetto.
