L’eredità del Pnrr: strade e marciapiedi riqualificati ma negozi vuoti – L’EDITORIALE DI LUIGI SPAGHETTI

In questi giorni Rieti è stata capace di offrire il meglio di sé ai tantissimi atleti in rappresentanza di 42 Nazioni che hanno preso parte ai campionati europei under 18 di atletica leggera. Una vetrina importante non solo per lo sport e l’atletica in particolare (del resto Rieti e il Guidobaldi sono stati per decenni […]
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In questi giorni Rieti è stata capace di offrire il meglio di sé ai tantissimi atleti in rappresentanza di 42 Nazioni che hanno preso parte ai campionati europei under 18 di atletica leggera.

Una vetrina importante non solo per lo sport e l’atletica in particolare (del resto Rieti e il Guidobaldi sono stati per decenni il tempio della disciplina a livello mondiale) ma anche per una città che per la prima volta si presenta ad una platea internazionale rinnovata e sicuramente più appetibile a livello turistico.

Merito dei lavori finanziati dal Pnrr e dal Pinqua che hanno contribuito ad una importante rigenerazione urbana del centro storico e del quartiere di Città Giardino e alla riqualificazione di impianti sportivi, manutenzione e adeguamento di edifici comunali e riqualificazione di una parte della viabilità oltre agli interventi di miglioramento sismico di alcuni edifici pubblici e di interesse storico e culturale.

Il 30 giugno scorso è scaduto il termine per la realizzazione dei lavori finanzianti con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il programma strategico predisposto dall’Italia per accedere ai fondi europei del Next Generation EU, con l’obiettivo di rilanciare l’economia dopo la pandemia e promuovere la transizione ecologica e digitale.

Quindi non c’è più tempo di aggiungere progetti a quello che è stato fatto anche se sono stati prorogati i termini al 31 agosto ma solo per sistemare qualche particolare e rendicontare le spese sostenute rispetto ai fondi ottenuti. Secondo i dati di monitoraggio, il solo Comune di Rieti ha poco più di 200 progetti PNRR attivi, distribuiti tra infrastrutture, scuole, salute, inclusione sociale, ambiente e digitalizzazione.

Tuttavia, come abbiamo più volte detto in questo spazio, le ultime due amministrazioni comunali hanno preferito privilegiare interventi che hanno riguardato il rifacimento di manti stradali, il ripristino di marciapiedi e la sostituzione di vecchi impianti di illuminazione.

Interventi verificabili e di impatto immediato per i reatini e tesi ovviamente a rinnovare il volto della città. In sostanza l’obiettivo è stato quello di generare un effetto “wow” anche se a detta di molti senza una visione ben definita della Rieti del futuro.

Questa “strategia” forse spiega il perché alcuni quadranti di rilievo del capoluogo non siano stati interessati agli interventi con opere di riqualificazione del Pnrr.

Interventi che, al netto di qualche giudizio estetico, qualche dubbio lo hanno sollevato anche per la qualità dei materiali utilizzati: mattonelle rotte o saltate dopo solo qualche giorno dopo la posa e quindi potenzialmente pericolose per pedoni e automobili o marciapiedi scheggiati. Per non parlare delle asfaltature approssimative, all’apparenza l’intervento più semplice da realizzare ma che è stato eseguito forse un po’ troppo frettolosamente. Di certo non un bel vedere.

Sarà probabilmente il tempo a dirci cosa ci avranno lasciato davvero in eredità questi lavori del Pnrr anche perché alcuni importanti cantieri come per il ponte Cavallotti sulla Salaria e per l’ascensore del Pincetto sono ancora aperti e qualche problema lo stanno creando forse per aver sottovalutato la portata degli interventi stessi.

Resta la convinzione che attraverso la manna del Pnrr si potesse osare di più magari convogliando parte dei fondi europei su settori in grande sofferenza come commercio e quindi rivitalizzazione del centro storico e recupero delle ex aree industriali.

Proprio per questo motivo la chiusura di alcune attività commerciali in vie storiche, centrali e appena riqualificate devono suonare come un ulteriore campanello d’allarme. Testimonianza di un ulteriore impoverimento delle attività di prossimità alcune addirittura testimoni del nostro tempo.

Giusto esaltarsi per un imprenditore che decide di aprire la propria attività nel centro storico appena tirato a lucido attraverso parole di incoraggiamento e soddisfazione risultato – a detta dell’amministrazione comunale della buona politica portata avanti – così come però non si deve rimanere impassibili o peggio far finta di niente di fronte alla chiusura quasi contemporanea di altre attività a poche decine di metri di distanza.

Così facendo continua la lenta agonia che sta portando alla morte il piccolo commerciante – sia che si trovi in centro o nei quartieri più periferici – che contribuisce a rendere strade, piazze e vicoli sempre più deserti. E anche la recente approvazione della variante nella zona annonaria di Vazia non aiuta in quanto non fa altro che favorire l’insediamento di centri commerciali.

In questi anni nonostante le promesse elettorali non si è stati capaci di trovare il giusto equilibrio per avviare un nuovo modello di sviluppo economico e commerciale anche a fronte del decremento demografico, fenomeno che si protrae da anni.

Continuare ad autorizzare nuove superfici commerciali e quindi favorire la grande distribuzione comporta inevitabilmente la chiusura delle attività di prossimità come confermano le decine di saracinesche abbassate negli ultimi anni nelle vie dello shopping. Ecco perché la mancata attuazione di un Piano del Commercio adeguato alle nuove esigenze di mercato rischia di essere deleterio per una città che nonostante strade, piazze e marciapiedi riqualificati continua a soffrire e forse a morire.

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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