Si arricchisce nella Tuscia l’offerta archeologica. A Gravisca (Tarquinia) emerge una colonia romana del 2° sec.A.C.

Redazione Viterbo,25.6.26 La zona di Gravisca, poco più a nord di Tarquinia, dopo essere stato un centro marittimo e portuale per gli Estruschi, divenne colonia romana dal “°sec.A.c. sino al tardo impero. Tutto rimasto sepolto per secoli soltanto sotto un metro e mezzo di terra. Oggi, per iniziativa della Sopraintendenza statale per l’Etruria Meridionale è […]

Redazione

Viterbo,25.6.26

La zona di Gravisca, poco più a nord di Tarquinia, dopo essere stato un centro marittimo e portuale per gli Estruschi, divenne colonia romana dal “°sec.A.c. sino al tardo impero.

Tutto rimasto sepolto per secoli soltanto sotto un metro e mezzo di terra.

Oggi, per iniziativa della Sopraintendenza statale per l’Etruria Meridionale è avvenuta la riscoperta dell’importante sito archeologico che comprende oltre le vestigia estrusche, quelle romane.

Negli scavi sono emersi segni di vita quotidiana, la ricchezza di un villa compresa nel complesso abitatativo collegato con il porto marittimo da una via perpendicolare all’Aurelia.

L’importanza del porto di Gravisca è rappresentato dalla presenza di reperti che provengono dal resto del Mediterraneo, cosi provando l’intensità dei commerci marittimi tra le sue sponde.

Oggi gli scavi, ancora non completati, saranno visibili mediante uno speciale tour nel cantiere. Un’altra offerta di turismo archeologico nella nostra Provincia, quindi una altra occasione per dimostrare come le coste tirreniche dell’alto Lazio furono importanti per lo sviluppo della cultura occidentale.

Fonte: www.viterbopost.itViterbo

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