Longone Sabino, i consiglieri dimissionari replicano all’ex Sindaco: “Maggioranza ridotta a ratificatrice di decisioni”

A seguito della caduta dell’Amministrazione comunale di Longone Sabino, i consiglieri di maggioranza dimissionari hanno diffuso un documento per fare chiarezza sulle ragioni della crisi, respingendo le dichiarazioni dell’ex Sindaca. La fine anticipata del mandato, spiegano, non è un evento improvviso ma l’esito di una rottura politica le cui radici affondano all’inizio della consiliatura. Già […]
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A seguito della caduta dell’Amministrazione comunale di Longone Sabino, i consiglieri di maggioranza dimissionari hanno diffuso un documento per fare chiarezza sulle ragioni della crisi, respingendo le dichiarazioni dell’ex Sindaca. La fine anticipata del mandato, spiegano, non è un evento improvviso ma l’esito di una rottura politica le cui radici affondano all’inizio della consiliatura.

Già nel primo Consiglio del 18 giugno 2024, ricordano i consiglieri, un membro della maggioranza rassegnò le dimissioni denunciando l’”assenza di una reale prospettiva di lavoro condiviso” e un precoce “accentramento decisionale”. Nonostante quel primo campanello d’allarme, il gruppo ha cercato di garantire stabilità, ma nel corso dei mesi si è consolidato un metodo in cui il confronto è venuto progressivamente meno. “La maggioranza si è trovata progressivamente ridotta al ruolo di semplice ratificatrice di decisioni già assunte”, sottolinea il documento, precisando che questo malessere era ampiamente lamentato da “TUTTI i Consiglieri di Maggioranza”.

Le dimissioni contestuali dei consiglieri, dunque, non sono un gesto impulsivo o dettato da motivazioni personali, ma rappresentano “la presa d’atto di una crisi politica e amministrativa divenuta insanabile”.

Il comunicato affronta anche il tema nevralgico dei progetti per il territorio. I consiglieri respingono la tesi secondo cui le difficoltà future dipenderebbero dall’arrivo del Commissario straordinario: gli atti di competenza del Consiglio necessari per partecipare ai bandi sono sempre stati approvati, tanto che le dimissioni sono arrivate deliberatamente dopo la scadenza dell’ultimo bando.

Al contrario, i dimissionari denunciano oltre due anni di “sostanziale immobilismo” nella ricerca di risorse, incluse quelle del PNRR. Riguardo in particolare alla piazza di San Silvestro, il gruppo chiarisce che il buon esito dell’opera dipende dal tempestivo completamento degli atti burocratici propedeutici. Il documento si chiede provocatoriamente “quanto tempo è stato perso prima di decidere di acquisire l’area interessata?”, avvertendo che le responsabilità di eventuali ritardi non possono essere spostate sul Commissario, il quale eredita una situazione già definita dagli atti esistenti.

In conclusione, i consiglieri rivendicano la propria scelta come un atto di “responsabilità istituzionale e di trasparenza”, nettamente preferita al rimanere al proprio ruolo per puro “opportunismo”. Longone Sabino, si legge alla fine del comunicato, merita una squadra capace di lavorare unita. Oggi, tuttavia, la squadra ha dovuto prendere atto che le condizioni per amministrare efficacemente “non esistevano più. O meglio, forse non sono mai esistite”.

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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