Albano, aumentano le segnalazioni per le zanzare. Il Comune fa chiarezza: «Disinfestare sì, ma non a caso»

Aumentano le segnalazioni di zanzare ad Albano, Cecchina e Pavona. Il Comune spiega come funzionano i trattamenti e invita a eliminare i ristagni

Con l’aumento delle temperature si moltiplicano anche le segnalazioni per la presenza di zanzare ad Albano Laziale, Cecchina e Pavona.

A fare chiarezza sulle modalità con cui vengono pianificati gli interventi è il Comune di Albano Laziale, che richiama l’attenzione sull’importanza di una strategia fondata sulla prevenzione e sul monitoraggio, evitando un impiego indiscriminato di insetticidi.

La lotta alle zanzare, infatti, non può tradursi nella distribuzione generalizzata di prodotti adulticidi in tutte le strade. Gli interventi devono rispettare le indicazioni contenute nel Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi e quelle fornite dalla Regione Lazio e dalla ASL Roma 6.

I trattamenti larvicidi da marzo-aprile fino a ottobre

Il Comune ha spiegato di intervenire già dai mesi di marzo e aprile attraverso la lotta larvicida, che prosegue fino a ottobre. I trattamenti interessano tombini, caditoie e altri possibili focolai presenti nelle aree pubbliche.

L’obiettivo è agire prima che le larve si trasformino in esemplari adulti e inizino a pungere. Si tratta quindi della fase centrale della strategia di contenimento, perché permette di limitare la proliferazione delle zanzare intervenendo direttamente nei luoghi in cui si riproducono.

Gli interventi contro le zanzare adulte

I trattamenti adulticidi vengono invece concentrati prevalentemente nei mesi di luglio, agosto e settembre, sulla base delle condizioni stagionali e delle valutazioni effettuate dai tecnici.

Gli interventi riguardano in particolare le aree verdi pubbliche, come parchi comunali, spazi destinati ai giochi dei bambini, aree di sgambamento per i cani e altri luoghi verdi presenti sul territorio.

Il Comune sottolinea però che il trattamento contro le zanzare adulte non deve diventare una risposta automatica a ogni segnalazione. Un maggiore impiego di insetticidi, infatti, non comporta necessariamente una protezione più efficace.

Gli interventi devono essere mirati anche per ridurre l’esposizione non necessaria della popolazione e tutelare bambini, anziani, persone fragili, animali domestici e organismi che non costituiscono l’obiettivo del trattamento.

La strategia indicata prevede dunque una successione precisa di azioni: prevenire, eliminare i ristagni d’acqua, trattare le larve, monitorare la presenza delle zanzare, valutare il rischio e intervenire sugli esemplari adulti soltanto quando necessario.

L’appello a cittadini e condomìni: eliminare l’acqua stagnante

Anche i cittadini sono chiamati a fare la propria parte. Giardini privati, cortili e spazi condominiali possono ospitare numerosi piccoli focolai, spesso sufficienti a favorire una consistente proliferazione delle zanzare.

Sottovasi, secchi, pozzetti, tombini, grondaie e recipienti lasciati all’aperto possono accumulare acqua e diventare luoghi ideali per la deposizione delle uova. Svuotare frequentemente i contenitori ed eliminare ogni ristagno rappresenta, quindi, una delle azioni preventive più semplici ed efficaci.

A chi decide di rivolgersi a una ditta specializzata, il Comune raccomanda di verificare che l’impresa sia regolarmente abilitata e di richiedere un vero piano di controllo, non soltanto un trattamento adulticida ripetuto periodicamente.

No ai trattamenti adulticidi automatici “a calendario”

L’Amministrazione invita a evitare gli interventi adulticidi programmati automaticamente ogni settimana o ogni quindici giorni, eseguiti indipendentemente dalla reale presenza delle zanzare e senza una preventiva valutazione tecnica.

Una programmazione periodica è invece necessaria per la lotta larvicida, purché vengano rispettate le modalità e i tempi di utilizzo dei prodotti impiegati.

Lo scenario cambia in presenza di rischi sanitari legati a virus trasmessi dalle zanzare, come West Nile, Dengue e Chikungunya. In questi casi possono rendersi necessari interventi straordinari, attuati secondo le procedure previste e le indicazioni delle autorità sanitarie competenti.

Il messaggio conclusivo diffuso dal Comune è netto: «Non bisogna disinfestare a caso, bisogna disinfestare bene». Meno interventi indiscriminati, dunque, e maggiore attenzione alla prevenzione, al monitoraggio, alla professionalità e alla tutela della salute e dell’ambiente.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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