I consumi degli italiani tornano finalmente sopra i livelli precedenti alle grandi crisi. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio, la spesa reale pro capite ha raggiunto …
I consumi degli italiani tornano finalmente sopra i livelli precedenti alle grandi crisi. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio, la spesa reale pro capite ha raggiunto i 23.261 euro, con un incremento di 314 euro rispetto all’anno precedente. Un risultato che consente di superare sia i valori precedenti alla pandemia sia i 22.975 euro registrati nel 2007, alla vigilia della crisi finanziaria globale.
Il dato, riferito al 2025 e pubblicato da Confcommercio nell’agosto 2026, racconta un cambiamento profondo nelle abitudini delle famiglie. Circa la metà dell’aumento riguarda mobilità e comunicazioni: trasporti, smartphone, apparecchiature elettroniche e connessioni internet. Una sessantina di euro aggiuntivi a persona è stata destinata a viaggi, vacanze e tempo libero, mentre una crescita analoga ha interessato le spese per la casa.
Nel confronto con il 1995 la trasformazione è ancora più evidente. Allora la spesa pro capite non raggiungeva i 20 mila euro. In trent’anni le uscite per tecnologia, telefonia e informatica sono aumentate di oltre trenta volte, passando da appena 8 a 252 euro, mentre quelle per il tempo libero sono cresciute del 137%. Ristorazione e viaggi mostrano segnali di recupero, anche se non hanno ancora pienamente riconquistato i livelli precedenti al Covid.
La ripresa non può essere attribuita a un solo fattore. Hanno inciso il recupero dell’occupazione, la maggiore propensione delle famiglie a viaggiare e a utilizzare servizi digitali, ma anche le misure adottate negli ultimi anni per sostenere redditi e buste paga. Il taglio del cuneo fiscale, reso strutturale, la revisione dell’Irpef, l’assegno unico, la decontribuzione per le lavoratrici madri, i fringe benefit e la tassazione agevolata dei premi di produttività hanno lasciato una quota maggiore di reddito disponibile nelle mani di milioni di lavoratori.
A quantificare l’effetto complessivo di questi interventi era stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, citando le simulazioni elaborate dal Dipartimento per il Programma di Governo. Nel caso teorico di una lavoratrice con due figli e un reddito lordo annuo di 30 mila euro, il vantaggio rispetto al 2022 può arrivare fino a 11.600 euro l’anno, sommando taglio del cuneo, assegno unico, bonus, fringe benefit, buoni pasto e altre agevolazioni. Per un dipendente senza carichi familiari il beneficio cumulato può raggiungere circa 2.600 euro. Non si tratta, dunque, di un singolo assegno, ma della somma di diversi interventi fiscali e sociali, variabile in base al reddito e alla situazione familiare.
È ragionevole ritenere che una parte di queste risorse sia rientrata nel circuito dell’economia attraverso consumi, servizi e tempo libero. Il dato Confcommercio offre quindi un segnale positivo: dopo anni nei quali inflazione, pandemia e crisi energetica avevano imposto prudenza, le famiglie hanno ricominciato a spendere.
Resta tuttavia un elemento da non sottovalutare. L’aumento medio non significa che tutte le famiglie abbiano recuperato nello stesso modo. Il costo della casa, dei trasporti e dei servizi essenziali continua a pesare soprattutto sui redditi più bassi, mentre ristorazione e vacanze non hanno ancora completato la risalita. Proprio per questo la strada intrapresa con la riduzione delle imposte sul lavoro deve essere consolidata: sostenere il potere d’acquisto non rappresenta soltanto una misura sociale, ma anche uno dei principali strumenti per rafforzare la domanda interna e la crescita.
Il ritorno dei consumi sopra i livelli del 2007 dimostra comunque che l’economia italiana non è immobile. Più occupazione, meno tasse sul lavoro e sostegni mirati alle famiglie stanno contribuendo a rimettere in moto la spesa. Ora la sfida è trasformare questo recupero in una crescita stabile, capace di raggiungere anche i nuclei che ancora faticano ad arrivare alla fine del mese.
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