Lariano e la storica quercia, l’idea è di farla rinascere in una scultura in piazza Sant’Eurosia

A Lariano torna la proposta di trasformare il legno della storica quercia di piazza Sant’Eurosia, caduta nel 2019, in una scultura da restituire alla comunità. L’idea di Leonardo Palombo raccoglie consensi e riapre un progetto già discusso nel 2022

Ci sono alberi che, anche quando non ci sono più, continuano a far parte della storia di una comunità. A Lariano uno di questi è certamente la storica quercia di piazza Sant’Eurosia, per decenni punto di riferimento, luogo d’incontro e presenza familiare nel cuore del paese.

A quasi sette anni dalla sua caduta, avvenuta nel dicembre 2019, torna ora a circolare una proposta che sta suscitando interesse e numerosi commenti favorevoli: utilizzare il legno della vecchia quercia per realizzare una scultura da riportare in piazza, trasformando così ciò che resta dell’albero in un simbolo permanente della memoria collettiva di Lariano.

A lanciare l’idea sono stati alcuni cittadini sui social, ricordando che alcune cose continuano a far parte dell’identità del paese anche quando non ci sono più: tra queste la secolare quercia che dominava la piazza.

«Sotto le sue fronde ci siamo cresciuti tutti: abbiamo giocato da bambini, ci siamo fatti le prime chiacchiere tra amici e ci siamo innamorati. Era molto più di un albero: era il cuore del paese», si legge in un pensiero attribuito a Leonardo Palombo.

A dare origine alla proposta è stata proprio una sua recente esperienza: recandosi da un falegname a Ferentino, il larianese racconta di essere rimasto colpito da una scultura raffigurante due persone nell’atto di abbracciarsi. Chiedendone la storia, avrebbe scoperto che l’opera era stata realizzata utilizzando il legno di un albero simbolico della città, caduto anni prima.

Il tronco era stato affidato all’artigiano con l’obiettivo di trasformarlo in qualcosa capace di continuare a raccontare la storia della comunità. Da lì la scelta dell’abbraccio, simbolo degli incontri, degli affetti e delle relazioni nate negli anni sotto quell’albero.

Un’esperienza che ha fatto scattare immediatamente il collegamento con Lariano.

«Sapendo che il legno della nostra quercia è ancora a disposizione, mi chiedo: perché non fare la stessa cosa anche da noi?».

La proposta è quindi quella di ridare vita al tronco attraverso una vera opera d’arte, possibilmente destinata proprio a piazza Sant’Eurosia.

«Sarebbe un gesto straordinario ridare vita a quel tronco restituendolo alla piazza sotto forma di scultura. Un’opera che non sia solo un abbellimento, ma un simbolo di memoria collettiva, di amore per le nostre radici e di rinascita».

Tra i cittadini spunta il nome di Stefano Astolfi

La proposta ha incontrato rapidamente il favore di numerosi cittadini. Tra i commenti è emerso più volte anche il nome di Stefano Astolfi, artigiano del legno di Lariano conosciuto per le opere che realizza.

Diversi larianesi hanno suggerito di coinvolgerlo nell’eventuale progetto, proprio per mantenere anche la realizzazione dell’opera strettamente legata al territorio.

Al momento si tratta naturalmente di una proposta nata dal basso, senza che risulti ancora una scelta formale da parte dell’Amministrazione comunale. Ma il dibattito riporta alla luce una storia che, in realtà, Lariano aveva già iniziato ad affrontare alcuni anni fa.

Già nel 2022 si parlava di trasformare il legno in opere artistiche

Nel gennaio del 2022 Castelli Notizie aveva raccontato un passaggio significativo avvenuto in Consiglio comunale.

All’epoca Enrico Romaggioli sedeva tra i banchi dell’opposizione e aveva chiesto chiarimenti sulla destinazione del legno della quercia. A rispondergli era stata l’allora assessora alla Cultura Maria Grazia Gabrielli, oggi invece all’opposizione, mentre Romaggioli fa parte dell’attuale Amministrazione con il ruolo di assessore.

La situazione politica è dunque profondamente cambiata, ma il tema resta sorprendentemente attuale. All’epoca Gabrielli aveva spiegato che era stato predisposto un avviso pubblico per un bando di idee finalizzato proprio a «ridare vita» al legno della storica quercia, attraverso la sua trasformazione in una o più opere lignee.

Il progetto prevedeva la partecipazione di istituzioni, cittadini e artisti e richiedeva che le opere avessero non soltanto valore artistico, ma anche un forte significato sociale, nel rispetto di ciò che la quercia aveva rappresentato per generazioni di larianesi: aggregazione, incontro, socialità, scambio e confronto.

In quel momento il legname risultava conservato presso una ditta locale e gli eventuali artisti avrebbero dovuto visionarlo prima di presentare il proprio bozzetto. Romaggioli, allora consigliere di minoranza, aveva accolto positivamente quella prospettiva, auspicando una larga partecipazione per «ridare vita alla quercia quale simbolo di Lariano».

A distanza di anni si resta in attesa di conoscere eventuali sviluppi in tal senso…

Quella notte di dicembre 2019

La quercia di piazza Sant’Eurosia cadde il 13 dicembre 2019, durante una violenta giornata di vento che colpì Lariano e gran parte del territorio. L’albero, già inclinato dalla forza delle raffiche, dovette essere progressivamente tagliato per ragioni di sicurezza, sotto gli occhi di numerosi cittadini accorsi in piazza.

Fu un momento particolarmente doloroso per Lariano.  Secondo quanto raccontato allora dal Comitato Lariano Ovest, la quercia era stata piantata nel 1929 dal vigile Serra e negli anni era stata sottoposta a interventi di cura e salvaguardia.

La sua perdita provocò immediatamente una forte reazione emotiva e già nelle ore successive diversi cittadini iniziarono a chiedere che l’aiuola non venisse cancellata e che quel luogo continuasse a conservare un legame con la presenza dell’antico albero.

Dalla nostalgia a un simbolo per il futuro

È proprio questo il significato più interessante della proposta che oggi torna a circolare. Non ricostruire artificialmente ciò che non c’è più, ma trasformarne materialmente una parte in qualcosa di nuovo, capace di raccontare alle future generazioni cosa rappresentava quella quercia per Lariano.

Palombo conclude il suo appello rivolgendosi direttamente ai cittadini e agli amministratori:

«Facciamo nascere un’opera d’arte dal legno della nostra quercia! Restituiamo al paese un pezzo della sua storia, trasformando la nostalgia in qualcosa di bellissimo da lasciare alle future generazioni».

Una proposta semplice, ma carica di significato. E soprattutto una proposta che sembra aver riaperto un discorso che a Lariano era già stato avviato anni fa e che forse, oggi, potrebbe trovare nuova linfa.

La domanda lanciata ai cittadini rimane dunque aperta: quel legno potrebbe finalmente tornare in piazza, sotto una nuova forma, per continuare a raccontare la storia della quercia di Lariano?

Fonte: www.castellinotizie.itVelletri

Da