Stamattina il Palazzetto dello Sport “Palaromboli” di Colleferro ha accolto i funerali di Joanna Szyszkowska, la donna di 50 anni uccisa in casa dal marito nel pomeriggio di martedì 18 agosto.
La celebrazione è stata affidata al Vescovo Stefano Russo, affiancato dagli altri parroci di Colleferro, alla presenza del sindaco Giulio Calamità, del vicesindaco di Città Metropolitana e presidente del Consiglio comunale di Colleferro, Pierluigi Sanna, e di altri rappresentanti istituzionali dei comuni limitrofi, consiglieri regionali e parlamentari del territorio, insieme alle forze dell’ordine.
La donna è stata accoltellata piu volte davanti agli occhi dei due figli maschi di 9 e 21 anni. Due delle tre figlie al momento del tragico episodio erano fuori casa mentre la terza, che abita in Inghilterra, è rientrata per i funerali.
La salma, salutata da un lungo applauso alla fine della cerimoni, è stata poi traslata dall’agenzia funebre presso il cimitero di Colleferro dove il Comune ha predisposto una sepoltura per la povera donna.
Nella giornata di oggi il Comune di Colleferro ha proclamato il lutto cittadino.
“Di fronte alla tragica scomparsa di Joanna, vittima di femminicidio, l’Amministrazione Comunale di Colleferro intende manifestare in modo solenne, pubblico e partecipato il profondo dolore dell’intera città e la ferma condanna verso ogni forma di violenza sulle donne”.
Con questa motivazione, con l’Ordinanza n. 28 del 22/08/2026 firmata dal Sindaco, conosciuto state predisposte Bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali per tutta la giornata in segno di cordoglio, ed in concomitanza con l’inizio dei funerali alle ore 1100, le aziende cittadine Avio e Italcementi hanno fatto suonare le proprie sirene per unire la comunità nel ricordo.
-Tutti i cittadini, le attività commerciali, le associazioni sportive e le organizzazioni del territorio inoltre sono stati invitati a sospendere le proprie attività per osservare un minuto di silenzio e riflessione alle ore 11:00.
Una città intera si è così stretta attorno ai figli e ai familiari di Joanna, trasformando il dolore per una morte tanto violenta quanto assurda in un momento collettivo di raccoglimento. Le sirene, le bandiere a mezz’asta e il silenzio osservato da cittadini e attività hanno accompagnato l’ultimo saluto a una donna strappata alla vita all’interno della propria casa, nel luogo che avrebbe dovuto rappresentare sicurezza e protezione.
Resta ora il vuoto lasciato da Joanna e, soprattutto, il dramma dei suoi cinque figli, chiamati a convivere con una ferita destinata a segnare profondamente le loro vite. Colleferro oggi si è fermata per ricordarla, ma anche per ribadire che davanti alla violenza sulle donne non possono esserci assuefazione, indifferenza o silenzio.
