I reperti di Tuscolo conservati al Castello di Agliè tornano a dialogare con Frascati grazie a un progetto digitale presentato da Alfredo Moraci
Separati da secoli e conservati in luoghi lontani, i reperti archeologici provenienti dall’antica Tusculum potranno finalmente tornare a dialogare con il territorio nel quale furono rinvenuti. Non attraverso uno spostamento fisico delle opere, ma grazie a un ponte digitale capace di mettere in connessione Frascati, il Parco archeologico di Tuscolo e il Castello di Agliè, in Piemonte.
È l’obiettivo di “Tuscolo connesso: valorizzazione digitale delle collezioni archeologiche tra Frascati e Agliè”, il progetto che sarà presentato giovedì 10 settembre 2026, dalle ore 16.30 alle 18.30, proprio nel Castello di Agliè, in provincia di Torino.
A illustrare l’iniziativa sarà l’archeologo Alfredo Moraci, direttore del Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini di Frascati, protagonista del quinto appuntamento del ciclo di conferenze “L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte”.
Un ponte digitale tra Frascati, Tuscolo e il Piemonte
Il progetto nasce per ricucire la distanza tra i reperti conservati nella Sala Tuscolana del Castello di Agliè e i luoghi dei Castelli Romani dai quali quelle testimonianze provengono.
Attraverso un collegamento telematico tra la collezione piemontese, il Museo Tuscolano di Frascati e il Parco archeologico di Tuscolo, sarà possibile restituire ai reperti il loro contesto storico e geografico, creando un percorso di visita unitario nonostante la distanza tra le diverse sedi.
Il primo risultato è già stato realizzato: un tour virtuale del Museo Tuscolano costruito attraverso modelli tridimensionali, che Alfredo Moraci presenterà durante l’incontro di Agliè.
L’obiettivo è offrire ai visitatori un’esperienza capace di andare oltre la semplice osservazione degli oggetti. Chi entrerà nella Sala Tuscolana del Castello piemontese potrà infatti “ritornare” virtualmente a Tuscolo e visitare il Parco archeologico e il museo di Frascati. Allo stesso tempo, chi si trova ai Castelli Romani potrà conoscere e osservare la collezione custodita ad Agliè.
Perché i reperti di Tuscolo si trovano ad Agliè
La Sala Tuscolana conserva una parte delle testimonianze rinvenute durante gli scavi promossi all’inizio dell’Ottocento da Carlo Felice di Savoia e Maria Cristina di Borbone nei terreni di Villa Rufinella, a Frascati, nell’area dell’antica città di Tusculum.
Da quelle campagne archeologiche emersero marmi, statue, affreschi e altre preziose testimonianze del passato. Una parte dei reperti raggiunse successivamente il Castello di Agliè, dove oggi costituisce una raccolta di grande interesse, allestita in quello che può essere considerato un piccolo museo archeologico all’interno della residenza sabauda.
La lontananza dai luoghi di provenienza ha però inevitabilmente separato gli oggetti dal paesaggio e dal contesto che ne spiegano pienamente la storia. “Tuscolo connesso” prova ora a colmare questa distanza attraverso le nuove tecnologie.
Una forma di “restituzione digitale”
Il progetto rappresenta un esempio di “digital repatriation”, espressione che può essere tradotta come “restituzione digitale”. I reperti rimangono fisicamente nelle sedi che li custodiscono, ma vengono virtualmente ricondotti nel loro ambiente originario attraverso ricostruzioni tridimensionali, visite immersive e contenuti condivisi.
Non si tratta, dunque, soltanto di rendere le collezioni più facilmente accessibili. L’intento è ricomporre l’unità culturale di un patrimonio oggi distribuito tra luoghi diversi, permettendo al pubblico di comprendere meglio il legame tra le opere, gli scavi archeologici e l’antica città di Tuscolo.
La tecnologia diventa così uno strumento al servizio della memoria: accorcia le distanze, collega musei e territori e offre una nuova possibilità di lettura a testimonianze separate nel corso della storia.
Dopo la conferenza la visita alla Sala Tuscolana
Al termine della presentazione, l’archeologa Elisa Lanza, responsabile delle collezioni archeologiche delle Residenze reali sabaude, accompagnerà il pubblico in una visita guidata alla Sala Tuscolana. Sarà l’occasione per approfondire la storia della raccolta e osservare da vicino le opere provenienti dagli scavi di Tuscolo.
L’incontro fa parte del ciclo di otto conferenze “L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte”, promosso dalle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte e curato dalla stessa Elisa Lanza.
Il programma coinvolge archeologi, studiosi, direttori museali e professionisti del settore, con l’obiettivo di raccontare al pubblico le attività e i progetti che stanno trasformando musei e aree archeologiche in luoghi sempre più aperti alla ricerca, alla sperimentazione e all’accessibilità.
L’appuntamento si svolgerà giovedì 10 settembre, dalle ore 16.30 alle 18.30, al Castello di Agliè, in piazza Castello 1. L’ingresso sarà gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Per gli iscritti e le iscritte all’Ordine degli Architetti è previsto il riconoscimento di due crediti formativi professionali.
