Una coppia di Genzano denuncia il caso di circa 80 valigie arrivate da Marsa Alam e finite a Lampedusa anziché ai passeggeri a Fiumicino.
Sono partiti da Marsa Alam pensando di avere ormai concluso il viaggio, ma una volta atterrati a Roma Fiumicino hanno scoperto che le loro valigie avevano proseguito la vacanza senza di loro, arrivando fino a Lampedusa.
È la situazione paradossale denunciata da una coppia di coniugi di Genzano di Roma, rientrata venerdì 28 agosto dall’Egitto insieme agli altri passeggeri di un volo proveniente dalla nota località turistica sul Mar Rosso.
Secondo quanto riferito dalla coppia a Castelli Notizie, circa 80 viaggiatori sarebbero rimasti senza i propri bagagli. Le valigie, dopo essere state regolarmente scaricate dall’aereo a Fiumicino, sarebbero state caricate per errore su un altro volo diretto all’isola di Lampedusa.
Una ricostruzione che, al momento, deriva dalla testimonianza dei passeggeri e dagli elementi raccolti attraverso un dispositivo personale di localizzazione. Non è ancora pervenuta una versione ufficiale da parte della compagnia aerea o degli operatori aeroportuali coinvolti.
L’attesa davanti al nastro vuoto
La disavventura è cominciata nell’area di riconsegna dei bagagli dell’aeroporto Leonardo da Vinci. I passeggeri hanno atteso davanti al nastro, ma delle valigie non è comparsa alcuna traccia.
«All’arrivo a Fiumicino, dopo aver atteso inutilmente al nastro bagagli, ci siamo ritrovati senza le nostre valigie», raccontano i due coniugi genzanesi.
Inizialmente nessuno sarebbe stato in grado di fornire informazioni precise sulla posizione dei bagagli né sui tempi necessari per recuperarli. Poi la scoperta: le valigie si trovavano a centinaia di chilometri di distanza, in Sicilia.
«Successivamente abbiamo scoperto che i bagagli, dopo essere stati regolarmente scaricati dall’aereo a Fiumicino, sarebbero stati erroneamente caricati su un altro volo diretto a Lampedusa», proseguono.
Un disservizio nello scalo più premiato d’Europa
L’episodio segnalato dai passeggeri appare ancora più sorprendente perché si sarebbe verificato in uno scalo considerato da anni un punto di riferimento internazionale per qualità ed efficienza. Nel giugno 2026 il Leonardo da Vinci è stato nuovamente proclamato da ACI Europe miglior aeroporto europeo nella categoria degli scali con oltre 40 milioni di passeggeri, proseguendo una serie record di riconoscimenti.
La giuria lo ha definito «un aeroporto eccellente che non si ferma mai», premiandone l’innovazione, il modello organizzativo e l’attenzione riservata all’esperienza dei viaggiatori.
Un primato che non viene certamente cancellato da un singolo disservizio, ma che rende ancora più difficile da comprendere, qualora fosse confermata, la vicenda raccontata dai passeggeri.
A essere contestato non è soltanto l’errore che avrebbe spedito le valigie a Lampedusa, ma soprattutto l’assenza di informazioni certe e tempestive sulla loro posizione e sui tempi di riconsegna.
Il bagaglio ritrovato grazie a un localizzatore
A rivelare la posizione delle valigie è stato il dispositivo di localizzazione che uno dei passeggeri aveva inserito all’interno del proprio bagaglio. Il segnale, visualizzato attraverso lo smartphone, indicava chiaramente l’aeroporto di Lampedusa. Lo screenshot trasmesso alla redazione mostra la posizione del dispositivo registrata alle ore 18.07 di venerdì 28 agosto.
«La cosa più grave è che non siamo riusciti a ottenere questa informazione dagli operatori di Fiumicino. Abbiamo potuto localizzare le nostre valigie soltanto grazie al tag personale inserito all’interno di uno dei bagagli da un passeggero del volo», denunciano i coniugi.
Proprio quel piccolo dispositivo ha consentito ai viaggiatori di ricostruire almeno una parte dell’insolito percorso compiuto dai loro effetti personali.
«Non sappiamo quando torneranno a Roma»
A rendere più pesante la situazione è ora l’incertezza sui tempi della riconsegna. Secondo quanto raccontato dalla coppia, i passeggeri non avrebbero ancora ricevuto indicazioni chiare sulle modalità con cui i bagagli saranno recuperati e riportati a Roma. «Siamo in una situazione paradossale, perché queste valigie ora sono a Lampedusa e non si sa quando torneranno a Roma», commenta amareggiato uno dei due coniugi di Genzano.
Lo scalo siciliano sta infatti gestendo anche i bagagli dei turisti di ritorno dalle vacanze sull’isola, mentre le valigie provenienti dal volo di Marsa Alam sarebbero rimaste ferme in un magazzino aeroportuale in attesa di essere trasferite.
«Chi rientra dalle vacanze ha le proprie valigie qui a Fiumicino, mentre le nostre sono parcheggiate in un magazzino a Lampedusa», aggiunge il passeggero.
Famiglie costrette a ricomprare vestiti ed effetti personali
Tra le circa 80 persone coinvolte, sempre secondo la testimonianza ricevuta, vi sarebbero anche famiglie e passeggeri rimasti senza indumenti, prodotti per l’igiene personale e altri oggetti di uso quotidiano. Con il passare delle ore, alcuni di loro sarebbero stati costretti a sostenere nuove spese per acquistare almeno ciò che serve nell’immediato.
«Stiamo spendendo altri soldi per ricomprare alcuni indumenti e oggetti personali che avevamo portato con noi e che ora non abbiamo più», spiegano.
La coppia si è rivolta a Castelli Notizie per rendere pubblica la vicenda e sollecitare una risposta da parte dei soggetti competenti. «Chiediamo finalmente indicazioni chiare e che la situazione venga risolta quanto prima. A distanza di molte ore non sappiamo ancora quando e come le valigie verranno recuperate e riconsegnate».
