Ciampino perde una delle figure che più profondamente hanno segnato la sua vita culturale. È morto Natale Sciara, poeta, scrittore, diarista e instancabile promotore di incontri e iniziative culturali, per decenni punto di riferimento non soltanto nella città aeroportuale, ma nell’intero territorio dei Castelli Romani.
Conosciuto da molti come “il poeta della gente”, Sciara aveva fatto della poesia e della condivisione culturale una vera ragione di vita. Una presenza costante nelle sale consiliari, nelle biblioteche, nelle rassegne letterarie e negli incontri pubblici, sempre con l’obiettivo di avvicinare le persone alla lettura, alla scrittura e al confronto.
Natale Sciara – padre del noto comico Claudio – era nato il 25 dicembre 1941 a Jesi, in piena Seconda guerra mondiale, alle 22 di una serata di neve. Il suo nome, come raccontò nel 2019 a Castelli Notizie, non era legato alla religiosità della famiglia, che definiva invece «estremamente laica», ma semplicemente al giorno di Natale nel quale era venuto al mondo.
Dopo il trasferimento nel Lazio e gli anni trascorsi tra Roma e Cinecittà, il 1° febbraio 1971 arrivò a Ciampino, città che sarebbe diventata la sua casa e il centro della sua attività culturale e letteraria.
Ciampino, la città diventata casa
Sciara aveva vissuto in prima persona anche la trasformazione di Ciampino in Comune autonomo nel 1974, raccontandone nel tempo la storia, l’atmosfera e i cambiamenti attraverso libri, prose e poesie.
Per lui Ciampino non era soltanto il luogo in cui vivere. Era materia narrativa.
Attraverso le sue pubblicazioni aveva celebrato i 25, 30, 35 e 40 anni dalla nascita del Comune e, in occasione dei suoi 70 anni, aveva realizzato anche un libro in prosa dedicato all’ambiente artistico e culturale della città. Pur identificandosi prima di tutto come poeta, aveva scritto anche prose, critiche e numerosi diari.
«Come scrittore mi sono realizzato a Ciampino», aveva raccontato alcuni anni fa a Castelli Notizie.
E proprio a Ciampino Sciara lascia una traccia materiale oltre che letteraria. Alcune sue poesie dedicate alla natura erano state infatti riportate nelle aiuole del centro cittadino e lo stesso poeta aveva raccontato del progetto di inserire due sue composizioni nel museo permanente dell’aeroporto di Ciampino. Il suo desiderio era che un giorno una poesia potesse trovare posto anche nella Sala consiliare, «a perenne ricordo».
Parole che oggi assumono inevitabilmente un significato diverso.
I Martedì Letterari, la sua creatura
Il nome di Natale Sciara resterà soprattutto legato ai Martedì Letterari della Pro Loco di Ciampino, nati in forma sperimentale nel 1995 e avviati ufficialmente l’anno seguente.
Una rassegna cresciuta anno dopo anno e diventata uno degli appuntamenti culturali più longevi del territorio, capace di portare a Ciampino scrittori, poeti, docenti universitari, studiosi e intellettuali.
Già nell’intervista concessa a Castelli Notizie nel 2019 Sciara ricordava con orgoglio di portare avanti da 24 anni la manifestazione culturale nella Sala consiliare della città. Accanto all’esperienza ciampinese aveva frequentato e animato anche numerose realtà culturali dei Castelli Romani, dalla biblioteca di Frascati alla Fondazione Giulio Ferroni, passando per la rassegna “Castelli di scrittori”.
Nel corso degli anni quei Martedì sono diventati la sua creatura.
Quando Castelli Notizie lo intervistò nuovamente in occasione della 28ª edizione, Sciara parlò della soddisfazione di vedere decine di persone partecipare agli incontri nonostante le difficoltà della poesia e della letteratura nel conquistare spazio, soprattutto tra i giovani.
Il suo obiettivo era “lanciare un seme”.
Un’immagine che utilizzava spesso quando parlava delle nuove generazioni. Sciara riteneva fondamentale coinvolgere i ragazzi negli eventi culturali, renderli protagonisti e lasciare qualcosa che potesse germogliare nel futuro.
“Spero che la rassegna vada avanti anche senza di me”
C’è soprattutto una frase pronunciata nel marzo del 2019 che oggi suona quasi come un testamento culturale.
Parlando dei propri progetti futuri e della rassegna alla quale aveva dedicato una parte enorme della sua vita, Natale Sciara disse:
«Spero, comunque, che la mia rassegna ciampinese vada avanti anche un domani, senza di me».
Un auspicio espresso allora guardando semplicemente al futuro, che oggi diventa inevitabilmente una delle eredità affidate alla comunità ciampinese.
La poesia come “arte per eccellenza”
Sciara aveva un’idea precisa della poesia.
Nell’intervista del 2019 la definì «l’arte per eccellenza», qualcosa che nasce dall’incontro tra emozione e pensiero e che, attraverso ritmo, immagini e metafore, riesce a esprimere ciò che molti sentono ma non riescono a trasformare in parole.
Credeva profondamente nella capacità della poesia di fissare momenti e stati d’animo e, allo stesso tempo, di diventare uno strumento utile per interpretare una società frammentata e continuamente in movimento.
Qualche anno più tardi, ancora sulle pagine di Castelli Notizie, avrebbe condensato quel pensiero in una frase ancora più semplice e potente:
«La poesia è un miracolo».
Per Sciara non si poteva scrivere a comando. Doveva esserci un’emozione, qualcosa che scuotesse profondamente e chiedesse di essere portato alla luce.
Il legame con Pier Paolo Pasolini
Tra gli autori ai quali era maggiormente legato c’era Pier Paolo Pasolini, figura particolarmente significativa anche per la storia culturale di Ciampino.
Sciara si definiva un conoscitore approfondito dell’opera pasoliniana e gli aveva dedicato quattro saggi. Considerava Pasolini l’intellettuale capace più di ogni altro di rappresentare il passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale e lo definiva «l’ultimo rinascimentale», per la capacità di esprimersi in molteplici campi della cultura.
Ma il suo universo letterario era molto più ampio. Tra gli autori che amava citava Elsa Morante, Dostoevskij, Isaac Bashevis Singer e Italo Calvino, accanto agli studi di sociologia, filosofia ed estetica.
Jesi, il mare, Roma e i Castelli Romani
Anche i luoghi avevano un’importanza fondamentale nella produzione di Natale Sciara.
C’era innanzitutto Jesi, la città natale, continuamente riemersa attraverso il filtro della memoria e della lontananza. Poi il mare, legato agli anni trascorsi da bambino a Riccione e successivamente a Tor San Lorenzo, dove aveva una casa.
E ancora Roma, Ciampino e soprattutto i Castelli Romani, che Sciara sentiva come una presenza particolarmente forte nella propria vita e nella propria scrittura.
Era un legame costruito anche attraverso una partecipazione continua alla vita culturale castellana, fatta di presentazioni, conferenze, incontri e amicizie.
Il consiglio ai giovani: “Scrivete sempre”
Alla domanda su cosa avrebbe consigliato a un giovane desideroso di avvicinarsi alla poesia, Sciara rispose senza esitazioni: scrivere sempre, anche soltanto per se stessi.
La poesia, sosteneva, è anche sfogo ed è capace di portare serenità allo spirito. Invitava però chi si avvicinava al mondo della cultura a conservare modestia e pazienza e a non lasciarsi sedurre dalle scorciatoie.
Non era neppure un nostalgico ostile alla modernità. Pur appartenendo a quella che lui stesso definiva una generazione diversa, riteneva Internet e i social network «strumenti ottimi e importantissimi», pur continuando a preferire la lettura e la scrittura.
Una memoria destinata a restare
Nel corso della sua lunga attività Natale Sciara era stato recensito e citato da testate locali e nazionali e aveva ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra quelli ai quali teneva maggiormente c’era il Premio Città di Ciampino, il riconoscimento più significativo della città che aveva scelto come propria casa.
La città Ciampino aveva celebrato il suo lunghissimo percorso letterario con un incontro dedicato ai suoi 40 anni di poesia.
Oggi la città perde dunque molto più di uno scrittore.
Perde un testimone della propria storia, un organizzatore instancabile, un uomo che per decenni ha cercato di riunire persone diverse attorno a un libro, una poesia o un’idea.
Restano le sue opere, i diari, i saggi, le poesie, i Martedì Letterari e le tante iniziative che ha costruito.
E rimane soprattutto quella convinzione che aveva espresso parlando del proprio rapporto con Ciampino:
«A Ciampino lascio una memoria».
Una memoria che, con la scomparsa di Natale Sciara, diventa ora patrimonio della città e di tutto quel territorio dei Castelli Romani che aveva frequentato, raccontato e amato per oltre mezzo secolo.
Ai familiari di Natale Sciara giungano le condoglianze di tutta la nostra redazione.
