Inaugurata a Velletri la 34ª Festa del Fungo Porcino e Fiera dell’Agricoltura: grande affluenza, sapori, interventi istituzionali, qualche rallentamento agli accessi e Serena Brancale protagonista della prima serata
Il sole si è disteso lentamente sull’orizzonte, nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 3 settembre, quasi volesse regalare alla prima serata della 34ª Festa del Fungo Porcino e Fiera dell’Agricoltura una scenografia mozzafiato, preparata apposta per il suo debutto a Velletri. Il rosso del tramonto si è intrufolato tra le carrozze luminose della ruota panoramica, accendendo per qualche minuto la campagna di Colle Rosso e il profilo del Teatro del Fieno, mentre sotto la Festa aveva già iniziato a vivere davvero.
Ai tavoli erano arrivati i primi piatti: fettuccine, cellitti e riso, naturalmente accompagnati dal grande protagonista di queste 18 giornate: il fungo porcino, lavorato e cucinato da quelle cuoche dell’Associazione Fungo Porcino che da anni ne conoscono ogni segreto e riescono ad esaltarne il sapore come pochi altri.
C’era chi assaggiava, chi fotografava, chi passeggiava tra gli stand e chi alzava lo sguardo verso la ruota panoramica. E mentre le ultime parole delle autorità si perdevano nell’aria della sera, la sensazione era che la lunga attesa fosse ormai definitivamente alle spalle.
La Festa del Fungo Porcino è cominciata.
E proprio mentre scriviamo, a prendere il sopravvento è stata la musica: sul grande palco del è arrivata Serena Brancale, chiamata a inaugurare il cartellone degli spettacoli della 34ª edizione.
Il taglio del nastro nel grande fungo all’ingresso
La serata è iniziata nel pomeriggio con il taglio del nastro all’interno del grande fungo che fa da ingresso all’area della Festa e della Fiera, momento simbolico che ha sancito ufficialmente l’apertura della manifestazione nella sua nuova casa.
Poi il trasferimento nell’area degli interventi istituzionali, a poche decine di metri dalle cucine già in piena attività e davanti un pubblico che cominciava ad affollare Colle Rosso.
A condurre la cerimonia è stato ancora una volta Stefano Raucci, presenza ormai fissa della Festa e, come sempre, capace di accompagnare con ritmo e naturalezza una lunga serie di interventi. Al punto che il presidente dell’Associazione Fungo Porcino Bruno Abbafati, ringraziandolo, ha scomodando un paragone con Pippo Baudo, strappando il sorriso dei presenti, prima di entrare nel cuore del suo intervento.
Raucci ha ricordato il carattere ormai consolidato della manifestazione, sottolineando come la nuova location permetta di ampliare le occasioni di incontro e aggregazione ed evidenziando il ruolo di Regione Lazio, Arsial, soci e volontari per il lavoro svolto dietro le quinte.
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Castelli Notizie ha seguito in diretta l’apertura della 34ª Festa del Fungo Porcino e Fiera dell’Agricoltura, dal taglio del nastro agli interventi delle autorità.
Bruno Abbafati: “Quest’anno un parto cesareo, ma il nascituro gode di ottima salute”
È stato proprio Bruno Abbafati a regalare alcuni dei passaggi più significativi, e anche più emotivi, della cerimonia. Con la sua consueta schiettezza ha paragonato le prime 33 edizioni a un “parto naturale”, mentre questa 34ª, dopo il trasferimento da Lariano, è stata definita un vero e proprio “parto cesareo”.
Una metafora accompagnata però subito da una considerazione positiva: il “nascituro”, ha detto Abbafati, “gode di ottima salute”, indicando la grande area allestita al Teatro del Fieno e invitando tutti a trascorrere diciotto giorni all’insegna dell’allegria e della buona cucina.
E proprio sulla cucina Abbafati ha ribadito senza falsa modestia uno dei concetti che ama ripetere da anni: “Non siamo i migliori, ma secondi a nessuno”.
Una frase che trova subito un riscontro guardando alle cucine, dove decine di donne lavorano dietro ai fornelli dosando porcini ed altri ingredienti, in quella liturgia gastronomica che rappresenta da sempre il cuore della manifestazione.
Abbafati ha voluto ringraziarle esplicitamente, insieme ai soci, ai volontari, alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile e a tutti coloro che rendono possibile ogni edizione.
Il passaggio da Lariano a Velletri e quelle “lacrime di sangue”
Il presidente è poi tornato sulla questione che ha accompagnato per mesi l’organizzazione dell’edizione 2026: il trasferimento da Lariano a Velletri. Abbafati ha ribadito che la scelta non è nata dalla volontà di abbandonare Lariano, ma dall’impossibilità di trovare nella città d’origine un’area adeguata alle dimensioni raggiunte dalla manifestazione.
Ha parlato di “lacrime di sangue che escono dal cuore” per descrivere l’allontanamento da Lariano e ha precisato che l’Associazione sarebbe pronta a tornare nel momento in cui fosse disponibile una location capace di rispondere alle esigenze organizzative della Festa.
Parole molto nette, pronunciate senza nascondere il legame con una storia lunga decine di anni.
Ma proprio il Teatro del Fieno, questa sera, ha mostrato quanto la manifestazione sia ormai cresciuta e quanto abbia bisogno di spazi importanti per contenere ristorazione, Fiera dell’Agricoltura, Mostra Mercato, spettacoli e migliaia di visitatori.
Abbafati annuncia: “Questa è l’ultima Festa che organizzo e dirigo”
Poi un annuncio che non è passato inosservato. A 82 anni, Bruno Abbafati ha dichiarato che questa sarà l’ultima edizione da lui organizzata e diretta. “Per il futuro non avrete più la figura del sottoscritto che vi invita a degustare, ha detto rivolgendosi al pubblico, prima di ricordare i soci fondatori che non ci sono più, a cominciare dal primo presidente Walter Pantoni e dal primo presidente onorario Tiberio Bartoli.
Una dichiarazione accolta quasi come una provocazione da chi gli era accanto. Raucci lo ha immediatamente invitato a ripensarci e, poco dopo, anche altri protagonisti della cerimonia hanno mostrato di credere poco al definitivo passo indietro di Abbafati.
Lo stesso Giancarlo Righini ha ironizzato sulla “notizia falsa” dell’ultima edizione organizzata dal presidente, sostenendo che, anche se non dovesse essere lui ad aprire ufficialmente la prossima Festa, difficilmente mancherà dal lavoro dell’Associazione.
Cascella: “Non è la Festa a Velletri, è la Festa di un territorio”
Il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, dopo aver ringraziato l’Associazione, le autorità, quanti hanno lavorato all’organizzazione e la Volsca Ambiente e Servizi per il ruolo avuto nel rendere disponibile la nuova area, ha scelto di riportare il discorso su una dimensione territoriale più ampia.Richiamando anche le polemiche che hanno accompagnato il trasferimento, Cascella ha parlato di una necessaria “visione di rete”.
“Oggi la Festa non è la festa a Velletri, è la festa di un bellissimo territorio che ricade nel Comune di Velletri”, ha sottolineato il sindaco, ricordando anche che l’area appartiene alla Volsca Ambiente e Servizi, società partecipata da Velletri, Lariano, Genzano, Lanuvio e Albano.
Un modo per leggere la nuova collocazione non come una contrapposizione tra città, ma come un’occasione di promozione dell’intero territorio.
E proprio Cascella ha regalato una descrizione che sembrava anticipare ciò che, pochi minuti dopo, sarebbe apparso davanti agli occhi di tutti: “Una parte di Velletri dove il tramonto è meraviglioso”, con il Monte Artemisio sullo sfondo e l’arrivo da via Passo dei Coresi attraverso i vigneti.
Quel tramonto, questa sera, si è presentato davvero, in tutta la sua bellezza. Il sindaco ha definito la Festa uno degli eventi più importanti del settore nel Lazio e ha già aperto le porte anche al futuro, dicendo ad Abbafati che Velletri avrebbe piacere di accoglierla nuovamente.
Arsial: “Non sosteniamo solo il porcino, ma tutto il sistema che si attiva intorno”
Sul valore economico della manifestazione si è concentrato Massimiliano Raffa, presidente di Arsial. Raffa ha voluto innanzitutto ringraziare Marco Abbafati per il grande lavoro organizzativo svolto dietro le quinte, per poi spiegare la filosofia con cui Arsial sostiene appuntamenti come la Festa del Fungo Porcino.
“Non sosteniamo la fiera per il fungo porcino in sé”, ha spiegato in sostanza, ma per tutto il sistema locale che si attiva intorno ad una festa e ad una sagra.
Produttori, aziende, servizi, ristorazione, agricoltura: una filiera che parte dal campo e arriva fino alla tavola e che, secondo Raffa, sta mostrando risultati positivi anche in comparti che a livello nazionale attraversano una fase complessa, come quello vitivinicolo.
Salvitti porta il saluto del ministro Lollobrigida
Alla cerimonia ha partecipato anche il senatore Giorgio Salvitti, in rappresentanza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Salvitti ha sottolineato come la Festa abbia ormai assunto una dimensione che va oltre i confini regionali, diventando un appuntamento conosciuto a livello nazionale.
Il senatore ha insistito soprattutto sulla necessità di ragionare in termini di filiera e collaborazione territoriale, affinché intorno ai prodotti agricoli si generi un’economia capace di coinvolgere imprese, giovani e territori.
Ha inoltre evidenziato la scelta della manifestazione di dedicare uno spazio alla cucina gluten free, indicandola come un esempio di attenzione alle nuove esigenze del pubblico.
Righini: “La Festa racconta il territorio, la storia e le tradizioni”
Ampio e articolato anche l’intervento dell’assessore regionale Giancarlo Righini, che ha voluto innanzitutto ringraziare l’Associazione Fungo Porcino, il presidente Bruno Abbafati e tutti i soci che da 34 anni rendono possibile una manifestazione ormai diventata un punto di riferimento ben oltre i confini locali. Un ringraziamento è andato anche al sindaco Ascanio Cascella e agli assessori veliterni Cristian Simonetti, Paolo Felci e Luca Quattrocchi, chiamati a lavorare in tempi rapidi per rendere possibile il trasferimento e l’allestimento della nuova edizione a Colle Rosso.
Righini ha però voluto guardare anche a Lariano, ringraziando il sindaco Francesco Montecuollo per gli anni in cui la città ha ospitato la manifestazione e auspicando che in futuro possa essere individuata proprio a Lariano un’area adeguata alle dimensioni ormai raggiunte dalla Festa. Allo stesso tempo ha sottolineato come, anche nella nuova collocazione, la cornice naturale resti quella del Monte Artemisio e del Maschio di Lariano, a dimostrazione di un legame territoriale che va ben oltre i confini amministrativi.
Da qui Righini ha allargato il discorso al ruolo della Regione Lazio e di Arsial nel sostegno alle grandi manifestazioni dedicate all’agricoltura e alle produzioni locali. Il senso di interventi come questo, ha spiegato, non è soltanto finanziare un evento, ma utilizzare appuntamenti di forte richiamo per raccontare il territorio, la sua storia, la cultura, le tradizioni e le eccellenze agricole, generando nello stesso tempo occasioni di crescita economica e promozione. La Festa del Fungo Porcino, proprio per le dimensioni raggiunte, è ormai inserita tra le grandi fiere regionali sostenute da Arsial, insieme ad altri appuntamenti di rilievo nel Lazio.
L’assessore regionale ha rivolto poi un ringraziamento particolare alle cuoche e a tutto il personale della ristorazione, richiamando il valore di chi trasforma i prodotti dell’agricoltura nei piatti che finiscono sulle tavole. Un passaggio che, alla Festa del Fungo Porcino, assume un significato tutt’altro che secondario, vista la centralità della cucina e del lavoro di quelle donne che da anni rappresentano uno dei veri motori della manifestazione. Righini ha ringraziato anche le Forze dell’Ordine, il personale sanitario e tutti coloro che garantiscono il funzionamento di un evento che, per 18 giorni consecutivi, richiede una macchina organizzativa complessa. Nel suo intervento ha voluto ricordare anche Walter Pantoni e Tiberio Bartoli, figure storiche dell’Associazione e della crescita della Festa.
Righini ha infine richiamato la vocazione agricola dell’intera area, facendo riferimento ai vigneti e alle coltivazioni di kiwi che si incontrano proprio arrivando verso Colle Rosso. Sul kiwi, in particolare, ha ricordato il peso del Lazio nella produzione nazionale e gli interventi regionali messi in campo negli ultimi anni per sostenere un comparto colpito duramente dalla moria delle piante. Da assessore regionale all’Agricoltura ha poi toccato anche i temi della siccità, dei costi sostenuti dalle aziende e delle misure a favore degli agricoltori, prima di concludere portando il saluto del Presidente della Regione Francesco Rocca.
E proprio guardando il paesaggio intorno a Colle Rosso, Righini ha chiuso richiamando una delle caratteristiche più profonde dei Castelli Romani: a valle il mare, alle spalle il Vulcano Laziale e il Monte Artemisio, con terreni la cui origine vulcanica ha contribuito nei secoli a rendere particolarmente fertile quest’area e a dare qualità alle sue produzioni agricole. Un’immagine che, nella luce del tramonto della serata inaugurale, ha trovato una cornice quasi perfetta.
Banda di Lariano e Majorettes, poi la notte cambia ritmo
Ad aprire e chiudere il momento istituzionale sono state anche la Banda Città di Lariano e le Majorettes, protagoniste dell’esecuzione dell’Inno nazionale e degli ultimi momenti musicali della cerimonia. Poi, quasi naturalmente, la Festa ha cambiato volto. Le autorità hanno lasciato il microfono, le cucine hanno continuato a sfornare piatti, la ruota panoramica si è fatta sempre più luminosa e il cielo ha perso definitivamente il rosso del tramonto.
I tavoli intanto si riempivano. E quei porcini che, poco prima, erano ancora nelle cucine, hanno iniziato il loro viaggio verso le fettuccine, i cellitti e il riso, accompagnati dalle mani di chi da decenni tiene viva una tradizione gastronomica diventata parte integrante della storia della Festa.
Forze dell’Ordine e Protezione Civile: un presidio importante per la prima serata
A testimoniare l’importanza assunta dalla manifestazione è stata anche la presenza dei vertici delle Forze dell’Ordine del territorio, insieme agli uomini e alle donne impegnati concretamente nel presidio dell’area e nella gestione di una serata che, già dalle prime ore, ha fatto registrare un’affluenza molto consistente.
Particolarmente importante il lavoro della Polizia Locale di Velletri, presente con il comandante Maurizio Santarcangelo e chiamata a gestire uno degli aspetti più delicati della nuova location: la viabilità e i flussi di veicoli diretti verso Colle Rosso. Una prima serata che, proprio per la quantità di persone accorse, ha rappresentato un banco di prova impegnativo, con code e rallentamenti che hanno messo sotto pressione le strade di accesso e reso ancora più evidente il ruolo degli agenti impegnati sul territorio.
Fondamentale anche la presenza della Protezione Civile, con i volontari impegnati nell’assistenza e nel supporto organizzativo di una manifestazione che, per dimensioni, durata e numero di visitatori attesi, richiede un dispositivo articolato e una costante attenzione alla sicurezza.
Presenti all’inaugurazione anche il comandante della Compagnia Carabinieri di Velletri, Giovanni Cappa, il comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Velletri, Alessandro Bruno, e il dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Velletri, Patrizio Cocco.
Una presenza qualificata che ha accompagnato il momento del taglio del nastro e che ha confermato la dimensione ormai raggiunta dalla Festa del Fungo Porcino, diventata nel tempo un appuntamento capace di richiamare migliaia di visitatori e di coinvolgere, accanto all’organizzazione, un sistema complesso di istituzioni, Forze dell’Ordine, soccorritori e volontari.
Tra gli ospiti anche l’ex Procuratore Capo della Repubblica di Velletri, Giancarlo Amato, presente insieme alla consorte, a testimonianza di una partecipazione che ha riunito nella nuova area del Teatro del Fieno numerosi rappresentanti del mondo istituzionale e della società civile.
Il ruolo decisivo della Volsca Ambiente e Servizi
Nel racconto della nuova edizione un ruolo centrale spetta anche alla Volsca Ambiente e Servizi, proprietaria dell’area di Colle Rosso sulla quale sorge il Teatro del Fieno e che ha reso possibile, attraverso la concessione dello spazio, l’allestimento della 34ª Festa del Fungo Porcino.
Un passaggio tutt’altro che secondario, perché proprio la disponibilità di un terreno così ampio ha consentito all’Associazione di trovare in tempi rapidi una soluzione capace di accogliere una manifestazione ormai cresciuta ben oltre le dimensioni di una tradizionale sagra. L’area di Colle Rosso ha infatti permesso di concentrare nello stesso grande spazio ristorazione, Mostra Mercato, Fiera dell’Agricoltura, spettacoli, espositori e servizi.
Nel suo intervento il sindaco Ascanio Cascella ha voluto richiamare espressamente anche questo aspetto, ricordando come l’area sia di proprietà di Volsca Ambiente e come la società rappresenti già oggi un’esperienza di collaborazione tra più Comuni: Velletri, Lariano, Genzano, Lanuvio e Albano Laziale. Cascella ne ha sottolineato il valore, auspicando anzi che questa “famiglia” possa in futuro allargarsi ulteriormente ad altri enti del territorio.
Ed è proprio qui che la vicenda della Festa assume anche un significato più ampio: una manifestazione nata a Lariano trova casa a Velletri in un’area appartenente a una società partecipata anche da Lariano e da altri Comuni dei Castelli Romani. Un elemento che rafforza quella lettura sovracomunale richiamata dallo stesso Cascella, secondo cui la Festa non deve essere interpretata come patrimonio esclusivo della città, ma come occasione di promozione per un intero territorio.
Il contributo della Volsca è stato quindi uno dei tasselli decisivi per consentire alla manifestazione di non interrompere una storia lunga 34 edizioni e, al tempo stesso, di affrontare il trasferimento disponendo di una superficie adeguata alle nuove esigenze organizzative.
Serena Brancale accende la prima notte della Festa
Quando pubblichiamo queste righe, il concerto di Serena Brancale è ormai alle battute finali, dopo aver accompagnato la prima grande notte della Festa del Fungo Porcino nella nuova casa di Velletri.
Davanti al palco il pubblico ha accolto l’artista pugliese, chiamata ad inaugurare un cartellone che proseguirà ogni sera fino al 20 settembre con musica, comicità e spettacoli a ingresso gratuito.
Ed è proprio qui che le immagini della giornata sembrano ricomporsi tutte insieme.
Il grande fungo dell’ingresso e il taglio del nastro. Le parole di Bruno Abbafati e delle autorità. Le cuoche al lavoro dietro ai fornelli. I primi piatti di fettuccine, cellitti e riso. Il rosso del tramonto che si insinuava tra le carrozze della ruota panoramica. Poi il buio, le luci del palco e la voce di Serena Brancale a riempire Colle Rosso.
Grande affluenza, ma anche file e automobilisti costretti a rinunciare
Una serata che ha rappresentato anche il primo vero banco di prova della nuova location, con tante persone accorse e diverse criticità negli accessi da analizzare e, se possibile, migliorare, visto che in tanti si sono ritrovati in coda dai Cinque Archi e non è mancato chi ha infine desistito, mentre in tanti sono arrivati a concerto iniziato.
Il grande richiamo della serata inaugurale ha mostrato subito anche il rovescio della medaglia. Con il passare delle ore, e soprattutto con l’avvicinarsi del concerto di Serena Brancale, il flusso di automobili diretto verso il Teatro del Fieno è aumentato sensibilmente e lungo le strade di accesso a Colle Rosso si sono formate file e rallentamenti importanti.
Una situazione che ha richiesto pazienza a chi aveva scelto di raggiungere la Festa in automobile, sebbene sia stata approntata anche la navetta in partenza dalla stazione ferroviaria. Diverse le segnalazioni arrivate anche da automobilisti rimasti a lungo in coda e non sono mancati coloro che, vista la fila davanti a sé e i tempi necessari per raggiungere l’ingresso, hanno deciso di invertire la marcia e tornare indietro, rinunciando alla prima serata.
A disposizione del pubblico c’è anche il servizio di bus navetta della Schiaffini Travel dalla stazione ferroviaria di Velletri a Colle Rosso, soluzione che nelle prossime serate potrebbe contribuire ad alleggerire almeno in parte la pressione del traffico privato.
