Viterbo,6.9.26 Quello che fu nei secoli terzo e quarto avanti Cristo, un porto commerciale che, al pari di quello del Pireo ed Alessandria d’Egitto, erano i punti di svincolo e traffico di merci nel mar Mediterraneo, riemergerà non sulla linea di costa che nei secoli si è spostata di centinaia di metri rispetto l’attuale cosi […]
Viterbo,6.9.26
Quello che fu nei secoli terzo e quarto avanti Cristo, un porto commerciale che, al pari di quello del Pireo ed Alessandria d’Egitto, erano i punti di svincolo e traffico di merci nel mar Mediterraneo, riemergerà non sulla linea di costa che nei secoli si è spostata di centinaia di metri rispetto l’attuale cosi rendendo l’apertura di un sito archeologico di massima importanza.
Sotto il terreno oggi usato in agricoltura giace un’intera città,le opere tecniche portuali per l’attracco di navi e magazzini di merci.
Trovate le tracce di un’importante villa in epoca imperiale Dopo un lungo iter burocratico-amministrativo che ha portato all’acquisizione da parte della Soprintendenza di un ampio settore dell’area archeologica in loc. Murelle nel comune di Montalto di Castro, dove era collocato il porto della città etrusca di Vulci e dopo una prima campagna di indagini non invasive, ha inizio da lunedì 7 settembre lo scavo archeologico.
L’importante sito, identificato con la Regae dell’Itinerarium Maritimum e con la Regisvilla dello storico Strabone, era stato indagato soltanto parzialmente tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni’80 del Novecento, da parte dell’Istituto di Topografia antica della Sapienza – Università di Roma. Già precedentemente ricerche di superficie e l’analisi di fotografie aeree avevano portato gli studiosi a distinguere un vasto recinto rettangolare, datato variamente dall’epoca romana fino a quella medievale.
La limitata indagine archeologica aveva portato alla luce diverse strutture di epoca etrusca e tracce di una villa di epoca romana di prima età imperiale. Rinvenuti, inoltre, resti di sepolture sia nell’area delle strutture etrusche, sia nell’area più ad ovest.
Ed ancora, più avanti, nel mare, sono state riconosciute strutture sommerse, interpretate come opere portuali: una sorta di barriera appena affiorante, parallela alla linea di costa, a ca. 300 m. dalla riva. Questi interventi, seppur parziali, sono stati determinanti ai fini dell’apposizione di un vincolo archeologico nel 1985.
Ricerche più recenti sui materiali e contesti scavati (dott. Carlo Regoli) e le indagini geofisiche condotte nel 2024 da Eastern Atlas e dalle Università di Friburgo e Magonza su indicazione della Soprintendenza e Fondazione Vulci– i cui risultati sono stati preliminarmente presentati nel Convegno di Studi Etruschi ed Italici lo scorso ottobre – confermano la presenza di un insediamento etrusco a carattere commerciale, frequentato da popolazioni locali ma anche da Greci e Fenici, organizzato in isolati ben distinguibili, secondo un preciso criterio urbanistico.
Le attività sul campo, orientate a valorizzare un nuovo settore del Parco di Vulci, si svolgono sotto la direzione scientifica della Soprintendenza (arch. Margherita Eichberg, dott.ssa Simona Carosi) con Fondazione Vulci (pres. Laura Allegrini, dott. Carlo Casi) e il supporto dell’Università Federico II di Napoli – Dipartimento di Studi Umanistici (prof. Rodolfo Brancato), in piena sinergia con il comune di Montalto di Castro. Collaborano al progetto scientifico le Università di Friburgo e Magonza (prof.ssa Mariachiara Franceschini, prof. Paul Pasieka), la University College of London (prof.ssa Corinna Riva), oltre agli specialisti per le analisi sui reperti delle Università di Sassari (metalli: prof. Antonio Brunetti), La Sapienza-Università di Roma (archeozoologia: prof.ssa Claudia Minniti), Università di Ferrara (paleobotanica: prof. Marco Marchesini) e l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici (prof. Giuseppe Sassatelli).
La campagna Regisvilla 2026 mira in particolare alla verifica delle indagini non invasive effettuate e a riconoscere, attraverso il metodo stratigrafico, le caratteristiche delle strutture e le interconnessioni cronologiche tra esse. Il team di archeologia subacquea della Soprintendenza (dott.ssa Barbara Barbaro), affiancato dal Nucleo Carabinieri Subacquei di Roma, effettuerà contestualmente delle ricognizioni in mare.