Frascati, settembre 2026 – «E il Verbo si fece carne». È nel mistero dell’Incarnazione che affonda le sue radici la vita di Madre Carla Borgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione di Frascati, scomparsa il 20 settembre 2006. A vent’anni dalla sua morte, la Congregazione si prepara a ricordarne la figura, la testimonianza e soprattutto l’attualità di un carisma che continua a tradursi in servizio, missione e vicinanza agli ultimi.
Nata a Novi Ligure (Alessandria) il 17 febbraio 1922 con il nome di Annunziata Nada, Carla conobbe fin dall’infanzia l’esperienza della precarietà, del dolore e del distacco. Rimasta senza padre ancora prima di nascere, crebbe accanto alla madre, in un peregrinare attraverso diverse città italiane. La malattia, che la colpì già a dodici anni con la tubercolosi e che tornò a manifestarsi nella giovinezza, divenne progressivamente anche un luogo di ricerca interiore e di incontro con Dio.
Durante il ricovero presso l’ospedale Forlanini di Roma, a ventidue anni, l’incontro con il cappellano camilliano padre Orfeo Romani segnò una svolta decisiva nel suo cammino di fede. Accompagnata nella direzione spirituale e sostenuta dalla lettura degli scritti di Santa Teresa d’Avila, Nada maturò il desiderio di una vita totalmente donata a Dio. A Roma proseguì il discernimento con padre Luigi Cattaneo, religioso sacramentino, fino ad assumere privatamente i voti di povertà, castità e obbedienza.
Il suo percorso non fu lineare né privo di difficoltà. Nel 1952 entrò in una nascente Congregazione religiosa, assumendo il nome di Carla, ma, non riconoscendosi pienamente nell’ideale che cercava, lasciò quella comunità. Tornò al lavoro e alla cura della madre. Fu però proprio in quella fase che maturò con maggiore profondità il nucleo della sua vocazione: il mistero dell’Incarnazione del Verbo.
Per Madre Carla, infatti, l’Incarnazione non fu semplicemente una verità da contemplare, ma una realtà da vivere. Dio che si fa uomo e viene ad abitare in mezzo agli uomini diventò per lei il modello concreto di una vita capace di farsi prossima, povera, umile e missionaria. Da questa intuizione nacque progressivamente una comunità di giovani donne desiderose di condividere con lei la vita comune e la donazione a Dio.
Il 29 giugno 1961 Carla accolse stabilmente le prime compagne. Nel 1961 iniziarono con lei la vita comune Lucrezia Mucci e Caterina Moi, alle quali si unirono presto altre giovani. Il 25 marzo 1963, festa dell’Annunciazione e dell’Incarnazione del Verbo, Carla e le prime sorelle entrarono nella casa di Vermicino-Frascati.
Fu proprio a Vermicino, tra i vigneti di Spinoretico, in una condizione di grande povertà materiale, che prese forma quella che sarebbe diventata la famiglia religiosa delle Suore Missionarie dell’Incarnazione. Una povertà vissuta non come privazione sterile, ma come spazio nel quale riconoscere la presenza di Dio e lasciarsi conformare alla vita di Gesù.
Da quel piccolo borgo alle porte di Roma lo slancio missionario di Madre Carla si allargò progressivamente oltre i confini italiani. Nel 1976 la missione raggiunse l’India; nel 1997 la Costa d’Avorio e nel 2000 l’Albania. Nel suo cuore maturò anche il desiderio di una realtà maschile che condividesse lo stesso carisma. Il progetto prese forma nel 1994 in India, con la nascita dei Padri Missionari dell’Incarnazione, riconosciuti a livello diocesano come Pia associazione clericale.
Il centro della sua spiritualità rimase sempre uno: Dio che si fa vicino all’umanità. Da qui scaturiva la predilezione per i piccoli, i poveri, i malati e per tutte quelle persone che, in forme diverse, sperimentano l’abbandono e la fragilità. Madre Carla non considerava la missione come una semplice attività da svolgere, ma come la conseguenza naturale di un amore ricevuto e da restituire attraverso la propria vita.
Fino al 2005, all’età di 83 anni, continuò a percorrere diverse parti del mondo, là dove la Provvidenza la chiamava. La malattia la costrinse infine a interrompere i viaggi missionari, ma non spense il desiderio di donazione che aveva caratterizzato tutta la sua esistenza.
E proprio nella casa di Vermicino si compì il suo ultimo viaggio.
«A Vermicino, il 20 settembre 2006, circondata dalle sue figlie e figli spirituali, a mezzogiorno, intorno al suo letto di dolore, mentre si pregava l’Angelus Domini, alle parole Et Verbum Caro factum est, ella rese lo spirito a Dio».
Sono parole che racchiudono simbolicamente l’intera esistenza di Madre Carla: il mistero dell’Incarnazione contemplato, vissuto e infine consegnato nelle mani di Dio. Quell’Et Verbum Caro factum est, pronunciato nella preghiera dell’Angelus nel momento della sua morte, sembra raccogliere in sé il filo conduttore di una vita interamente orientata al Verbo fatto carne.
A vent’anni dalla sua morte, dunque, il ricordo di Madre Carla non vuole essere soltanto commemorazione. È soprattutto occasione per interrogarsi sull’attualità del carisma dell’Incarnazione: in un mondo segnato da guerre, povertà, solitudini, migrazioni e nuove forme di fragilità, il Dio che si fa carne continua a chiedere alla Chiesa di farsi vicina all’uomo concreto, di abitare le periferie, di riconoscere il volto di Cristo nei piccoli e nei poveri e di trasformare la fede in gesti quotidiani di prossimità e carità.
È questa l’eredità che le Suore Missionarie dell’Incarnazione desiderano custodire e rilanciare. Oggi la loro presenza missionaria continua in Italia, India, Costa d’Avorio, Albania, Filippine e Vietnam, raccogliendo il testimone di una donna che ha fatto della propria vita una risposta all’Amore di Dio e un dono per l’umanità.
Le celebrazioni a Frascati
In occasione del 20° anniversario della morte di Madre Carla Borgheri, sono in programma a Frascati due giornate di riflessione, preghiera e celebrazione.
Sabato 19 settembre, alle ore 16.30, presso Villa Campitelli a Frascati, si terrà un incontro di studio dedicato alla figura e al carisma della fondatrice. L’incontro sarà moderato da Suor Loreda Spagnolo, Superiora generale, e vedrà gli interventi del prof. Ulderico Parente, del prof. Jesús Manuel García Gutiérrez e del dott. Waldery Hilgeman.
La giornata proseguirà alle ore 21.00 con una veglia di preghiera presso la Casa Generalizia delle Suore Missionarie dell’Incarnazione, in via Enrico Fermi 38.
Domenica 20 settembre, alle ore 10.30, si terrà la celebrazione eucaristica nel giorno anniversario della morte di Madre Carla. La Santa Messa sarà presieduta da S.E. Mons. Stefano Russo, Vescovo di Velletri-Segni e Frascati, e vedrà riuniti la comunità religiosa, i familiari, gli amici, i collaboratori e quanti hanno conosciuto la testimonianza della fondatrice.
La mattinata proseguirà alle ore 12.00 con la cerimonia di intitolazione della “Sala Carla Borgheri”, presso la Casa Madre di Vermicino, in via Giuseppe Luzi 35.
L’intitolazione della sala rappresenta un gesto di memoria e, al tempo stesso, di continuità: uno spazio della Casa Madre porterà il nome di colei che proprio a Vermicino, nel 1963, pose insieme alle prime sorelle le fondamenta di una famiglia religiosa chiamata a vivere e testimoniare il mistero dell’Incarnazione.
Il luogo nel quale Madre Carla visse la nascita della Congregazione e nel quale concluse la sua esistenza terrena diventa così anche uno spazio dedicato alla sua memoria, perché il suo esempio continui a parlare alle nuove generazioni e a quanti incontrano la missione delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.
Tre momenti – studio, preghiera e celebrazione – accompagneranno quindi il ricordo di Madre Carla in queste giornate anniversarie, con lo sguardo rivolto non soltanto alla storia, ma al futuro di un carisma che trova ancora oggi nell’Incarnazione la propria sorgente e il proprio orizzonte.
Conoscere Madre Carla significa riscoprire che l’Incarnazione non è soltanto un mistero da contemplare, ma una chiamata a farsi presenza, prossimità e dono. È questo il cuore della sua eredità spirituale e missionaria: lasciare che il Verbo fatto carne continui a incarnarsi nella vita quotidiana, nella carità verso i poveri, nella cura dei piccoli e nella missione verso ogni uomo e ogni donna.
