La cittadinanza viterbese non può essere ostaggio dell’incapacità dei suoi assessori. Via della Pila diventa un torrente per l’inutile pista ciclabile. Danni a strutture private.

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Redazione Viterbo,11.9.26 Di “regola”, assessori, sindaci ed ogni altro amministratore pubblico locale, lavora per il benessere dei propri amministrati. A Viterbo, però, un “mondo all’incontrario”. La caparbietà della Sindaco e dei suoi assessori (non votati dalla cittadinanza !) ha reso possibile disperdere fondi europei per costruire cose inutili, parliamo della pista ciclabile cittadina. Invece spendere […]

Redazione

Viterbo,11.9.26

Di “regola”, assessori, sindaci ed ogni altro amministratore pubblico locale, lavora per il benessere dei propri amministrati. A Viterbo, però, un “mondo all’incontrario”.

La caparbietà della Sindaco e dei suoi assessori (non votati dalla cittadinanza !) ha reso possibile disperdere fondi europei per costruire cose inutili, parliamo della pista ciclabile cittadina.

Invece spendere i fondi per migliorare la mobilità urbana, che a Viterbo non può che essere effettuata che su veicoli a motore, sono state spese risorse per opere addirittura dannose.

Infatti, il primo temporale d’autunno via della Pila, la realizzata pista ciclabile delimitata da orrendi cordoli gialli di cemento è diventata un torrente, non immaginabile come una deviazione del fosso Luparo, ma di un nuovo corso incanalato nel sedime della ciclabile. Ma, quello che è “divertente” osservare, che questo nuovo corso d’acqua ci sarà in ogni giornata piovosa e determina l’ingresso di acqua in un esercizio commerciale che a buon diritto reclamerà danni al Comune.

Quindi, non solo i pedoni in caso di pioggia potranno percorrere Via della Pila con il salvagente, ma anche l’amministrazione comunale, con i soldi di tutti, potrà essere obbligata tenere indenne l’esercizio commerciale che si apre sulla via.

Altro che aiuto ai cittadini da parte dell’amministrazione comunale, come dovrebbe essere ! Qui l’amministrazione danneggia !

Mi ricordo a questo proposito quanto ripeteva Marco Porcio Catone in Senato ai suoi tempi come aggiornato a noi: “ceterum censeo Frontini esse pellandam” (in italiano odierno: del resto penso che la Frontini sia da cacciar via)

Fonte: www.viterbopost.itViterbo

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