(di Christian Diociaiuti) È una mobilitazione che punta a portare al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro del personale impegnato nei servizi CUP e ReCUP e, più in generale, negli appalti della sanità pubblica regionale. Il Coordinamento delle lavoratrici e dei lavoratori precari in appalto nei servizi CUP e ReCUP della Regione Lazio ha proclamato […]
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(di Christian Diociaiuti) È una mobilitazione che punta a portare al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro del personale impegnato nei servizi CUP e ReCUP e, più in generale, negli appalti della sanità pubblica regionale. Il Coordinamento delle lavoratrici e dei lavoratori precari in appalto nei servizi CUP e ReCUP della Regione Lazio ha proclamato per mercoledì 16 settembre uno sciopero per l’intero turno, accompagnato da una manifestazione a Roma.
La protesta arriva dopo una lunga fase di contestazioni legate, secondo i lavoratori, a ritardi negli stipendi, difficoltà nella gestione delle griglie orarie, continui cambi di gestione e condizioni contrattuali considerate non adeguate. Una situazione che, denunciano i promotori, alimenta da tempo una condizione di precarietà per chi garantisce quotidianamente servizi essenziali per l’accesso dei cittadini alla sanità regionale.
Al centro della mobilitazione c’è soprattutto la richiesta di superare il sistema degli appalti privati e procedere con l’internalizzazione e la stabilizzazione del personale. Il Coordinamento sostiene che i lavoratori garantiscano da anni l’accesso ai servizi sanitari «in condizioni di perenne precarietà», dovendo affrontare continui ricatti contrattuali, cambi di gestione e salari ritenuti insufficienti.
«La sanità pubblica non si vende, i lavoratori non si appaltano» è il messaggio scelto per la mobilitazione. L’obiettivo dichiarato è mettere fine alle forme di esternalizzazione e alla frammentazione dei contratti, chiedendo un intervento strutturale da parte della Regione Lazio.
Quattro le principali rivendicazioni indicate dagli organizzatori. La prima è l’internalizzazione immediata di tutti i servizi di prenotazione CUP/ReCUP. A questa si aggiunge la richiesta di stabilizzazione di tutto il personale, senza perdita di anzianità o diritti acquisiti. Il terzo punto riguarda l’assunzione diretta nelle strutture della sanità pubblica regionale, mentre il quarto chiede salari dignitosi e l’applicazione immediata dei contratti collettivi pubblici.
La giornata di sciopero prevede due momenti distinti. Alle 10 di mercoledì 16 settembre è in programma un presidio davanti al Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana 1301, a Roma. Alle 13, invece, i manifestanti si sposteranno davanti alla Giunta regionale del Lazio, in via Cristoforo Colombo 212, per una seconda manifestazione.
La protesta, dunque, non riguarda soltanto le singole problematiche contrattuali, ma punta a chiedere un cambio di impostazione nella gestione del personale impiegato nei servizi CUP e ReCUP. Per i lavoratori e le lavoratrici coinvolti, la richiesta è quella di trasformare una situazione caratterizzata da precarietà, appalti e frammentazione in un percorso di stabilità occupazionale, diritti e riconoscimento del ruolo svolto all’interno della sanità pubblica.
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