Mattarella ammonisce il Governo da Amatrice su stranieri e limiti in classe: “La scuola è di tutti”

Foto: Gianluca VANNICELLI ©  (di Christian Diociaiuti) A chiudere la cerimonia “Tutti a scuola” ad Amatrice è stato il lungo intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un discorso rivolto soprattutto ai ragazzi, ma anche agli insegnanti, alle famiglie e all’intero sistema scolastico italiano, nel quale il Capo dello Stato ha intrecciato futuro, innovazione, valori, […]
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Foto: Gianluca VANNICELLI © 

(di Christian Diociaiuti) A chiudere la cerimonia “Tutti a scuola” ad Amatrice è stato il lungo intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un discorso rivolto soprattutto ai ragazzi, ma anche agli insegnanti, alle famiglie e all’intero sistema scolastico italiano, nel quale il Capo dello Stato ha intrecciato futuro, innovazione, valori, inclusione e responsabilità.

Mattarella ha parlato innanzitutto del rapporto tra scuola e trasformazioni tecnologiche. “Macchine sempre più all’avanguardia hanno bisogno di persone formate e ricche di valori”, ha sottolineato, spiegando che educare significa “promuovere talento e partecipazione”, ma anche qualità umane e morali. L’Italia, ha ricordato, “nei decenni ha costruito una buona scuola” e ora deve farla diventare migliore, continuando a innovare.

Un passaggio importante è stato dedicato all’intelligenza artificiale e ai social network. “Sono motori di grande potenza, dobbiamo saperne rimuovere i pericoli”, ha detto Mattarella, aggiungendo che il progresso “non va ostacolato o temuto, ma orientato”. La sfida, secondo il presidente, è fare in modo che i giovani crescano tenendo insieme conoscenza e umanità, senza lasciare che la straordinaria capacità computazionale delle nuove tecnologie alimenti passività. La scuola deve quindi saper riconoscere e valorizzare il talento.

Dal futuro alla quotidianità delle aule, Mattarella ha affrontato anche il tema della violenza e del bullismo, ricordando gli episodi recenti, compreso quello avvenuto a Roma. Ha definito intollerabili la violenza, la sopraffazione e quelli che ha indicato come “miserabili episodi di supremazia e impossessamento” ai danni delle ragazze. Un richiamo forte alla responsabilità della comunità scolastica e, in particolare, degli insegnanti, ai quali ha riconosciuto un ruolo fondamentale anche nel contrasto alla dispersione scolastica.

Poi il riferimento a uno dei principi cardine della scuola italiana: “La scuola è aperta a tutti”. È quanto stabilisce l’articolo 34 della Costituzione, ricordato da Mattarella. Il passaggio arriva mentre è acceso il dibattito sulle nuove misure annunciate dal Governo sul limite alla presenza di studenti stranieri nelle classi. Il ministro Giuseppe Valditara aveva già spiegato che il limite del 30% previsto da una precedente circolare non è stato applicato e che il Governo intende intervenire con una legge per favorire una distribuzione degli studenti tra gli istituti.

Nel suo discorso Mattarella ha ribadito il principio costituzionale dell’accessibilità della scuola e lo ha legato direttamente al concetto di libertà: “La nostra libertà è autentica se esiste per tutti”. Un’affermazione che assume particolare rilievo nel contesto del dibattito di questi giorni, senza però entrare direttamente nel merito del provvedimento del Governo.

Infine, il messaggio più diretto ai giovani presenti ad Amatrice e idealmente a tutti gli studenti italiani: “Care ragazze e cari ragazzi: siete già oggi il futuro, dovete costruirlo e abitarlo”.

Parole pronunciate nel cuore di una terra che dieci anni fa ha conosciuto la distruzione del terremoto e che oggi, proprio attraverso la sua scuola, ha scelto di raccontare la propria capacità di guardare avanti. La presenza di Mattarella ad Amatrice per l’inaugurazione dell’anno scolastico assume così un significato che va oltre la cerimonia: la scuola come luogo nel quale memoria e futuro possono incontrarsi.

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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