“Agenda 2030 versus Prontezza 2030”

“Agenda 2030 versus Prontezza 2030”: a Palazzo Valentini il confronto su sicurezza, riarmo, pace e futuro dell’Europa Il 26 settembre a Roma, nell’ambito della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, scienziati, esperti, associazioni e società civile si interrogano su una questione decisiva: quale idea di sicurezza vogliamo costruire per il 2030? Roma […]

“Agenda 2030 versus Prontezza 2030”: a Palazzo Valentini il confronto su sicurezza, riarmo, pace e futuro dell’Europa Il 26 settembre a Roma, nell’ambito della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, scienziati, esperti, associazioni e società civile si interrogano su una questione decisiva: quale idea di sicurezza vogliamo costruire per il 2030?

Roma – Sviluppo sostenibile, transizione ecologica, welfare, sicurezza sociale e, parallelamente, crescente investimento nella difesa: sono scelte tra loro compatibili? E, soprattutto, che cosa significa oggi rendere realmente sicure le persone, le comunità e il futuro dell’Europa? Sono le domande al centro del seminario “Agenda 2030 versus Prontezza 2030 – Sviluppo sostenibile o economia di guerra: su quale futuro l’UE intende investire?”, in programma sabato 26 settembre 2026, dalle ore 15.30 alle 18.00, a Palazzo Valentini a Roma. L’incontro si inserisce nelle iniziative romane della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, patrocinata da Roma Capitale, e cade simbolicamente nella Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari, istituita dalle Nazioni Unite. L’appuntamento propone un confronto interdisciplinare su alcune delle questioni che stanno ridefinendo la sicurezza europea e mondiale: il rischio nucleare, l’aumento degli investimenti militari, il futuro delle politiche europee di sostenibilità, l’impatto dei conflitti sul clima e sulle disuguaglianze, il ruolo della ricerca scientifica e i nuovi interrogativi posti dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale nei sistemi d’arma.

Ad aprire i lavori sarà Rosapia Farese, Presidente di FareRete InnovAzione BeneComune APS, con un intervento dedicato al rapporto tra sicurezza umana, pace positiva e Bene Comune, nella cornice del Manifesto per l’Umanizzazione della Società. «Non vogliamo contrapporre in modo semplicistico sicurezza e pace – sottolinea Rosapia Farese –. La domanda è più profonda: che cosa intendiamo oggi per sicurezza?

Una società è sicura soltanto quando aumenta le proprie capacità militari oppure quando riesce anche a garantire salute, istruzione, lavoro dignitoso, tutela dell’ambiente, coesione sociale, fiducia nelle istituzioni e futuro alle nuove generazioni?». FareRete InnovAzione BeneComune APS, Associazione di Promozione Sociale attiva da oltre dieci anni sui temi della salute, dell’ambiente, del lavoro, dell’educazione e della partecipazione civica, ha posto tra i propri riferimenti il primato della persona, la sussidiarietà, la responsabilità, la giustizia sociale e la Salute Planetaria.

Nel Manifesto per l’Umanizzazione della Società questi principi vengono riletti attraverso cinque prospettive tra loro connesse: Persona, Relazioni, Comunità, Ambiente e Futuro. Da questa prospettiva nasce uno degli interrogativi che attraverserà il seminario: se le capacità tecnologiche dell’umanità crescono molto più rapidamente della capacità politica e collettiva di governarle, quali decisioni non dovrebbero mai essere delegate a una macchina, soprattutto quando sono in gioco la vita e la pace? pag. 1 2 Il programma prevede contributi provenienti dal mondo della scienza, della ricerca, del giornalismo, dell’ambiente, del disarmo e del Terzo Settore. Tra gli interventi annunciati figurano quelli del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, di Sergio Bellucci, Direttore Accademico della Delegazione University for Peace, della giornalista Stefania Maurizi, di Giuseppe Rotunno di Civiltà dell’Amore, di rappresentanti della campagna internazionale ICAN, di Greenpeace e WWF Italia, della Rete Italiana Pace e Disarmo, di Rossella Miccio, Presidente di Emergency, e di Antonella Trocino, dell’Associazione Beni Comuni Stefano Rodotà e del Comitato promotore della 4ª Marcia Mondiale. Uno dei temi centrali sarà il rapporto tra Agenda 2030 e Readiness 2030, il programma europeo volto al rafforzamento delle capacità di difesa.

Il confronto non intende ridurre una questione complessa a un’alternativa ideologica, ma interrogarsi sulla sostenibilità complessiva delle scelte pubbliche e sulla necessità di tenere insieme sicurezza strategica, sicurezza sociale, transizione ecologica e tutela delle future generazioni. La prospettiva proposta è quella della “pace positiva”, secondo la formulazione di Johan Galtung: non soltanto assenza di guerra, ma costruzione di condizioni sociali, economiche e istituzionali capaci di ridurre violenza, disuguaglianze ed esclusione. «Forse – conclude Farese – la domanda da porre non è soltanto “Agenda 2030 o Prontezza 2030?”, ma quale 2030 vogliamo costruire. Essere pronti significa soltanto disporre di più armamenti oppure significa avere anche istituzioni solide, cittadini consapevoli, territori resilienti, ricerca responsabile, welfare, educazione, capacità diplomatica e comunità capaci di cooperare? La sicurezza, vista dalla prospettiva dell’umanizzazione, è sicurezza della persona, delle comunità e del pianeta».

INFORMAZIONI Seminario: “Agenda 2030 versus Prontezza 2030” Sottotitolo: “Sviluppo sostenibile o economia di guerra: su quale futuro l’UE intende investire?” Data: sabato 26 settembre 2026 Orario: 15.30–18.00 Luogo: Palazzo Valentini, Roma Ambito: iniziative della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza a Roma

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