Una grotta chiusa dall’immediato dopoguerra, della quale si era ormai persa quasi completamente memoria, è tornata alla luce nel cuore di Velletri grazie alle ricerche dell’Associazione Velletri Sotterranea. E proprio all’interno della cavità, durante i primi sopralluoghi, è stata rinvenuta una granata americana risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il ritrovamento è avvenuto sotto Palazzo Filippi, storico edificio del centro cittadino che ospita il Bar Filippi, in via Camillo Meda, a pochi passi da Piazza Cairoli.
Questa mattina, venerdì 25 settembre, sul posto sono intervenuti gli artificieri dell’Esercito Italiano, insieme a una pattuglia dei Carabinieri e a un’ambulanza del 118. L’ordigno è stato messo in sicurezza e, concluse le operazioni, il personale intervenuto ha lasciato l’area. A ricostruire la storia della scoperta è stato Valentino D’Aniello, geografo ed esperto di Velletri Sotterranea.
Tutto è partito non dal sottosuolo, ma dagli archivi. D’Aniello, nel corso delle ricerche condotte nel Fondo Antico degli archivi storici comunali, ha rintracciato alcuni documenti relativi ai rifugi antiaerei utilizzati a Velletri durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra questi compariva anche Palazzo Filippi, edificio le cui origini risalgono al Seicento.
Da quelle carte si è passati alla memoria. Gli esperti di Velletri Sotterranea hanno quindi contattato Bruno Filippi, titolare dello storico bar, che ha ricordato come da bambino avesse visto una porta di ferro in quella parte dell’edificio. Un dettaglio apparentemente lontano nel tempo, ma che si è rivelato decisivo. Dopo aver effettuato una verifica e praticato un foro nella muratura è infatti emerso l’ingresso della cavità.
La grotta era stata murata alla fine degli anni Cinquanta e, con il trascorrere dei decenni, se ne era persa conoscenza. Dietro quel muro gli esploratori hanno trovato una discesa ormai colma di detriti. Poco distante dall’ingresso, lungo la scala e adagiato in una nicchia, è arrivato però il ritrovamento più delicato: un ordigno bellico, identificato nel successivo comunicato dell’Amministrazione comunale come una granata MK risalente alla Seconda guerra mondiale.
La scoperta ha imposto l’immediata sospensione delle attività esplorative e l’intervento degli specialisti. Questa mattina gli artificieri dell’Esercito hanno quindi provveduto alla messa in sicurezza, con Carabinieri e personale sanitario presenti sul posto. Ma, superato l’aspetto legato alla sicurezza, il ritrovamento apre ora un’altra pagina di grande interesse storico. La cavità appena riscoperta potrebbe infatti rappresentare un’ulteriore testimonianza del sistema di ambienti sotterranei utilizzati dalla popolazione veliternа negli anni dei bombardamenti, aggiungendosi al patrimonio che l’Associazione Velletri Sotterranea sta progressivamente riportando alla conoscenza della città.
Il valore della scoperta è stato sottolineato anche dal sindaco Ascanio Cascella, che ha rivolto i propri complimenti all’associazione e a Valentino D’Aniello.
«Complimenti all’Associazione Velletri Sotterranea e al geografo Valentino D’Aniello per questa importante scoperta. Il ritrovamento dimostra il valore del lavoro svolto nel sottosuolo veliterno: non solo ricerca storica e valorizzazione turistica, ma anche un contributo concreto alla sicurezza della città. Con il tempestivo intervento degli artificieri, che ringrazio per il lavoro profuso, l’ambiente è stato messo in sicurezza», ha dichiarato Cascella, che risulta attualmente sindaco di Velletri sul portale istituzionale del Comune.
Anche l’assessore al Turismo Paolo Felci ha evidenziato il valore più ampio dell’attività svolta dall’associazione. «Abbiamo sostenuto Velletri Sotterranea fin dagli albori, convinti della valenza turistica e culturale di un progetto che riteniamo preziosissimo per la valorizzazione della nostra città. La divulgazione della nostra storia si muove di pari passo con una maggiore attrattività del territorio, il monitoraggio idrogeologico e la salvaguardia di ambienti la cui cura rimane fondamentale per la sicurezza della vita quotidiana in superficie».
Felci, che nell’attuale Giunta ha tra le proprie deleghe Turismo e Spettacolo, ha indicato proprio il rinvenimento della granata come dimostrazione concreta dell’importanza del lavoro condotto nel sottosuolo. Una vicenda, dunque, nella quale si intrecciano ricerca archivistica, memoria orale, archeologia urbana e sicurezza. Una vecchia porta ricordata da bambino, alcuni documenti dimenticati negli archivi e un muro abbattuto hanno restituito alla città un ambiente rimasto nascosto per quasi settant’anni. Ora, messa in sicurezza la granata, potrà iniziare la fase forse più affascinante: capire cosa racconti davvero quella grotta e quale ruolo abbia avuto durante gli anni più drammatici della storia recente di Velletri.
