Arrivano i primi risultati della riforma del trasporto pubblico locale messa in campo da Regione Lazio e Astral: studenti e cittadini restano a piedi e gli Enti locali inascoltati. “Le nuove Unità di Rete si stanno dimostrando per quello che avevamo immaginato – dichiarano il Sindaco di Cittaducale, Leonardo Ranalli, e l’assessore con delega, Veronica […]
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Arrivano i primi risultati della riforma del trasporto pubblico locale messa in campo da Regione Lazio e Astral: studenti e cittadini restano a piedi e gli Enti locali inascoltati. “Le nuove Unità di Rete si stanno dimostrando per quello che avevamo immaginato – dichiarano il Sindaco di Cittaducale, Leonardo Ranalli, e l’assessore con delega, Veronica Sequino – ovvero un disastro. Avevamo preannunciato ad Astral in Regione Lazio, alla presenza dei rappresentanti competenti della Giunta, che il nuovo servizio di Tpl non avrebbe funzionato e che una riforma del genere avrebbe dovuto seguire un percorso di condivisione e confronto. E invece niente. Alla richiesta di presentare una nota con l’indicazione delle problematiche e a una preghiera di incontro urgente inoltrata il 10 Luglio dal Comune presso l’Agenzia regionale che si occupa del servizio non è seguita risposta. I risultati? Dalla prossima settimana decine di ragazzi e di utenti rimarranno letteralmente a piedi per cambi tracciato e cambi di orario incomprensibili con i primi costretti a scegliere se rinunciare a parte delle lezioni o vagabondare chissà dove e i secondi costretti a rimanere in attesa di servizi scippati. Il tutto, dicono nei palazzi regionali, per colpa delle Giunte precedenti e quindi di altre Amministrazioni e comunque nel nome di un servizio garantito come ‘più capillare (anche se vuoto in corse aggiuntive e totalmente inutili)’. Eppure chi governa dovrebbe essere consapevole di cosa attua e quindi ribadiamo le responsabilità di chi ha calato dall’alto una riforma scellerata senza essersi confrontato con chi amministra i territori conoscendone necessità e dinamiche. Ribadiamo a Regione e Astral la necessità di rivedere orari e tragitti affinchè il Tpl, prima ancora di pensare ai grandi collegamenti da e per la Capitale, torni ad essere quel servizio essenziale e unico che sia una certezza per chi ha deciso di rimanere a vivere nelle aree interne che probabilmente a Roma non conoscono”.
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