La partita per Palazzo Marconi entra in una fase nuova. Dopo mesi di confronto interno, il centrodestra frascatano sembra aver trovato una sintesi attorno all’ex sindaco Roberto Mastrosanti, recentemente approdato in Fratelli d’Italia. Al suo fianco, con il ruolo di vicesindaco, Mario Gori, commissario straordinario di Forza Italia e fino a oggi indicato dai principali partiti della coalizione come candidato sindaco. La soluzione, tuttavia, resta subordinata all’approvazione del tavolo provinciale.
A poco più di sette mesi dall’appuntamento elettorale del 2027, il centrodestra di Frascati prova a mettere ordine nella propria partita più delicata: quella della candidatura a sindaco. Il nome che emerge è quello di Roberto Mastrosanti, già sindaco della città e oggi consigliere comunale di minoranza, la cui esperienza amministrativa potrebbe dunque tornare al centro della scena politica frascatana. Un passaggio che, se confermato definitivamente, ridisegnerebbe gli equilibri interni alla coalizione. A rendere pubblica la nuova fase è Mario Gori, commissario di Forza Italia a Frascati e figura di lungo corso della politica cittadina. In una lunga presa di posizione, Gori mette innanzitutto un punto fermo: il rapporto con Mastrosanti non sarebbe più quello conflittuale degli anni passati.
“Oggi tra me e Roberto Mastrosanti non esiste alcun contrasto”, scrive Gori, ricordando però come in passato ci siano stati “screzi” e divergenze che contribuirono anche alla conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa Mastrosanti. Una pagina che, secondo Gori, sarebbe stata definitivamente superata attraverso il confronto personale e politico.
Il passaggio politicamente più rilevante è quello relativo all’incontro della scorsa settimana tra Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, UDC e le tre liste civiche riconducibili all’esperienza Mastrosanti: Mastrosanti Sindaco, Frascati Nostra e Rinnovamento Cittadino. Secondo la ricostruzione di Gori, proprio in quella sede sarebbe arrivata la proposta destinata a cambiare l’impostazione della coalizione: Roberto Mastrosanti candidato sindaco e Mario Gori candidato vicesindaco. La novità è tutt’altro che marginale, perché fino a oggi il quadro era costruito attorno a un’indicazione diversa. Il 26 febbraio 2026, infatti, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega Frascati avevano sottoscritto un accordo politico che individuava proprio Gori come candidato sindaco unitario. La soluzione prospettata sarebbe dunque quella di non cancellare l’accordo precedente, ma ricomporlo dentro una formula più ampia, nella quale Mastrosanti assumerebbe la candidatura a sindaco e Gori quella di vicesindaco, garantendo una rappresentanza diretta alle diverse componenti della coalizione.
È un equilibrio politico ancora da formalizzare, ma il messaggio arrivato da Frascati è chiaro: il centrodestra locale sta cercando di evitare una nuova competizione interna sulla candidatura e di presentarsi al 2027 con una proposta unitaria. La candidatura di Mastrosanti avrebbe anche un significato politico particolare.
L’ex sindaco è già stato protagonista di una precedente stagione amministrativa e oggi siede nuovamente in Consiglio comunale. Il suo percorso politico, nato in un’area civica, si è progressivamente intrecciato con il centrodestra fino al recente ingresso in Fratelli d’Italia.
Il suo ritorno come candidato sindaco significherebbe, quindi, la saldatura tra due componenti che negli anni scorsi avevano viaggiato anche su binari differenti: da una parte la struttura dei partiti del centrodestra, dall’altra il mondo civico che fa riferimento all’esperienza Mastrosanti. Non è un dettaglio secondario. Proprio la frammentazione tra partiti e liste civiche ha rappresentato, negli ultimi anni, uno dei problemi ricorrenti del centrodestra frascatano.
Alle amministrative del 2021 il centrodestra si presentò infatti in un quadro articolato e non riuscì a trasformare la propria presenza elettorale in un’alternativa vincente all’amministrazione guidata da Francesca Sbardella. Oggi la coalizione sembra voler affrontare il 2027 partendo proprio dalla necessità di evitare quella frammentazione. La dichiarazione di Gori nasce anche dalla necessità di sgombrare il campo da una lettura che, nelle ultime settimane, aveva descritto una contrapposizione tra lo stesso Gori e Mastrosanti. Una contrapposizione sottolineata anche da un nostro recente articolo ma che lo stesso commissario di Forza Italia definisce oggi superata.
“Raccontare oggi me e Roberto come contrapposti, dunque, non rispecchia il percorso che stiamo costruendo insieme”, è la conclusione della sua presa di posizione. Il significato politico è evidente: Gori non rinuncia alla propria candidatura originariamente sostenuta dai partiti, ma accetta di trasformarla in un ruolo di governo all’interno di una soluzione più ampia. Una scelta che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe consentire di tenere insieme il radicamento politico di Gori e la capacità aggregativa delle liste civiche che fanno riferimento a Mastrosanti.
Resta però un elemento tutt’altro che secondario: il centrodestra non è ancora completamente ricomposto. Fuori dal perimetro della coalizione dei principali partiti e delle liste che sostengono il tandem Mastrosanti-Gori resta infatti il mondo civico riconducibile a Mirko Fiasco, che negli ultimi giorni ha posto pubblicamente il tema della candidatura a sindaco delle forze civiche di centrodestra non confluite nel tavolo dei partiti. È una frattura ben nota e che affonda le proprie radici nella storia più o meno recente della politica frascatana.
Fiasco è da anni una presenza autonoma nel centrodestra cittadino e già nelle precedenti tornate amministrative aveva rappresentato una componente distinta rispetto alle coalizioni costruite dai partiti. Nel 2017 si candidò direttamente a sindaco sostenuto anche da Fratelli d’Italia e Lega, mentre nel 2021 il mondo civico a lui vicino sostenne la candidatura di Anna Delle Chiaie. La sua eventuale candidatura autonoma nel 2027 potrebbe quindi rappresentare uno dei nodi più importanti della prossima campagna elettorale.
Non è detto, tuttavia, che il quadro sia definitivamente cristallizzato. La politica frascatana ha dimostrato più volte di essere caratterizzata da alleanze, rotture e ricomposizioni anche a ridosso degli appuntamenti elettorali. Per comprendere la cautela con cui il centrodestra sta affrontando la scelta del candidato sindaco, bisogna guardare proprio alla precedente tornata. Nel 2021 il centrodestra arrivò all’appuntamento elettorale con una situazione complessa, mentre Roberto Mastrosanti si presentò nuovamente alla competizione dopo la conclusione della sua esperienza amministrativa.
Oggi, cinque anni dopo, il quadro appare profondamente diverso.
Mastrosanti è rientrato nell’orbita dei partiti del centrodestra attraverso Fratelli d’Italia; Gori, si trova a essere uno degli artefici della nuova sintesi con Forza Italia, Lega e UDC che sembrano disposte a sostenere la formula del tandem insieme alle liste civiche dell’ex sindaco nuovamente dentro il perimetro della coalizione. La differenza rispetto al passato, dunque, è soprattutto nel tentativo di costruire prima dell’apertura ufficiale della campagna elettorale un’alleanza larga e strutturata. Una formula però ancora non definitiva visto che la proposta del tandem dovrà essere sottoposta all’approvazione del tavolo provinciale dei partiti del centrodestra, un passaggio politicamente rilevante, perché la candidatura a sindaco non riguarda soltanto gli equilibri locali ma anche quelli delle organizzazioni territoriali dei singoli partiti.
Nel frattempo, con l’amministrazione comunale guidata da Francesca Sbardella che prosegue il proprio mandato, il 2027, a Frascati, comincia ad assumere contorni più definiti. E il tandem Mastrosanti-Gori potrebbe essere il primo vero punto fermo di una campagna elettorale destinata, ancora una volta, a giocarsi molto sulla capacità del centrodestra di presentarsi compatto davanti agli elettori.