La Giunta di Albano Laziale aderisce al bando regionale “Beni confiscati e spazi di legalità 2026”: progetto per gli immobili di via Trilussa 204-206, destinati alla Polizia Locale e ad attività sociali e contro la violenza
Trasformare immobili sottratti alla criminalità organizzata in un presidio pubblico dedicato alla sicurezza, alla legalità e al sostegno delle persone più fragili. È l’obiettivo perseguito dal Comune di Albano Laziale per il complesso immobiliare di via Trilussa 204-206, acquisito al patrimonio indisponibile dell’Ente e destinato, nei programmi dell’Amministrazione, ad ospitare il Comando di Polizia Locale e attività di carattere sociale.
Con la deliberazione di Giunta comunale n. 69 del 18 settembre 2026, l’Amministrazione guidata dal sindaco Massimo Ferrarini ha infatti dato mandato di aderire all’avviso della Regione Lazio “Beni confiscati e spazi di legalità – Annualità 2026”, finalizzato proprio al recupero e al riutilizzo degli immobili confiscati alla criminalità organizzata.
Il bando regionale mette complessivamente a disposizione 3 milioni di euro, dei quali 2,4 milioni destinati ai progetti presentati dai Comuni del Lazio e dalle Province, esclusi Roma Capitale e Città Metropolitana, che dispongono di una quota separata. Il contributo massimo concedibile per ciascun progetto è di 200mila euro.
Via Trilussa, da bene confiscato a spazio pubblico
Il progetto riguarda diverse unità immobiliari situate ai civici 204 e 206 di via Trilussa. Gli immobili sono stati definitivamente trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune nell’ambito delle procedure previste dal Codice Antimafia. Negli ultimi due anni il Comune ha adottato diversi atti per acquisirli e definirne la futura utilizzazione.
Già nel novembre 2024 era stato approvato in linea tecnica un progetto di fattibilità per la ristrutturazione degli immobili, con l’obiettivo di collocarvi gli uffici del Comando della Polizia Locale e sviluppare attività rivolte alle vittime di violenza di genere e alla diffusione della cultura della legalità.
Ed è proprio questa impostazione che viene confermata dalla nuova deliberazione.
L’Amministrazione indica infatti come propria finalità quella di utilizzare il complesso come sede della Polizia Locale e, contemporaneamente, per servizi socio-assistenziali e iniziative culturali, prevedendo anche una sinergia con il Tribunale di Velletri per promuovere la cultura della legalità e contrastare violenza e soprusi.
Il progetto candidato al finanziamento regionale riguarda interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria delle unità immobiliari comprese nel complesso di via Trilussa.
Un bando per restituire alla collettività i patrimoni della criminalità
La filosofia dell’avviso regionale è proprio quella di cambiare radicalmente la funzione dei beni confiscati: patrimoni generati da attività illecite che, una volta recuperati, vengono restituiti alla comunità attraverso progetti sociali, culturali, di accoglienza e di sicurezza.
Tra le finalità indicate dalla Regione figurano infatti inclusione sociale, prevenzione delle situazioni di disagio, sostegno alle vittime di violenza e iniziative per la legalità e la sicurezza. La Regione Lazio ha stanziato per l’edizione 2026 tre milioni di euro destinati agli Enti locali proprietari di immobili confiscati.
La Giunta di Albano ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo, dando mandato al sindaco e al Settore tecnico Lavori Pubblici di procedere con l’adesione alla procedura regionale. La deliberazione precisa inoltre che, in questa fase, l’atto non comporta alcun impegno finanziario a carico dell’Amministrazione comunale.
La candidatura non equivale naturalmente all’assegnazione del contributo: sarà la Regione Lazio a valutare i progetti presentati e ad approvare i finanziamenti secondo quanto previsto dall’avviso.
Il valore simbolico dell’operazione resta però particolarmente significativo. Se il percorso arriverà a compimento, gli immobili di via Trilussa potranno passare definitivamente dall’essere testimonianza di un patrimonio sottratto alla criminalità a diventare luoghi al servizio della collettività: sede delle istituzioni, spazio di tutela per le vittime e punto di riferimento per diffondere una cultura della legalità.