Redazione Viterbo,1.10.26 La visita prevista per le Giornate FAI d’Autunno 2026 offre un’occasione straordinaria di scoperta della chiesa, immersa nel verde e normalmente chiusa al pubblico. Il percorso si snoderà tra l’esterno e l’interno, svelando un tesoro archeologico e pittorico unico, oltre a simbolismi e a percorsi di culto interni alla chiesa. L’evento sarà impreziosito […]
Redazione
Viterbo,1.10.26
La visita prevista per le Giornate FAI d’Autunno 2026 offre un’occasione straordinaria di scoperta della chiesa, immersa nel verde e normalmente chiusa al pubblico. Il percorso si snoderà tra l’esterno e l’interno, svelando un tesoro archeologico e pittorico unico, oltre a simbolismi e a percorsi di culto interni alla chiesa. L’evento sarà impreziosito da alcune visite speciali riservate agli Iscritti FAI condotte dall’architetto Pietro Paolo Lateano, curatore degli ultimi restauri dell’edificio. Lateano accompagnerà i visitatori in un viaggio nel tempo, arricchendo il racconto con aneddoti legati al recupero di questo piccolo gioiello millenario e delle sue stratificazioni.
PER SAPERNE DI PIÙ
La Chiesa di Sant’Eusebio sorge in un suggestivo contesto rurale e archeologico a circa due chilometri dal centro di Ronciglione,lungo l’antico tracciato della Via Francigena. Milioni di pellegrini hanno considerato per secoli questa chiesa una tappa fondamentale del loro viaggio verso Roma, immersa nella campagna della Tuscia viterbese e circondata da un paesaggio dominato da noccioleti. L’edificio sorge sopra un antico sepolcro romano e si inserisce in un’area di grande rilevanza geologica e storica, caratterizzata da speroni di tufo tipici del territorio vulcanico del Lago di Vico.
Il sito testimonia una continuità di culto millenaria: il nucleo più antico è un mausoleo romano tardo-antico, una tomba pagana dedicata a Flavius Eusebius poi trasformata in luogo di culto cristiano tra il VII e l’VIII secolo. A testimoniare l’esistenza di una precedente chiesa altomedievale sono due rarissimi graffiti del IX secolo che recano l’espressione «ista ecclesia». L’attuale struttura ecclesiastica risale invece all’età romanica (XII secolo), epoca in cui l’edificio assunse le forme attuali. Sopravvissuta a lunghi periodi di abbandono in età moderna, la Chiesa di Sant’Eusebio è giunta fino a noi grazie a mirati e complessi lavori di restauro.
La chiesa ospita una serie di interessantissimi dipinti murali frutto di interventi succedutisi nell’arco di più di un millennio. Tra le peculiarità spicca l’Albero di Iesse (XI-XII sec.), la più antica versione monumentale al mondo che precede la vetrata di Saint-Denis, e i 53 graffiti in scrittura onciale, il corpus più grande e studiato di questo tipo. Il ciclo pasquale unisce una Ultima Cena bizantina, caratterizzata da dettagli iconografici unici e di grande espressività, e una rara Lavanda dei piedi, mentre nella navata destra si scoprono tre sante in processione. Tra il XIV e il XV secolo la chiesa si arricchì di pannelli votivi laici: un Santo Stefano (1315-1320) e un Sant’Antonio Abate (1330 circa). Sopra l’altare brilla l’imago clipeata del Pantocratore con i santi e il patrono Sant’Eusebio (vescovo di Sutri, V sec.). Nel mausoleo si trova una Visitazione (VII-VIII sec.) e la sorpresa barocca: mossa da intenti controriformisti della diocesi di Sutri, un’audace operazione di stacco a massello nel pieno Seicento inserì nella parete di fondo una venerabile Madonna in trono del primo Quattrocento, incorniciata ex novo tra i santi Eusebio e Stefano.
Delegazione FAI di Viterbo
Visite a cura di
Volontari FAI
Iniziative speciali
– Visite speciali a cura dell’architetto Pietro Paolo Lateano, curatore dei restauri della chiesa.
Posti limitati con precedenza riservata agli iscritti FAI.
Sabato 10 ottobre: ore 10:30 e 14:30
Domenica 11 ottobre: ore 14:30 e 16:30
