Roma – Un miliardo e mezzo di euro. È questa la cifra destinata dal Governo al primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana per il triennio 2025-2027. L’obiettivo dichiarato è importante: rafforzare l’assistenza a domicilio, rendere più semplice l’accesso ai servizi e costruire una rete capace di […]
Roma – Un miliardo e mezzo di euro. È questa la cifra destinata dal Governo al primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana per il triennio 2025-2027. L’obiettivo dichiarato è importante: rafforzare l’assistenza a domicilio, rendere più semplice l’accesso ai servizi e costruire una rete capace di accompagnare gli anziani e le loro famiglie. (Ministero Lavoro e Politiche Sociali)
È una notizia che merita attenzione, soprattutto in un Paese che invecchia e nel quale sempre più famiglie si trovano a gestire, spesso da sole, la fragilità di un genitore o di un coniuge.
Nel dettaglio, soffermandosi su una persona anziana non autosufficiente, la parola “assistenza” non è una voce di bilancio. È qualcuno che arriva a casa quando non riesci più ad alzarti dal letto. È un medico che comunica con gli altri servizi. È una badante regolarmente sostenuta. È una famiglia che non deve trascorrere mesi tra moduli, uffici e richieste diverse per ottenere ciò che le spetta.
Il Piano prevede un ruolo centrale per i Punti Unici di Accesso e per una valutazione complessiva dei bisogni della persona, con un progetto assistenziale individualizzato. Sulla carta è esattamente la direzione che servirebbe: meno burocrazia e più presa in carico. (ANSA.it)
Tutto questo riuscirà davvero ad arrivare nelle case degli anziani?
L’Italia non è fatta soltanto di grandi città. Ci sono piccoli comuni, aree interne, territori nei quali mancano operatori, infermieri e servizi facilmente raggiungibili. E c’è una differenza ancora troppo grande tra una regione e l’altra.
Per questo il vero giudizio sul Piano non dovrebbe essere dato oggi, davanti alla cifra di un miliardo e mezzo. Dovrebbe essere dato tra qualche anno, guardando negli occhi una famiglia e chiedendo: avete ricevuto davvero l’aiuto di cui avevate bisogno?
