Crescita al rialzo e rapporto deficit/Pil al 2,9%:

Crescita al rialzo e rapporto deficit/Pil al 2,9%: il Documento Programmatico di Finanza Pubblica approvato dal Governo ROMA – Convocato venerdì scorso a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP). Il DPFP – che ha sostituito, potenziandolo, […]

Crescita al rialzo e rapporto deficit/Pil al 2,9%: il Documento Programmatico di Finanza Pubblica approvato dal Governo

ROMA – Convocato venerdì scorso a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP).
Il DPFP – che ha sostituito, potenziandolo, il contenuto informativo della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) – costituisce l’atto propedeutico alla presentazione della manovra finanziaria.
Il Documento rivede al rialzo per il 2026 la crescita all’1% mentre il rapporto deficit/Pil si attesta al 2,9%.
Per quanto riguarda lo scenario programmatico si prevede: indebitamento netto incluso l’utilizzo della Nec (Clausola di salvaguardia nazionale – ndr): 3,4% per il 2027; 3,2% per il 2028 e 2,3% nel 2029; indebitamento netto escluso l’utilizzo della Nec: 2,8% per il 2027; 2,6% per il 2028 e 2,3% nel 2029.
Negli anni successivi il tasso di crescita programmatico del Pil si attesta allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028, allo 0,8% nel 2029.
Debito pubblico programmatico previsto: 138,1% a fine 2026; 138,5% nel 2027, scende al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.
Nel corso del Consiglio dei ministri, il ministro Giorgetti ha illustrato anche la Relazione al Parlamento 2026, come previsto dall’articolo 6 della legge n. 243 del 2012. Infatti, in attuazione di quanto previsto dagli atti di indirizzo approvati lo scorso 5 agosto dal Parlamento, il Governo ha presentato alla Commissione europea, il 10 settembre scorso, la richiesta di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia in relazione alle maggiori spese per l’energia e la sicurezza.
Le risorse, per un valore complessivo fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-28, sono pari, per ciascuna delle clausole, a circa lo 0,3% annuo del Pil.

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