Velletri, il Carcere intitolato all’agente Antonio Carotenuto, vittima della criminalità organizzata

La Casa Circondariale di Velletri è stata intitolata all’agente Antonio Carotenuto, ucciso nel 1980 dalla criminalità organizzata. Cerimonia con istituzioni e familiari

Si è svolta questa mattina, alle ore 11, alla presenza di numerose autorità locali, regionali e nazionali e dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, la cerimonia di intitolazione della Casa Circondariale di Velletri ad Antonio Carotenuto, giovane agente della Polizia Penitenziaria vittima della criminalità organizzata. Carotenuto venne ucciso a colpi di pistola il 2 febbraio 1980 a Poggiomarino, in provincia di Napoli, mentre si trovava in via Roma. Lasciò la moglie Antonietta Pagano e due figli, Luigi e Valentina, presenti alla cerimonia insieme ai rispettivi figli.

Uno dei momenti più significativi della mattinata è stato lo scoprimento della targa posta all’ingresso dell’istituto penitenziario di via Cisternense, benedetta dal Vescovo di Velletri, monsignor Stefano Russo, dopo la deposizione di una corona di fiori avvolta nel Tricolore.

Alla cerimonia hanno preso parte il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Alberto Balboni, il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele, il magistrato Marina Finiti, presidente del Tribunale di Sorveglianza, e il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per Lazio e Abruzzo Giacinto Siciliano, insieme a numerosi dirigenti e funzionari del settore e ai direttori e alle direttrici di altri istituti penitenziari del Lazio.

Presenti anche le dirigenti degli istituti scolastici che garantiscono regolarmente attività didattiche all’interno della Casa Circondariale: la professoressa Stefania Ciarla, insieme al professor Antonino Marrari dell’Istituto Agrario “Cesare Battisti” di Velletri, e la professoressa Rosa Preziosi del CPA di Pomezia.

I ragazzi e le ragazze dell’Istituto Alberghiero Ugo Tognazzi di Velletri, coordinati dal professor Nico Santucci, hanno invece curato il servizio del buffet, preparato con il contributo dei cuochi della struttura penitenziaria.

Alla cerimonia e alla successiva conferenza ospitata nell’Aula Magna hanno partecipato anche il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Lazio Stefano Anastasia e una rappresentanza dell’avvocatura veliternа, con particolare riferimento all’Associazione Italiana Giovani Avvocati, rappresentata dagli avvocati Federico Iavarone e Fulvio Paulon.

Nel corso degli interventi, il sottosegretario Balboni e gli altri rappresentanti dell’Amministrazione Penitenziaria hanno rivolto parole di ringraziamento a tutto il personale della Casa Circondariale di Velletri per il lavoro quotidiano svolto in un contesto complesso e delicato.

Un riconoscimento è stato rivolto alla direttrice Anna Rita Gentile, che ha accolto gli ospiti e coordinato con il personale l’intera iniziativa, al servizio giuridico-pedagogico diretto dalla dottoressa Sabrina Falcone, agli agenti della Polizia Penitenziaria coordinati dal comandante Mauro Caputi, al personale civile e ai volontari che ogni giorno operano all’interno dell’istituto.

La Casa Circondariale di Velletri ospita circa 600 detenuti ed è tra gli istituti penitenziari più grandi del Lazio. Particolarmente commossi i familiari di Antonio Carotenuto, che hanno espresso gratitudine per la cerimonia organizzata in sua memoria ai Castelli Romani.

L’agente venne ucciso dalla criminalità organizzata il 2 febbraio 1980, mentre si apprestava a recarsi in servizio presso il carcere di Poggioreale, a Napoli. Pochi giorni prima, mentre era fuori servizio, aveva anche contribuito a sventare una rapina ai danni di un’attività commerciale.

Durante il suo servizio nel carcere napoletano aveva avuto rapporti professionali con esponenti di primo piano della camorra e della criminalità organizzata, mantenendo sempre, come è stato ricordato durante la cerimonia, una condotta rigorosa e fedele ai doveri della divisa.

«Non si era mai piegato, mantenendo sempre un comportamento onesto, integerrimo e ligio al dovere», è stato sottolineato nel corso dell’intervento del sottosegretario Balboni.

Per il suo omicidio vi furono nel tempo diversi indagati, ma nessuna condanna definitiva, nonostante l’impegno dell’avvocato romano Mauro Stella, presente anche alla cerimonia e da anni impegnato nella tutela dei diritti della famiglia Carotenuto.

Al termine della conferenza pubblica nell’Aula Magna è stato consegnato alla vedova dell’agente un encomio di servizio firmato dal Ministro della Giustizia, consegnato dal sottosegretario Balboni insieme ai rappresentanti dell’Amministrazione Penitenziaria, alla direttrice Anna Rita Gentile e al comandante della Polizia Penitenziaria Mauro Caputi.

La consegna è stata accompagnata da un lungo e caloroso applauso da parte di tutti i presenti, in uno dei momenti più emozionanti della mattinata.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il capitano Giovanni Cappa, comandante della Compagnia Carabinieri di Velletri, il colonnello Luigi Saccone, vicecomandante del Secondo Reggimento della Scuola Carabinieri di Velletri, e rappresentanti del Commissariato di Polizia e della Compagnia della Guardia di Finanza di Velletri.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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