Una multa salata e il ritiro della patente per 15 giorni dopo essere stata fermata mentre era al volante con il telefono. È quanto racconta una mamma di Rieti, che ha deciso di affidare a RietiLife la propria testimonianza, chiedendo una riflessione sui modi e sull’umanità con cui vengono gestite situazioni di questo tipo. La […]
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Una multa salata e il ritiro della patente per 15 giorni dopo essere stata fermata mentre era al volante con il telefono. È quanto racconta una mamma di Rieti, che ha deciso di affidare a RietiLife la propria testimonianza, chiedendo una riflessione sui modi e sull’umanità con cui vengono gestite situazioni di questo tipo.
La donna, madre di due bambine piccole e attualmente disoccupata, spiega che si trovava ferma al semaforo rosso quando ha avviato una chiamata in vivavoce per avvisare la scuola dell’infanzia che avrebbe tardato a riprendere la figlia a causa di un imprevisto. Secondo il suo racconto, aveva appoggiato il telefono sul volante. In quel momento sarebbe stata fermata da due persone in borghese, che avrebbero azionato la sirena intimandole di accostare.
Nel verbale, riferisce la donna, le sarebbe stato contestato l’uso del telefono e il mancato controllo del veicolo, con la sanzione e il ritiro della patente per 15 giorni. La mamma precisa di non voler negare le proprie responsabilità né chiedere trattamenti di favore, ma contesta il modo in cui, a suo dire, si sarebbe svolto il controllo.
«Ho provato a spiegare la situazione, ma mi sono sentita completamente ignorata e trattata senza il minimo tatto», racconta, lamentando la mancanza di ascolto e comprensione. La donna sottolinea inoltre le difficoltà economiche che sta attraversando: al momento è disoccupata e, spiega, l’Assegno Unico rappresenta la sua unica fonte di sostegno economico.
La sospensione della patente, aggiunge, rischia di complicare ulteriormente la gestione quotidiana delle figlie, tra accompagnamenti a scuola e imprevisti. A rendere la giornata ancora più amara c’è anche una coincidenza: il giorno successivo sarà il compleanno di una delle bambine e la donna era in ritardo proprio perché stava andando a prendere quanto necessario per organizzare la festa.
«Non pretendo che le regole non vengano applicate. Non pretendo privilegi perché sono madre», scrive nella sua segnalazione. La richiesta è piuttosto quella di una riflessione sui rapporti tra cittadini e chi è chiamato a far rispettare le norme, affinché fermezza e rispetto possano convivere.
«Dietro un volante non c’è soltanto un automobilista che commette un’infrazione. C’è una persona, una storia, una famiglia», conclude la mamma, auspicando che la sua esperienza possa aprire una discussione sull’importanza dell’empatia, senza mettere in discussione il principio del rispetto delle regole.
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