Lanuvio, in tanti alla presentazione del libro “Centro storico”, di Andrea Volpi: un confronto sul futuro dei borghi italiani

Lanuvio, grande partecipazione alla presentazione del libro “Centro storico”: con Andrea Volpi un confronto sul futuro dei borghi italiani

Una cornice suggestiva, un pubblico numeroso e attento, tanti spunti di riflessione su un tema che riguarda da vicino il futuro dei Castelli Romani e dell’intero Paese. Le suggestive Segrete di Palazzo Colonna, nel cuore del centro storico di Lanuvio, hanno fatto registrare una partecipazione significativa nel pomeriggio di domenica 25 ottobre, in occasione della presentazione del libro “Centro storico. Idee, proposte, suggestioni”, scritto dal deputato e sindaco di Lanuvio Andrea Volpi insieme ad Alessandro Amorese, edito da Eclettica Edizioni.

La fascinosa location è stata gremita di cittadini attenti e desiderosi di partecipare a un confronto che, partendo dalle pagine del volume, ha abbracciato questioni di grande attualità: lo spopolamento dei borghi, il rilancio del commercio di prossimità, il recupero del patrimonio edilizio, il ruolo della cultura e del turismo, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e la necessità di una pianificazione urbanistica capace di coniugare tradizione e innovazione.

L’iniziativa è stata organizzata dall‘associazione culturale Castelli Cult, già protagonista della rassegna letteraria Librintorno, ideata e portata avanti dai fratelli Emiliano e Francesco Cuminetti.

Ad aprire l’incontro è stato il Presidente del Consiglio comunale di Lanuvio, con delega alla Cultura, Alessandro De Santis, insieme ai fratelli Cuminetti, che hanno introdotto la presentazione e il valore culturale dell’appuntamento.

A moderare il confronto è stato Daniel Lestini, direttore di Castelli Notizie, che ha accompagnato gli interventi dei relatori, favorendo un dialogo tra la visione proposta dall’autore e le esperienze amministrative e culturali maturate proprio a Lanuvio.

La “Città del Dopodomani”: ripensare i borghi mettendo le persone al centro

Il dibattito è entrato subito nel vivo con Andrea Volpi, chiamato a spiegare il significato di una delle espressioni centrali del libro: la “Città del Dopodomani”.

Un concetto che invita a superare una visione limitata all’immediato, per interrogarsi su come dovranno essere i centri storici nei prossimi decenni e su quale eredità le amministrazioni e le comunità sapranno lasciare alle generazioni future.

Volpi ha spiegato come il volume sia nato dalla volontà di contribuire al dibattito sullo sviluppo delle città e dei borghi italiani, prendendo spunto anche dall’esperienza amministrativa di Lanuvio.

Un percorso nel quale ha riconosciuto il ruolo fondamentale del suo predecessore Luigi Galieti e del direttore del Museo Diffuso Luca Attenni, protagonisti di un lavoro pluriennale per recuperare e rafforzare l’identità culturale della città.

Secondo Volpi, una delle condizioni indispensabili per rilanciare un centro storico è la presenza di una governance competente, capace di coordinare le diverse componenti della comunità: amministratori, residenti, commercianti, artigiani, operatori culturali e soggetti privati.

La Città del Dopodomani, nella visione illustrata dall’autore, significa innanzitutto «rimettere l’uomo al centro dello spazio urbano, recuperando il valore della pianificazione e superando interventi frammentari, spesso condizionati esclusivamente dalle risorse economiche disponibili».

Il sindaco ha evidenziato come, troppo frequentemente, le opere pubbliche vengano oggi progettate partendo dai finanziamenti disponibili, anziché da una visione complessiva delle necessità del territorio. Un meccanismo che, a suo giudizio, rischia di sacrificare la qualità architettonica e la ricerca della bellezza in favore di soluzioni più immediate e funzionali.

Non meno importante il tema della vivibilità. Volpi ha ricordato che Lanuvio conta circa 13mila abitanti e 8mila lavoratori, più della metà dei quali pendolari. Una condizione che rende evidente quanto le esigenze della vita contemporanea, tra spostamenti quotidiani, lavoro e famiglia, debbano essere considerate nella progettazione dei centri storici.

«La difficoltà di parcheggiare, la carenza di alcuni servizi e i tempi della mobilità possono infatti scoraggiare la scelta di abitare nei borghi antichi, contribuendo al loro progressivo svuotamento». Da qui la necessità di «restituire qualità, bellezza e attrattività ai centri storici, coinvolgendo anche i proprietari degli immobili e il tessuto economico locale».

Luigi Galieti: «Ai centri storici bisogna dare un’anima»

Apprezzato anche il contributo dell’ex sindaco Luigi Galieti, alla guida di Lanuvio dal 2012 al 2022, che ha offerto una riflessione storica sull’evoluzione dei borghi, dalle origini antiche alle trasformazioni medievali e fino all’epoca contemporanea. Galieti ha sottolineato come la semplice conservazione di edifici e monumenti non sia sufficiente a valorizzare un centro storico: occorre raccontarlo, renderne comprensibile la storia e trasmetterne il significato alle nuove generazioni.

«Il discorso è quello di dare un’anima a un borgo», ha osservato, evidenziando quanto sia importante accompagnare il patrimonio materiale con una narrazione capace di suscitare interesse e appartenenza.

Un ragionamento che si collega direttamente al percorso avviato durante le sue amministrazioni – di cui lo stesso Volpi è stato protagonista attivo – per rafforzare l’identità di Lanuvio attraverso la valorizzazione delle sue radici romane e del legame con gli imperatori Antonino Pio e Commodo.

Un progetto culturale che ha contribuito a consolidare l’immagine di Lanuvio come Città degli Imperatori, costruendo una riconoscibilità territoriale fondata sulla storia e sul patrimonio archeologico.

Galieti e Volpi hanno quindi ribadito un concetto significativo: la cultura non deve essere considerata esclusivamente una voce di spesa, ma può diventare una risorsa capace di produrre economia, turismo e nuove opportunità.

Una visione che ha trovato continuità nell’azione amministrativa, come riconosciuto dallo stesso Volpi durante l’incontro.

L’arte nei piccoli Comuni: la proposta di Volpi e il bando per ospitare opere di rilievo nazionale

Uno dei passaggi più interessanti della presentazione ha riguardato il rapporto tra patrimonio artistico e sviluppo territoriale. Prendendo spunto dal libro, il moderatore ha richiamato la proposta di legge n. 1775, presentata da Volpi e collegata all’iniziativa legislativa “L’Italia in scena”, finalizzata a favorire la diffusione dell’arte nei piccoli Comuni.

Un tema particolarmente vicino ai Castelli Romani, dove esperienze come l’esposizione della Presa di Cristo di Caravaggio a Palazzo Chigi di Ariccia hanno dimostrato la capacità di un grande evento culturale di attirare visitatori e generare interesse anche per il territorio circostante. Volpi ha spiegato che la proposta nasce dall’esigenza di offrire nuove opportunità ai Comuni con meno di 15mila abitanti, spesso privi delle risorse necessarie per ospitare opere artistiche di particolare rilievo.

L’idea prevede la possibilità di mettere a disposizione 100 opere d’arte di interesse nazionale ogni anno, attraverso procedure di selezione rivolte ai Comuni in grado di garantire spazi espositivi adeguati, condizioni ambientali idonee e gli standard necessari alla conservazione.

Secondo quanto riferito dal deputato durante l’incontro, «la proposta è confluita in un provvedimento divenuto legge e il Ministero della Cultura ha recentemente pubblicato il relativo bando».

Lanuvio intende partecipare, cogliendo un’ulteriore occasione per arricchire la propria offerta culturale. Volpi, tuttavia, ha ribadito come la cultura non possa essere l’unico motore dello sviluppo, ma debba inserirsi in una strategia più ampia che comprenda accoglienza, enogastronomia, commercio, servizi e valorizzazione delle specificità locali.

Luca Attenni: il Museo Diffuso, le nuove tecnologie e il rischio dei centri storici trasformati in musei

A raccogliere il testimone è stato Luca Attenni, direttore del Museo Civico di Lanuvio, che ha espresso apprezzamento per il libro, sottolineandone l’utilità anche per gli amministratori locali. Secondo Attenni, il volume affronta una pluralità di questioni che non possono essere risolte attraverso ricette universali, poiché ogni centro storico presenta caratteristiche, criticità e potenzialità differenti.

Il direttore del Museo Diffuso di Lanuvio ha richiamato anche un rischio che interessa numerose città d’arte italiane ed europee: quello dell’overtourism, il turismo eccessivo che può alterare profondamente la vita quotidiana dei residenti. La proliferazione delle case vacanza, l’aumento dei canoni di locazione e la progressiva sostituzione delle attività tradizionali con esercizi rivolti esclusivamente ai visitatori possono infatti snaturare l’identità dei centri storici.

Da qui la necessità di trovare un equilibrio tra attrattività turistica e residenzialità, evitando che i borghi si trasformino in luoghi da visitare ma non più da abitare.

Attenni ha poi illustrato il percorso intrapreso a Lanuvio con il Museo Diffuso, un modello di valorizzazione che supera i confini tradizionali delle sale museali e coinvolge il territorio, le scuole, gli edifici storici, le istituzioni religiose e le realtà produttive.

Un lavoro che punta innanzitutto sulla conoscenza: far scoprire ai cittadini, e soprattutto ai più giovani, il valore del patrimonio storico e archeologico significa creare le condizioni per una maggiore tutela e partecipazione.

In questo contesto si inseriscono anche le iniziative innovative annunciate durante l’incontro, dai visori inclusivi ai prodotti multimediali già realizzati, fino a una nuova applicazione con elementi di gioco di ruolo pensata per avvicinare i più piccoli alla storia di Lanuvio.

Attenni ha inoltre anticipato un progetto che coinvolgerà la vicina Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, con il ritorno al suo interno di alcuni materiali di epoca cosmatesca attualmente conservati nei depositi del museo.

Un intervento che consentirà ai visitatori di comprendere meglio le stratificazioni storiche dell’edificio religioso, rafforzando la collaborazione tra museo, istituzioni e comunità ecclesiastica.

Rigenerazione urbana, commercio e servizi: le sfide ancora aperte a Lanuvio

Nel corso della presentazione, Daniel Lestini ha richiamato anche la propria esperienza nella comunicazione del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio (CAL), sottolineando quanto le difficoltà dei piccoli Comuni rappresentino una questione centrale per il futuro del Paese. Da qui una domanda a Volpi sul tema della rigenerazione urbana, che negli ultimi anni ha suscitato grandi aspettative, non sempre accompagnate da risultati concreti.

Il sindaco e deputato ha evidenziato i limiti degli attuali strumenti normativi, osservando come «la rigenerazione urbana venga spesso associata a interventi di demolizione, ricostruzione o incremento delle volumetrie, mentre i centri storici richiedono approcci differenti, fondati sulla tutela, sul recupero e sulla qualità degli spazi».

Il Primo cittadino ha insistito sulla necessità di partire da un’analisi puntuale delle caratteristiche dei residenti e delle attività economiche. A Lanuvio, ad esempio, il centro storico presenta una popolazione prevalentemente adulta, con esigenze specifiche in termini di accessibilità e servizi. Tra le iniziative richiamate figura il confronto con Poste Italiane per rafforzare la presenza dei servizi postali nel borgo, anche alla luce del progetto Polis dedicato ai piccoli Comuni.

Ma il rilancio passa inevitabilmente anche dal commercio. Volpi ha parlato del dialogo avviato con i proprietari dei locali e con la rinata associazione dei commercianti, evidenziando l’importanza di riaprire le serrande abbassate e riportare attività economiche nelle vie del centro. Tra le ipotesi illustrate, quella dei temporary shop, negozi temporanei che potrebbero aprire durante il periodo natalizio grazie alle possibilità previste dalla normativa regionale. Un’occasione per sperimentare nuove attività e verificare se possano trasformarsi in iniziative imprenditoriali stabili.

Il sindaco ha tuttavia riconosciuto che il percorso di rilancio del centro storico di Lanuvio è ancora lungo. Anche gli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici, per quanto apprezzati, rischiano infatti di perdere parte della propria efficacia se non vengono accompagnati dalla presenza di attività commerciali, luoghi di aggregazione e servizi.

Una piazza recuperata e resa più bella deve tornare a essere vissuta quotidianamente, non soltanto fotografata dai visitatori.

Il coinvolgimento dei privati e il confronto con la BCC dei Castelli Romani

Un ulteriore passaggio ha riguardato il ruolo degli investimenti privati nel recupero del patrimonio edilizio. Volpi ha spiegato che l’Amministrazione comunale sta lavorando per favorire interventi coerenti con il piano particolareggiato del centro storico, prestando attenzione non soltanto agli spazi pubblici, ma anche alle facciate, agli infissi, alle ringhiere e agli elementi architettonici degli edifici privati.

Un obiettivo che richiede risorse economiche e strumenti di sostegno accessibili ai proprietari. A questo proposito, il sindaco ha riferito di interlocuzioni avviate con la BCC, finalizzate a individuare prodotti finanziari che possano agevolare gli interventi di ristrutturazione.

Secondo quanto dichiarato, il confronto avrebbe già consentito di lavorare a condizioni economiche più favorevoli rispetto alle proposte iniziali.

Si tratta di un percorso ancora in fase di definizione, ma che rappresenta un esempio dell’approccio sostenuto nel libro: la rigenerazione dei borghi non può dipendere esclusivamente dagli investimenti pubblici, ma deve coinvolgere anche cittadini, imprese e istituzioni finanziarie.

Dai borghi virtuosi alle nuove norme: «I borghi non vanno salvati, vanno abitati»

Il confronto ha toccato anche le esperienze di altre realtà italiane che hanno intrapreso percorsi di valorizzazione e rilancio, tra cui Santa Fiora, Castel del Giudice, Mussomeli, Faenza e Greve in Chianti, richiamate nel volume come esempi dai quali trarre spunti e insegnamenti. Non modelli da copiare indistintamente, ma esperienze da studiare e adattare alle caratteristiche dei singoli territori.

Nella parte conclusiva dell’incontro, Volpi è tornato sul significato più profondo del libro, richiamando una frase che ne sintetizza efficacemente la filosofia: «I borghi non vanno salvati, i borghi vanno abitati».

Un’affermazione che sposta l’attenzione dalla semplice conservazione del patrimonio alla necessità di garantire condizioni di vita dignitose, servizi adeguati, sicurezza, opportunità economiche e qualità degli spazi.

Il deputato ha quindi fatto riferimento a un recente provvedimento parlamentare dedicato ai borghi, approvato in prima lettura alla Camera, che, secondo quanto illustrato, punta a offrire ulteriori strumenti agli amministratori locali per tutelare l’identità dei centri storici, favorire l’artigianato e regolamentare meglio alcune attività commerciali.

Volpi ha sottolineato come queste tematiche possano rappresentare un terreno di confronto trasversale tra le forze politiche, perché riguardano problemi concreti che gli amministratori locali si trovano ad affrontare indipendentemente dalla propria appartenenza.

Anche Attenni è intervenuto sul tema della tutela dell’identità commerciale e architettonica dei centri storici, richiamando alcune trasformazioni osservabili nelle grandi città d’arte e la necessità di evitare interventi e attività non coerenti con il contesto storico.

Un libro che parla del passato per immaginare il futuro

I convenuti hanno quindi appresso che il volume di Andrea Volpi e Alessandro Amorese, arricchito dalla prefazione di Gianmarco Mazzi e dal contributo conclusivo del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, affronta il tema dei centri storici attraverso un percorso che unisce ricostruzione storica, riflessione politica, strumenti amministrativi e proposte operative.

Dalla nascita e dall’evoluzione dei borghi italiani alle strategie di rigenerazione, dal marketing territoriale all’intelligenza artificiale, dal rilancio del commercio alla valorizzazione delle abitazioni e degli spazi pubblici, il libro offre numerosi spunti per amministratori, operatori culturali, imprenditori e cittadini.

A chiudere la presentazione è stato il moderatore Daniel Lestini, che ha richiamato il significato della Città del Dopodomani come sfida rivolta alle generazioni future.

Una sfida che consiste nel fare in modo che le città e i paesi non siano soltanto luoghi nei quali custodire la memoria, ma realtà capaci di valorizzare il proprio patrimonio e costruire nuove opportunità.

Nel congedare i presenti, il giornalista ha richiamato anche le parole conclusive del contributo di Pierluigi Biondi, che riconosce nella proposta culturale e politica degli autori uno stimolo a immaginare un futuro possibile per le nuove generazioni. La presentazione si è così conclusa dopo un confronto ricco di contenuti, davanti a un pubblico che ha seguito con attenzione gli interventi, confermando l’interesse per un tema che coinvolge direttamente la vita quotidiana delle comunità locali.

Lanuvio, con il suo patrimonio archeologico, il Museo Diffuso, le iniziative culturali e i progetti di riqualificazione, si è rivelata una cornice particolarmente significativa per riflettere sul futuro dei borghi italiani.

E proprio dalle Segrete di Palazzo Colonna è emerso un messaggio destinato ad andare oltre la presentazione di un libro: la bellezza e la storia dei centri antichi costituiscono un patrimonio prezioso, ma il loro futuro dipenderà soprattutto dalla capacità di renderli ancora luoghi vivi, abitati, accessibili e capaci di offrire opportunità alle nuove generazioni.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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