L’archeologo e docente del Suor Orsola Benincasa lascia un’importante eredità scientifica e umana. Gli ex allievi lo ricordano con affetto e riconoscenza La scomparsa del professor Antonio De Simone segna una perdita significativa per il mondo dell’archeologia, della ricerca scientifica e dell’università napoletana. Studioso di riconosciuto prestigio, archeologo di grande esperienza e docente appassionato, ha […]

L’archeologo e docente del Suor Orsola Benincasa lascia un’importante eredità scientifica e umana. Gli ex allievi lo ricordano con affetto e riconoscenza

La scomparsa del professor Antonio De Simone segna una perdita significativa per il mondo dell’archeologia, della ricerca scientifica e dell’università napoletana. Studioso di riconosciuto prestigio, archeologo di grande esperienza e docente appassionato, ha dedicato la propria vita alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico e archeologico, legando il suo nome a importanti capitoli della ricerca su Pompei, Ercolano e il territorio vesuviano. Il suo percorso professionale si è distinto per il rigore metodologico, la profondità degli studi e una particolare attenzione alla divulgazione. Anche attraverso la collaborazione con Alberto Angela ha contribuito a raccontare al grande pubblico alcuni dei luoghi più suggestivi dell’antichità, tra cui la Villa dei Papiri e la Villa Augustea. Nel corso della sua carriera ha inoltre ricoperto incarichi di rilievo, tra cui quello di componente del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Cultura e di direttore della Scuola di Specializzazione dell’Università Suor Orsola Benincasa.

 

Accanto al profilo dello studioso emerge, in queste ore, il ricordo del docente e del maestro. Un ricordo particolarmente vivo tra gli ex studenti del Corso di Laurea in Restauro Archeologico del Suor Orsola, per i quali Antonio De Simone non era soltanto un professore, ma una presenza significativa nel percorso di formazione e di crescita personale. La memoria ritorna alla sede di Santa Caterina da Siena, ai corridoi prima degli esami di Scavo e Metodologia del Restauro, alle attese, alle emozioni e alle conversazioni che accompagnavano la vita universitaria. E, soprattutto, a quel panorama sul golfo di Napoli, con il mare a fare da sfondo a una stagione che oggi riaffiora con la nitidezza e la nostalgia dei ricordi più cari.

 

Le sue lezioni non si limitavano alla trasmissione delle conoscenze accademiche. Erano occasioni di approfondimento, confronto e scoperta, arricchite da mostre, racconti e lunghe conversazioni sul mondo antico. Il rigore scientifico si accompagnava a una spiccata capacità comunicativa, a un’intelligenza vivace e a quel sottile senso dell’umorismo che gli consentiva di instaurare con gli studenti un rapporto autentico e mai distante. Nel ricordo di quegli anni riaffiorano anche le persone con cui è stato condiviso il percorso universitario: il prezioso sostegno della tutor Flavia Alaimo e l’amicizia con le compagne di corso Eunice Florenzo, Marcella Morvillo, Denise Pietropaolo, Teresa Argento e Raffaella Scalfati. Un patrimonio di esperienze e relazioni che il tempo non ha cancellato e che oggi assume un significato ancora più profondo.

 

A questo ricordo si accompagna il pensiero per Davide Sampaolesi, compagno di quegli anni, scomparso prematuramente. La sua memoria riaffiora insieme a quella del professore, in un ideale incontro tra allievo e maestro, nel segno di una stagione della vita che continua ad appartenere a chi l’ha vissuta. Dalle ricerche sul campo a San Vincenzo al Volturno ai grandi cantieri dell’area vesuviana, dagli studi alla Domus della Nave Europa a Pompei, insieme ai professori Napoli, Sassetti e Pappalardo, l’attività di Antonio De Simone lascia una testimonianza importante per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico. La sua eredità non si esaurisce, tuttavia, nei risultati scientifici e negli incarichi ricoperti. Vive anche nella formazione dei suoi studenti, nel metodo di lavoro trasmesso, nella curiosità intellettuale e nella passione per la ricerca che ha saputo alimentare in quanti hanno avuto il privilegio di ascoltarlo.

 

Nel ricordare il professor De Simone, desidero, in qualità di autore di questa testimonianza ed ex suo allievo, farmi interprete anche dell’affetto e della riconoscenza delle mie care ex colleghe e compagne di corso del Suor Orsola Benincasa, con le quali condivido questo ultimo, sentito saluto al nostro Professore.  “Abbiamo avuto il privilegio di essere suoi allievi e di apprezzarne non soltanto la straordinaria cultura, ma anche l’umanità, l’ironia e la passione con cui sapeva trasmettere il proprio sapere. Oggi gli rivolgiamo un saluto speciale, accompagnato da affetto, stima e sincera riconoscenza. Alcuni insegnanti lasciano un segno che va oltre gli anni universitari: continuano a vivere nei valori, nelle conoscenze e nella sensibilità che hanno saputo trasmettere”.

 

Resta così il ricordo di un professore che ha saputo lasciare un’impronta nella vita professionale e umana dei propri allievi. E torna alla memoria l’immagine di quelle lezioni a Santa Caterina da Siena, con Napoli e il suo mare sullo sfondo. A lui, al nostro caro Professore, il saluto riconoscente di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo lungo il proprio cammino. Perché il valore di un maestro si misura anche da ciò che continua a vivere nei suoi allievi, molto tempo dopo l’ultima lezione.

Giorgio Mellucci, insieme alle sue ex colleghe e compagne di corso.

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