Non una polemica contro il sindaco o una singola amministrazione, ma una critica all’intero sistema della ricostruzione post-terremoto. Claudio Valentini, presidente del Consiglio comunale di Rieti, alza il tiro e punta il dito contro la macchina amministrativa messa in piedi dopo il sisma del 2016. In un video-intervento, Valentini racconta di aver approfondito la consistenza […]
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Non una polemica contro il sindaco o una singola amministrazione, ma una critica all’intero sistema della ricostruzione post-terremoto. Claudio Valentini, presidente del Consiglio comunale di Rieti, alza il tiro e punta il dito contro la macchina amministrativa messa in piedi dopo il sisma del 2016.
In un video-intervento, Valentini racconta di aver approfondito la consistenza dell’organico dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, arrivando a un dato che definisce sconcertante: «Al momento l’Ufficio Speciale della Ricostruzione ha 109 dipendenti. Sono diversi anni che incontro persone che mi raccontano di essere andate a lavorare all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, quello istituito per gestire la ricostruzione post-sisma. Ma quanti sono effettivamente i dipendenti? Ho fatto una ricerca e, al momento, sì, l’organico dell’Ufficio conta 109 persone. Numeri importanti, soprattutto se rapportati ai risultati che vediamo sul territorio: ad Amatrice, ad esempio, circa l’80% della popolazione vive ancora nelle Soluzioni abitative di emergenza (SAE)».
Da qui la domanda sulla proporzione tra le risorse umane ed economiche impiegate e i risultati raggiunti dopo dieci anni dal terremoto. Valentini richiama anche la Struttura del Commissario straordinario, chiedendosi quante altre persone siano impegnate nella gestione della ricostruzione.
«Questa ricostruzione sta costando alla collettività una valanga di soldi (solo per il direttore e tre dirigenti si toccano i 500mila euro l’anno, ndr) che avremmo speso tutti volentieri per gli amici di Amatrice, se avessimo risolto il problema», afferma il presidente del Consiglio comunale, che non risparmia giudizi sul funzionamento dell’apparato: «Sono sconcertato da questo sistema, è un sistema assurdo».
Un intervento che sposta il confronto oltre i confini della politica cittadina e riporta al centro una questione che riguarda tutto il cratere sismico: il rapporto tra risorse pubbliche, strutture burocratiche e tempi della ricostruzione. Nel mirino di Valentini anche quanto accaduto nelle vicine Marche, a sostegno della sua critica a un modello che, secondo il presidente del Consiglio comunale, continua a non produrre i risultati attesi dalle comunità terremotate.
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