Proprio in vista dell’appuntamento consiliare, il consigliere comunale M5S Mauro Del Tutto ha chiesto che la trattazione della mozione avvenga in seduta pubblica, anziché a porte chiuse, come previsto per questo specifico punto all’ordine del giorno.
Una richiesta che si inserisce nel solco di quella avanzata dalla stessa famiglia del ragazzo, che nei giorni scorsi ha formalmente contestato la decisione di escludere il pubblico dalla discussione.
La questione riguarda la mozione protocollata il 21 ottobre 2026 con il numero 56328, avente come oggetto: “Servizio televisivo Fuori dal coro – valutazione dell’operato politico dell’Assessore ai servizi sociali e del Sindaco. Richiesta dimissioni dell’Assessore o revoca delle deleghe da parte del Sindaco”.
Un ordine del giorno che, secondo la posizione sostenuta da Mauro Del Tutto, dovrebbe essere affrontato alla presenza dei cittadini, proprio perché il suo contenuto non è finalizzato a discutere pubblicamente le condizioni personali o sanitarie del minore, bensì a valutare le responsabilità politiche e amministrative di chi governa la città.
Da un lato vi è una vicenda familiare particolarmente delicata, che impone il massimo rispetto della riservatezza e della dignità del ragazzo; dall’altro c’è la legittima attività di controllo e indirizzo politico esercitata dal Consiglio comunale sull’operato della Sindaca Emanuela Colella e dell’assessora alle Politiche Sociali, nonché vicesindaca, Alessandra Mantuano.
La richiesta è dunque quella di consentire un confronto pubblico sulle scelte e sulle eventuali responsabilità dell’Amministrazione, evitando qualsiasi divulgazione di informazioni sensibili riguardanti il minore e la sua famiglia.
A rafforzare la richiesta di una seduta pubblica è intervenuta anche la posizione dei genitori del ragazzo, che il 6 novembre hanno indirizzato una diffida formale alla Sindaca, all’assessora Mantuano, al presidente del Consiglio comunale Mauro Testa e al segretario generale dell’Ente.
Nel documento, trasmesso per conoscenza anche ai gruppi consiliari di minoranza, i genitori contestano la scelta di affrontare la vicenda a porte chiuse, sottolineando di non essere stati preventivamente interpellati.
