Rieti saluta Nazzareno Figorilli: è morto all’età di 84 ann

Congedarsi da una persona speciale è un esercizio di gratitudine e dolore. Nel dirgli addio, scegliamo di non arrenderci alla tristezza ma di fare spazio al racconto di un uomo che ha vissuto con un’ intensità che merita di essere ricordata. Riavvolgere il nastro non è semplice: un premio internazionale per la pace consegnato a […]
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Congedarsi da una persona speciale è un esercizio di gratitudine e dolore. Nel dirgli addio, scegliamo di non arrenderci alla tristezza ma di fare spazio al racconto di un uomo che ha vissuto con un’ intensità che merita di essere ricordata.

Riavvolgere il nastro non è semplice: un premio internazionale per la pace consegnato a diverse personalità. Un ulivo piantato ai piedi del santuario di Greccio per il dialogo interreligioso. L’ apertura di un riparto cimiteriale per le comunità ebraica e musulmana. Un premio: “Il lavorato sabino”, a chi con impegno e inventiva, ha fatto crescere la Sabina. E, per anni, una presenza costante accanto ai detenuti del carcere di Rieti. Senza dimenticare il suo impegno politico nell’amministrazione comunale negli anni 70.

Il suo bisogno innato di donarsi agli altri si è manifestato fin da giovanissimo, quando fu uno degli «angeli del fango». Nel novembre del 1966, dopo giorni di piogge incessanti, l’Arno ruppe gli argini e invase Firenze, riversando nelle strade fango e detriti.

Da ogni parte d’Italia e dall’estero arrivarono migliaia di giovani per spalare, soccorrere, mettere in salvo libri e opere d’arte: la storia li ricorda come gli «angeli del fango». Da Rieti partirono gli scout Rieti 1 e Rieti 2. Tra loro c’era Nazzareno Figorilli. Tornarono a Rieti in autostop, ancora coperti di fango.

Da quell’esperienza nacque a Rieti la sezione dei volontari scout di protezione civile, promossa e coordinata proprio da Figorilli. Non sarà un caso che ha deciso di lasciarci tre giorni dopo che Firenze, il 4 novembre, ha ricordato i sessant’anni da quella tragedia.

Quella solidarietà immediata e generosa non poteva rimanere un capitolo chiuso, pochi anni dopo, infatti, arriva l’impegno di una vita: “Il Movimento Cristiano Lavoratori”. Ufficialmente nato a Roma l’8 dicembre 1972, vede Figorilli come uno dei fondatori di quella stagione. Il movimento si richiama alla dottrina sociale della Chiesa, riunisce lavoratori cristiani impegnati nel sociale, nella solidarietà e nel volontariato, con l’idea di un’economia che tenga insieme libertà di mercato, solidarietà e sussidiarietà. Tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta ne fu presidente nazionale. Il 12 dicembre 1992, nel ventesimo anniversario della fondazione, guidò il movimento all’udienza con Giovanni Paolo II e cinque giorni dopo, con i componenti del Consiglio nazionale, fu ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Quella di Nazzareno non è certo stata una generosità di facciata, ma una carezza costante sulle fragilità di chiunque incrociasse il suo cammino, infatti, sotto la sua guida, per decenni l’MCL reatino è diventato anche un punto di riferimento per i servizi a famiglie, lavoratori, professionisti e piccole imprese. Sempre durante quegli anni, Nazzareno diede vita al Premio internazionale “Civiltà dell’Amore”, espressione tanto cara a Paolo VI, destinato a chi aveva dedicato la vita alla pace e al dialogo tra i popoli e le fedi. Nel 1991 lo ricevette Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga e poi cardinale. Il 4 giugno 1996, il premio fu consegnato a Rieti a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari. Fu in quel contesto, e per sua iniziativa, che il giorno dopo, 5 giugno 1996, ai piedi del santuario di Greccio, istituzioni, associazioni, movimenti e rappresentanti di diverse confessioni piantarono l’Ulivo della pace, donato dal Keren Kayemeth LeIsrael. Lo scorso 5 giugno, a trent’anni esatti, il santuario ha ospitato un nuovo incontro interreligioso, promosso dal Comune di Greccio, dal Comitato gemellaggi e dalla Fraternità francescana. Nel 2008 il premio andò al monaco buddista Phramaha Thongratana Tavorn, detto «Luce Ardente». La consegna avvenne a Rieti il 26 ottobre, nei luoghi di san Francesco.

Nella stessa stagione di dialogo prese forma l’idea di cui Figorilli fu ideatore e promotore con l’MCL: offrire a ebrei e musulmani un luogo di sepoltura nel cimitero di Rieti, perché potessero riposare nella città in cui avevano vissuto, secondo il proprio rito. A realizzarla fu l’amministrazione del sindaco Antonio Cicchetti, che nell’ampliamento del cimitero monumentale previde un campo per gli ebrei e, accanto, uno per i musulmani.

Il 5 novembre scorso, due giorni prima della sua scomparsa, il cimitero multiconfessionale ha compiuto venticinque anni.

Per il nostro territorio Nazzareno con l’MCL istituì «Il Lavoratore Sabino», Premio Città e Provincia di Rieti, destinato a chi ha contribuito allo sviluppo umano, sociale ed economico del territorio. L’ispirazione veniva dalla Laborem Exercens, l’enciclica sul lavoro umano pubblicata da Giovanni Paolo II nel 1981: il lavoro come collaborazione all’opera del Creatore. Il riconoscimento è una scultura in bronzo del maestro reatino Bernardino Morsani che raffigura l’uomo del lavoro.

Di chi lo riceveva, Figorilli scriveva che «entra così nella storia dello sviluppo della nostra amata terra reatina».

Tra i premiati ci fu Diego Di Paolo, ideatore del Cammino di Francesco. Proprio con Di Paolo e con padre Marino Porcelli, ministro provinciale dei Frati minori del Lazio, Figorilli promosse nel 2010 il comitato «Amici del Cammino di Francesco», da cui nel 2013 nacque l’omonima Fondazione: ne fu tra i fondatori e il segretario generale.

L’ultimo grande impegno lo portò dentro il carcere. Nel 2010 nacque la Sesta Opera San Fedele Rieti: Figorilli ne fu fondatore e primo presidente, guidandola per moltissimi anni.

Voleva che il carcere non restasse separato dalla città.

Nazzareno Figorilli ha camminato in questa vita lasciando dietro di sé una scia di bene luminosa. Restano i luoghi e le iniziative che ha pensato e realizzato, resta l’amore infinito che ha saputo donare come padre, marito e nonno. Rieti oggi lo saluta con gratitudine.

I funerali si terranno lunedì pomeriggio alle ore 15:00 nella chiesa di San Francesco Nuovo, in Piazza Tevere.

 

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Fonte: www.rietilife.com — Rieti

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