Non è piaciuta a Walter Ippolito, esponente del Movimento 5 Stelle di Genzano – di cui è stato candidato sindaco nel 2020 – la lettura politica che nelle ultime ore ha accompagnato il risultato elettorale dei pentastellati, fermi al 2,06% nelle Elezioni comunali genzanesi del 24-25 maggio.
Un dato che, come raccontato anche dalla nostra testata, è stato evidenziato perfino dall’ANSA nel resoconto nazionale dedicato alle elezioni di Genzano, sottolineando come il Movimento sia stato persino superato dalla Lista Gramsci (2,28%), certificando simbolicamente la distanza dai tempi del trionfo del 2016 con Daniele Lorenzon sindaco, di 10 anni fa.
Ma proprio rispetto alle interpretazioni successive al voto, Walter Ippolito – che ha ottenuto 40 preferenze a questa tornata elettorale – ha voluto affidarci in replica una lunga riflessione, rivendicando il percorso compiuto negli ultimi anni e respingendo quella che considera una narrazione semplicistica e strumentale del risultato elettorale, specie per quanto concerne i commenti al vetriolo sui social.
“Ancora una volta si tenta di raccontare una storia semplice: il Movimento 5 Stelle a Genzano sarebbe sparito, sarebbe il simbolo di un fallimento”, scrive Ippolito, aggiungendo come qualcuno starebbe “festeggiando un 2% come se fosse la prova definitiva di una sentenza politica”.
Parole che sembrano riferirsi più al clima sviluppatosi sui social e nel dibattito politico cittadino che non all’analisi numerica in sé, che resta oggettivamente impietosa rispetto ai fasti del passato.
Nel suo intervento, Ippolito rivendica però il lavoro svolto dal gruppo pentastellato soprattutto dopo il difficile epilogo dell’esperienza amministrativa targata M5S. “Dal 2018 ho cercato insieme a tutti gli attivisti di ricostruire qualcosa che arrivava da anni complessi”, scrive, ricordando di aver sempre “messo la faccia” senza sottrarsi alle responsabilità politiche.
Un passaggio particolarmente duro è quello rivolto a chi, secondo lui, commenterebbe dall’esterno senza aver mai vissuto direttamente una battaglia politica sul territorio. “È troppo facile scrivere commenti o passare il tempo sui social a decretare morti politiche”, afferma Ippolito, invitando poi chi critica a “metterci la faccia” e a candidarsi.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che più colpisce della replica. Da un lato l’exponente pentastellato contesta chi giudica senza candidarsi; dall’altro, però, non esita lui stesso a giudicare chi si è candidato e ha ottenuto risultati elettorali più rilevanti del suo, arrivando addirittura a definire la destra cittadina “arrogante”.
Nel messaggio social compare infatti anche un duro attacco politico al centrodestra e alla Premier Meloni sul tema dell’Inceneritore, accusando il Governo di non aver fermato il progetto attraverso la revoca dei poteri straordinari al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che invece non nomina, nonostante abbia tenuto a posare la prima pietra dell’ecomostro proprio in piena campagna elettorale.
Una replica che appare quindi più politica e identitaria che autocritica, incentrata sulla rivendicazione dell’impegno personale e delle battaglie portate avanti negli anni piuttosto che su una riflessione approfondita sulle ragioni di un consenso ormai drasticamente ridotto.
“Si può perdere un’elezione. Succede in politica. Ma perdere un’elezione è una cosa. Perdere dignità, coerenza e coraggio è un’altra”, scrive ancora Ippolito.
Al di là delle polemiche e delle inevitabili tensioni post-elettorali, resta comunque un dato politico difficilmente contestabile: nella Genzano che dieci anni fa incoronò il Movimento 5 Stelle come simbolo del cambiamento, oggi i pentastellati rappresentano una componente numericamente marginale della coalizione di centrosinistra.
Ed è probabilmente proprio questo, più delle polemiche social o degli articoli giornalistici, il vero nodo politico consegnato dal voto alla riflessione cittadina.
LA REPLICA DI WALTER IPPOLITO (M5S)
«Ancora una volta si tenta di raccontare una storia semplice: il Movimento 5 Stelle a Genzano sarebbe sparito, sarebbe il simbolo di un fallimento e qualcuno oggi festeggia un 2% come se fosse la prova definitiva di una sentenza politica.
Io invece, nel ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto e votato, penso che la politica seria non si misuri con gli sfottò del giorno dopo o con gli articoli scritti per mettere un punto finale a una storia che, evidentemente, dà ancora fastidio a molti.
Insieme al gruppo ho
accettato critiche, attacchi, insulti e responsabilità che spesso non erano nemmeno nostre.
Dal 2018 ho cercato insieme a tutti gli attivisti di ricostruire qualcosa che arrivava da anni complessi, dopo una stagione amministrativa difficile e dopo errori che certamente sono stati commessi.
Personalmente non mi sono mai nascosto dietro a nessuno e non sono scappato davanti alle difficoltà.
Ci ho messo la faccia, sempre.
E questa è la differenza tra chi prova a cambiare qualcosa e chi commenta dal bordo del campo.
È troppo facile scrivere commenti o passare il tempo sui social a decretare morti politiche, a fare ironia, a distribuire colpe e a raccontare una caricatura della realtà o ancora peggio ad insultare inventando chissà quali fantasiose ricostruzioni di convenienza politica.
È troppo facile parlare quando non si è mai portato il peso di una campagna elettorale, quando non si è mai combattuta una battaglia sul territorio, quando non si è mai dovuto guardare negli occhi i cittadini assumendosi responsabilità.
Noi abbiamo fatto battaglie vere: sui diritti, sul territorio, sulle questioni ambientali, sulla lotta all’inceneritore e su temi che altri hanno ricordato solo quando conveniva.
Si può perdere un’elezione. Succede in politica.
Ma perdere un’elezione è una cosa. Perdere dignità, coerenza e coraggio è un’altra.
A chi oggi ride, insulta o si sente autorizzato a fare il professore della situazione, dico una cosa semplice: prima di parlare, abbiate almeno il coraggio di fare ciò che io ho fatto per anni. Mettetevi in gioco. Metteteci la faccia. Candidatevi. Prendetevi responsabilità vere.
Perché giudicare da fuori è sempre la parte più facile.
Io continuerò a camminare a testa alta, perché gli errori possono esistere, ma non accetto che il M55 sia giudicato il male assoluto di questa città per convenienza politica o per superficialità, quando oggi stiamo alla vigilia di un delicato ballottaggio che potrebbe addirittura portare una destra arrogante alla guida di Genzano.
Quella destra locale che si nasconde per esempio sui temi ambientali, che fa finta a chiacchiere di essere contro l’inceneritore, quando la loro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe potuto già da lungo tempo togliere i poteri straordinari sui rifiuti al sindaco di Roma e quindi fermare la realizzazione dell’Inceneritore con un decreto!
La storia la scrivono quelli che hanno il coraggio di esserci, quelli che con coerenza e responsabilità nonostante tutto non mollano mai perché guidati da ideali veri».
Walter Ippolito
M5S Genzano
