Recuperato pullo di civetta dai Guardiaparco dei Castelli Romani | Monte Compatri

Una piccola civetta caduta dal nido, ancora incapace di affrontare da sola la vita selvatica, è stata recuperata nei giorni scorsi dai Guardiaparco del Parco Regionale dei Castelli Romani. Il giovane esemplare di civetta (Athene noctua) è stato rinvenuto in un giardino di Monte Compatri e affidato alle cure del Centro di Recupero della Fauna Selvatica della LIPU di Roma, dove verrà seguito fino al completo raggiungimento dell’autonomia.

Dalle prime verifiche effettuate dagli operatori del centro specializzato, le condizioni del piccolo rapace notturno sono apparse buone. L’animale resterà temporaneamente ospite della struttura per il tempo necessario ad acquisire la piena capacità di volare e di alimentarsi autonomamente. Una volta completato il percorso di crescita e riabilitazione, la civetta verrà reintrodotta in natura proprio all’interno del territorio del Parco dei Castelli Romani.

L’episodio rappresenta anche un’importante occasione per sensibilizzare cittadini e frequentatori delle aree verdi su un fenomeno molto comune in questo periodo dell’anno. Tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, infatti, numerosi giovani uccelli lasciano il nido prima di aver raggiunto la completa autonomia. Si tratta di una fase naturale della loro crescita, durante la quale iniziano a esplorare il mondo circostante, compiendo i primi tentativi di volo e sostando spesso a terra, tra la vegetazione o sui rami più bassi.

Una situazione che può facilmente trarre in inganno chi li osserva. Molte persone, vedendo un giovane esemplare apparentemente solo, pensano infatti che sia stato abbandonato dai genitori. Nella maggior parte dei casi, però, non è così. Gli adulti si trovano nelle vicinanze e continuano a nutrire e proteggere i piccoli, seguendone lo sviluppo fino al raggiungimento dell’indipendenza.

Per questo motivo il Parco Regionale dei Castelli Romani invita tutti a valutare con attenzione prima di intervenire. Se l’animale non presenta ferite evidenti e non si trova in una situazione di reale pericolo, la scelta migliore è spesso quella di osservarlo a distanza, evitando di raccoglierlo e consentendo ai genitori di continuare ad accudirlo.

Gli esperti ricordano inoltre che in natura esistono dinamiche che fanno parte dell’equilibrio degli ecosistemi. Può accadere, ad esempio, che gli adulti concentrino le proprie energie sugli esemplari più forti della nidiata, allontanando quelli più deboli o con minori possibilità di sopravvivenza. Si tratta di comportamenti istintivi che favoriscono la prosecuzione della specie e che fanno parte dei delicati meccanismi della selezione naturale.

In caso di dubbi o qualora l’animale si trovi in una situazione di effettivo rischio, il consiglio è sempre quello di contattare il personale del Parco o i centri specializzati nel recupero della fauna selvatica. Solo operatori qualificati possono infatti valutare correttamente le condizioni dell’esemplare e stabilire l’intervento più adatto per garantirne il benessere e, quando possibile, il ritorno nel proprio ambiente naturale.

Una storia a lieto fine, dunque, per il piccolo rapace notturno recuperato a Monte Compatri, che presto potrà tornare a volare libero nei cieli dei Castelli Romani.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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