Per gli 80 anni della Repubblica Italiana, il vigile del fuoco Stefano Pucci, originario di Rocca Priora, ha coordinato la spettacolare discesa del Tricolore sul Colosseo. Un orgoglio per i Castelli Romani
C’è anche un pezzo dei Castelli Romani dietro una delle immagini più emozionanti e simboliche delle celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica Italiana.
Mentre a Roma si svolgevano le solenni manifestazioni del 2 Giugno, con la tradizionale deposizione della corona d’alloro all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la parata militare lungo via dei Fori Imperiali e il passaggio delle Frecce Tricolori nel cielo della Capitale, a catturare l’attenzione di migliaia di cittadini e turisti è stata ancora una volta la spettacolare discesa del Tricolore sulla facciata del Colosseo.
A dirigere e coordinare l’intera operazione è stato Stefano Pucci, vigile del fuoco originario di Rocca Priora e residente a Marino, coordinatore generale dell’Imbandieramento del Colosseo per il nucleo specializzato SAF (Speleo Alpino Fluviale) del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Una figura di assoluto riferimento per il settore, con oltre trent’anni di servizio presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Roma e oggi istruttore presso il Centro di Formazione di Capannelle. Dal 2017 Pucci ricopre il delicato ruolo di coordinatore generale della spettacolare manovra che ogni anno regala al mondo un’immagine iconica della Festa della Repubblica.
L’edizione 2026 ha avuto un significato ancora più speciale. Oltre a celebrare gli ottant’anni della Repubblica Italiana, ricorre infatti il ventesimo anniversario della prima storica calata del Tricolore dal Colosseo, realizzata nel 2006 dagli specialisti SAF dei Vigili del Fuoco.
Quest’anno, inoltre, i Vigili del Fuoco hanno posizionato anche il grande emblema della Repubblica Italiana a Piazza Venezia, contribuendo a rendere ancora più suggestivo il cuore delle celebrazioni romane.
“Si tratta di un lavoro complesso che inizia già molti giorni prima dell’evento”, ha spiegato Stefano Pucci. “Vengono impiegati circa 80 vigili del fuoco selezionati da tutte le regioni d’Italia e tra questi 24 sono gli incaricati della discesa della bandiera”.
I numeri dell’operazione impressionano: oltre 14 chilometri di corde, circa 900 connettori (moschettoni) e un Tricolore gigantesco di ben 2.000 metri quadrati, con dimensioni di 50 metri per 40, che ha ricoperto la facciata più alta dell’Anfiteatro Flavio.
Per realizzare la manovra viene predisposto un sofisticato sistema di sicurezza fissato direttamente ai blocchi del Colosseo attraverso specifiche protezioni, senza utilizzare chiodi o ancoraggi invasivi, nel pieno rispetto e nella totale tutela del monumento simbolo di Roma.
Un lavoro di altissima specializzazione che sfrutta le stesse tecniche utilizzate quotidianamente dagli operatori SAF negli interventi di soccorso in ambienti impervi, su pareti verticali, strutture pericolanti e scenari particolarmente complessi.
Tra le principali criticità da affrontare vi è il vento, che può cambiare intensità e direzione ai diversi livelli della facciata.
“Durante le operazioni installiamo appositi strumenti per monitorarne costantemente la forza del vento – ha spiegato Pucci – e garantire sempre la massima sicurezza. Fondamentale, infatti, è il piano di sicurezza predisposto per tutti gli operatori coinvolti”.
Per garantire una perfetta discesa della bandiera è necessario un coordinamento impeccabile: il verde, il bianco e il rosso devono essere perfettamente allineati durante la discesa.
Tra le novità più significative introdotte negli ultimi anni che porta la firma di Stefano Pucci vi è l’apertura delle squadre impegnate nell’imbandieramento del Colosseo alle donne specializzate SAF. Una scelta che dal 2024 ha consentito anche alle operatrici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco di prendere parte da protagoniste a una delle manovre più simboliche e prestigiose del 2 Giugno. Nell’edizione di quest’anno sono state cinque le vigili del fuoco impegnate nella spettacolare discesa del Tricolore, confermando come competenza, preparazione e professionalità non conoscano distinzioni di genere, proprio nella giornata che ricorda anche il primo voto delle donne italiane nel referendum del 1946.
Dopo giorni di preparazione e verifiche tecniche, l’operazione si è svolta alla perfezione, suscitando gli applausi dei tanti cittadini presenti lungo via dei Fori Imperiali e dei numerosi turisti provenienti da ogni parte del mondo, al cospetto delle più alte cariche dello Stato.
Dietro quella gigantesca bandiera che oggi ha colorato il Colosseo e celebrato gli ottant’anni della Repubblica Italiana c’è dunque anche il lavoro, la professionalità e l’esperienza di un uomo dei Castelli Romani. Un motivo di orgoglio per Rocca Priora e per tutto il territorio castellano, che ha visto uno dei suoi figli contribuire a realizzare una delle immagini più suggestive e rappresentative della Festa della Repubblica.
