Un libro emozionante che raccoglie le lettere scritte dal soldato Giansanti alla famiglia scritto da Rita Gatta, artista rocchigiana.
Per presentare al pubblico di Velletri il suo libro “Cara Mamma, Caro Papà”, Rita Gatta ha scelto la semplice “location” immersa nel verde che fu del poeta Juan Rodolfo Wilcock, a Colle Formica..
Già dal titolo si evince che si tratta di una raccolta epistolare di grande valore storico e umano, lettere scritte dal soldato di Rocca di Papa Luigi Giansanti, che partí per la guerra appena 19 enne, alla sua amatissima famiglia. Tale corrispondenza ebbe inizio quando il contingente italiano del giovane soldato di leva fu mandato a Plaghia, in Albania, dal duce Benito Mussolini, ad occupare e conquistare il suolo albanese.
Luigino scriveva ai genitori che quei luoghi erano belli e tranquilli. Bene presto divennero invece teatro di guerra quando la guerra si estese anche sul fronte greco albanese, per sete di conquista di potere da parte del duce italiano. Le lettere, molto commoventi, sono state scritte dall’artigliere Giansanti per comunicare alla famiglia i dettagli della vita quotidiana, soprattutto man mano che si faceva più dura e il ragazzo necessitava di tutto perché al fronte ormai arrivava ben poco e ognuno aspettava un pacco da casa per mangiare, cambiarsi e ricevere un po’ di calore da quegli oggetti che arrivavano da lontano e avevano il sapore, i ricordi e i sogni di casa. Un modo per comunicarsi l’un l’altro l’affetto, le emozioni, le speranze.
Poi dal 16 novembre del 1940 la famiglia non ricevette né lettere né cartoline. Il Ministero della guerra, qualche giorno dopo, comunicò alla famiglia che il soldato Giansanti gloriosamente e con onore era morto in battaglia. Una scheggia nemica gli aveva sfranto la testa. Per mezzo secolo i resti del soldato restarono in Albania ma finalmente, ritrovata la salma, le sue ossa vennero traslate in Italia dentro una cassettina minuta e rimpatriate. Luigi Giansanti tornò a Rocca di Papa.
Tutte le lettere la scrittrice Rita Gatta le ha avute dai parenti di Luigi, tutte le testimonianze e le ricerche correlate all’artigliere, sono state il risultato di un lungo lavoro di ricerche storico geografiche svolte negli archivi comunali e parrocchiali, foto comprese: tutto è stato frutto di un lavoro molto ampio e dettagliato. Ogni informazione è stata catalogata, ordinata, collegata e inserita nei moderni mezzi di comunicazione, fino a completare, rappresentare coordinare una parte importante della memoria storica del tempo. Visibilmente emozionato il pubblico presente.
Fiorella Capozzi, maestra ed esperta di botanica, ha aggiunto una testimonianza locale, su cui avremo modo di tornare, leggendo la lettera di un nostro soldato scritta da uno dei fronti aperti in alta Italia che reca la data della guerra d’inizio Novecento, la sanguinosa guerra del ’15-18.
Fiorella Capozzi, che abita in zona Cigliolo, conserva nel suo archivio personale, oltre alle testimonianze raccolte tra la gente del luogo, pezzi di schegge, anche di notevoli dimensioni, arrivata al Cigliolo quando gli americani, avanzando verso Roma, iniziarono i bombardamenti diretti su Velletri. Ovunque si guardi, dopo una guerra, resta la conta dei morti e la rimozione delle macerie per i vinti e per i vincitori. E qualche cofanetto pieno di lettere alla famiglia che un giorno qualcuno, con mano tremante, consegnerà alla storia, alla memoria e al tempo.
Hanno coadiuvato la presentazione di “Cara Mamma, Caro Papà”, Alfredo Piacentini, figlio di Rita Gatta che ha dato voce alle parole di Luigino Giansanti e Paolo Valbonese, che con la chitarra ha eseguito brani a tema di Fabrizio de Andrè e John Lennon. Ringraziamenti per tutti i partecipanti che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.
Marisa Monteferri
