A Valmontone un bambino disabile escluso dal centro estivo: la madre racconta la sua battaglia legale
Una mamma di Valmontone ha deciso di affidare a una lunga lettera il racconto della vicenda che coinvolge suo figlio, un bambino di 8 anni con disabilità grave, e la sua esclusione dal centro estivo comunale. Nella missiva, che pubblichiamo integralmente, la donna ripercorre quattro anni di difficoltà, le iniziative intraprese nei confronti del Comune, il ricorso presentato al Tribunale e la recente ordinanza cautelare con cui il giudice ha disposto l’attivazione dell’assistenza necessaria per consentire al piccolo di partecipare al centro estivo. Secondo quanto riferisce la madre, il provvedimento non sarebbe stato ancora eseguito dall’ente. Di seguito il testo integrale della lettera.
“Mio figlio ha 8 anni ed è un bambino disabile (art 3 comma 3 lg 104/1992) e garantire a lui gli stessi diritti del fratello più piccolo normotipico, non è affatto facile. Da quattro anni a questa parte, ogni estate mi sono trovata nella situazione di dover spiegare a mio figlio, inventando le più disparate storie, il perché, dopo appena dieci giorni di centro estivo lui non potesse più frequentarlo mentre i suoi amici si.
Non potevo di certo dirgli che siccome lui è un bambino disabile e il Comune di Valmontone, dove risediamo, mi concedeva un numero di ore di assistenza limitate, al termine di queste io dovevo ritirarlo dal centro e tenerlo casa.
Per l’estate 2025 e per l’attuale 2026 la situazione è stata ancora più difficile. Il Comune di Valmontone ha deciso di non garantire per nulla l’assistenza e mio figlio non ha potuto partecipare insieme ai suoi amici al centro estivo ed è dovuto rimanere a casa, escluso completamente da ogni tipo di socialità.
Ovviamente insieme a lui è rimasto a casa anche il fratellino. Come famiglia non potevamo certo iscrivere un figlio si e uno no, e rischiare di sentirmi dire da Marco..perché mio fratello si e io no?…che risposta da genitore avrei mai potuto dargli?
Così a fine luglio 2025 (parliamo di un anno fa) ho depositato un ricorso in Tribunale ex art 2 lg 67/2006 (c.d. legge antidiscriminazione) chiedendo quindi che il Tribunale ordinasse al Comune di Valmontone di cessare la condotta discriminatoria verso mio figlio e verso la nostra famiglia e consentisse l’accesso al centro estivo con la dovuta assistenza, con ogni ulteriore provvedimento in danno del Comune come per legge.
La causa è iniziata e il procedimento è pendente in Tribunale, ma la situazione per l’estate 2026, ossia per l’attuale stagione, è rimasta sostanzialmente immutata.
Ad Aprile 2026 ho inviato quindi una istanza al Comune di Valmontone dove chiedevo di poter avviare un tavolo con chi di dovere per concordare l’assistenza necessaria per mio figlio. Parliamo di assistenza, solo assistenza, non ho chiesto altro. Non ho chiesto rimborsi o agevolazioni ma solo che il Comune mi garantisse durante la permanenza al centro estivo di Marco una persona che lo potesse assistere durante le attività per evitare che si potesse far male.
Marco ha difficoltà a fare tutti i movimenti di un bambino di 8 anni, nei tempi di un bambino di 8 anni. Vuole correre come tutti, anche se con tutte le sue difficoltà, vuole giocare insieme a tutti ma per fare questo ha bisogno che una persona gli stia accanto per evitare che si faccia male seriamente e lo aiuti a partecipare alle attività. Da aprile questa richiesta di assistenza è rimasta priva di riscontro da parte dell’ente.
Il 15 Giugno scorso, ho chiesto al Comune che venisse attivata l’assistenza per il centro estivo per mio figlio dal 22 Giugno al 31 Luglio e il Comune, attraverso una pec, mi ha risposto dicendomi che era in attesa di fondi da parte del dipartimento famiglia per poi rimborsare i costi sostenuti dalle famiglie per il centro estivo.
Io però non stavo chiedendo alcun contributo per il pagamento della retta del centro estivo, stavo chiedendo l’assistenza ex art 8 lg 104/1992, un diritto che lo Stato deve prestare ai disabili, e che l’ente comunale, per competenza, deve erogare senza aggravi economici poiché è un diritto di mio figlio e di altri cittadini in possesso di questa sua condizione di disabilità.
Ho così depositato un ricorso cautelare in Tribunale, nel fascicolo del procedimento aperto nel 2025, per condotta discriminatoria, e nelle scorse ore, l’Autorità Giudiziaria ha emesso un’ordinanza cautelare con cui ha ordinato al Comune di Valmontone di garantire dal 22 Giugno (ora per allora) al 31 Luglio 2026 come richiesto da noi, e senza oneri economici per noi, di attivare l’assistenza necessaria per consentire a mio figlio di partecipare al centro estivo.
E’ stata fissata l’udienza per la discussione il 29 Luglio 2026 e in quella sede il Comune potrà eventualmente difendersi e contestare i presupposti che hanno portato l’Autorità Giudiziaria a rendere inaudita altera parte il provvedimento cautelare emesso, mentre l’ulteriore udienza di discussione del fascicolo portante è fissata per ottobre 2026.
A seguito di questa ordinanza ho diffidato il Comune nell’attivare immediatamente l’assistenza richiesta ma ad oggi non solo non è pervenuto alcun riscontro ma il Comune di Valmontone ha deciso di non osservare il provvedimento del Tribunale e non ha attivato l’assistenza per Marco che continua così a non poter frequentare il centro estivo e ad essere escluso e lasciato solo lontano dagli altri bambini. Io e la mia famiglia di certo non staremo fermi e in silenzio; provvederemo ad interessare la magistratura competente anche di questa presa di posizione del Comune perché i provvedimenti del tribunale non possono non essere osservati.
Mio figlio è uguale a tutti gli altri bambini, e ha gli stessi loro diritti perché è semplicemente un bambino e come famiglia noi andremo avanti perché venga rispettato come essere umano e perché i suoi diritti siano uguali a quelli degli altri”.
