Il giro del Lago Albano, tra natura e archeologia nel cuore dei Castelli Romani

Tra boschi secolari, ville romane e scorci mozzafiato, il percorso ad anello del Lago Albano di Castel Gandolfo è uno degli itinerari outdoor più affascinanti dei Castelli Romani. Un cammino che unisce paesaggio, storia e sport, lungo le rive di un luogo che da millenni custodisce segreti ancora non del tutto svelati

Un antico cratere vulcanico

Il Lago Albano rappresenta uno degli scenari naturali più suggestivi dei Castelli Romani. Situato ai piedi di Castel Gandolfo, con il Palazzo Pontificio che domina il versante occidentale, è il “gemello” del vicino Lago di Nemi. Entrambi occupano antichi crateri vulcanici appartenenti al complesso dei Colli Albani, originatisi in seguito all’intensa attività eruttiva che interessò quest’area centinaia di migliaia di anni fa.

Alimentato esclusivamente da sorgenti per la maggior parte sotterranee, si trova a circa 293 metri sul livello del mare. Con una lunghezza di circa 3,5 chilometri, una larghezza massima di 2,5 chilometri e una profondità che raggiunge i 170 metri, è il lago vulcanico più profondo del Lazio e uno dei più spettacolari d’Italia.

L’emissario, un capolavoro di ingegneria antica

Tra gli elementi più straordinari legati al Lago Albano figura il celebre emissario romano, una delle opere idrauliche più sorprendenti dell’antichità. La sua realizzazione, avvenuta nel IV secolo a.C., consentì di regolare il livello delle acque attraverso una lunga galleria scavata nella roccia.

Secondo gli storici antichi, tra cui Tito Livio, l’opera sarebbe stata eseguita durante la guerra contro Veio, dopo che un responso dell’Oracolo di Delfi aveva indicato come condizione di vittoria il controllo delle acque del lago. Al di là del racconto leggendario, l’intervento rispondeva probabilmente all’esigenza di evitare pericolosi innalzamenti del livello del lago che minacciavano gli insediamenti circostanti.

L’emissario, lungo circa 2,5 chilometri, rappresenta una straordinaria testimonianza delle conoscenze ingegneristiche raggiunte dai Romani.

Il lago degli sport e delle attività all’aria aperta

Oggi il Lago Albano è una delle principali destinazioni outdoor dei Castelli Romani. Le sue acque ospitano durante tutto l’anno numerose attività sportive, tra cui kayak, canoa canadese, dragon boat, vela, immersioni e canoa polo.

Ma la sua notorietà internazionale è legata soprattutto alle Olimpiadi di Roma del 1960, quando sulle sue acque si disputarono le gare olimpiche di canottaggio. Ancora oggi il lago continua a essere un importante punto di riferimento per società sportive e atleti.

Passeggiando lungo la riva meridionale non è raro sentire il ritmo dei tamburi che accompagna gli allenamenti degli equipaggi di dragon boat provenienti dai circoli di Albano e Marino.

Negli ultimi anni è stato inoltre introdotto il battello Falco, una imbarcazione elettrica che consente di esplorare il lago da una prospettiva diversa, grazie alla quale i visitatori possono scoprire non solo le sue  caratteristiche naturalistiche, ma anche quelle geologiche, ammirando da vicino le bellissime grotte preistoriche, visibili lungo le pareti a strapiombo.

Un itinerario ad anello tra boschi secolari

Il sentiero che circonda il Lago Albano è uno degli itinerari più frequentati dagli escursionisti dei Castelli Romani. L’anello misura poco meno di dieci chilometri e presenta un dislivello complessivo di circa 250 metri, facilmente affrontabile in meno di due ore di cammino.

L’accesso avviene nei pressi dell’antico emissario romano, poco oltre gli impianti sportivi dedicati alla canoa. Dopo un breve tratto asfaltato il percorso entra nel bosco, diventando quasi completamente sterrato e pianeggiante.

Seguendo la riva in senso antiorario si alternano scorci spettacolari con aperture panoramiche verso Marino, mentre sulla sponda opposta emergono Castel Gandolfo con il Palazzo Pontificio e la cupola della Specola Vaticana.

La parte meridionale dell’itinerario attraversa il tratto più selvaggio del lago, immerso tra castagneti, querce e fitta vegetazione mediterranea, offrendo scorci molto suggestivi.

Archeologia sommersa: il villaggio delle Macine

Il Lago Albano custodisce anche una delle più importanti testimonianze della preistoria laziale. Sotto la superficie dell’acqua, infatti, si conservano i resti del cosiddetto Villaggio delle Macine, un insediamento risalente all’Età del Bronzo, frequentato tra il XVIII e il XIV secolo a.C.

L’abitato era costituito da abitazioni costruite su piattaforme lignee sostenute da pali infissi nel fondale. Una parte di queste strutture è rimasta eccezionalmente conservata grazie all’ambiente privo di ossigeno presente nei sedimenti del lago.

Il sito venne individuato nel 1983 dagli studiosi Angelo Capri e Riccardo Bellucci durante alcune campagne di immersione insieme alla Soprintendenza Archeologica. Gli scavi portarono al recupero di oltre ottanta macine in pietra e di numerosi reperti perfettamente conservati, oggi esposti presso il Museo Civico di Albano Laziale, offrendo una preziosa testimonianza della vita quotidiana delle comunità preistoriche dei Colli Albani.

Le grandi ville romane sul bordo del cratere

Le rive del Lago Albano furono tra i luoghi più ricercati dall’aristocrazia romana, che vi costruì sontuose residenze immerse nel verde.

Sul versante sud-orientale sono ancora riconoscibili i resti di una vasta villa di età repubblicana, inserita in un contesto naturale dominato dai castagneti. Il complesso occupava tre ampie terrazze digradanti verso il lago e disponeva di un monumentale portico sviluppato per oltre duecento metri.

Tra le strutture ancora leggibili emergono ambienti voltati, lunghi corridoi coperti, colonne, pilastri e una scenografica gradinata semicircolare che probabilmente fungeva da spazio destinato a rappresentazioni o momenti di svago con vista sul lago.

Nelle immediate vicinanze sopravvive anche un’imponente struttura muraria in opera poligonale, testimonianza delle fasi più antiche di occupazione del territorio, successivamente inglobata dai Romani nelle proprietà della villa.

Durante l’età imperiale numerose residenze private si dotarono inoltre di approdi e piccoli moli direttamente affacciati sull’acqua, creando una rete di collegamenti lacustri che permetteva di spostarsi rapidamente in barca tra le diverse dimore aristocratiche distribuite lungo il perimetro del cratere.

Tra fraschette, natura e sport

Il tratto settentrionale del lago è oggi il più vivace e frequentato. Qui si concentrano stabilimenti, circoli nautici, piccoli locali e le tradizionali fraschette dei Castelli Romani, meta ideale per una sosta dopo l’escursione.

Il percorso attraversa anche i resti di antiche ville romane costruite in peperino, la tipica pietra vulcanica dei Colli Albani, e costeggia alcuni dei punti panoramici più fotografati del lago.

Gli appassionati di corsa conoscono bene il celebre “giro del lago”, un classico allenamento di circa 9,8 chilometri che richiama runners durante tutto l’anno. Con condizioni meteo favorevoli è possibile osservare anche i parapendii che sorvolano il cratere, regalando ulteriore fascino al luogo.

Storia e natura camminano insieme

Percorrere il sentiero del Lago Albano significa attraversare migliaia di anni di storia in pochi chilometri. Dai villaggi preistorici alle monumentali opere idrauliche romane, dalle ville imperiali ai boschi che ancora oggi rivestono le pendici del cratere, ogni tratto racconta il profondo legame tra l’uomo e questo straordinario paesaggio.

È un itinerario capace di soddisfare escursionisti, sportivi, fotografi e appassionati di archeologia, confermandosi come una delle esperienze outdoor più complete del territorio dei Castelli Romani.

Fonti:

Chiarucci Pino, Albano Laziale, Museo Civico di Albano Laziale, seconda edizione, 1988

Chiarucci Pino, Le città latine dei Colli Albani, origine e sviluppo, Lions Club, Roma-Castelli Romani, 1988

Coronari Carlo, Paielli Vittorio, Sui sentieri dei Castelli Romani, Edizioni Il Lupo, seconda ristampa 2021

Si ringrazia l’Associazione Arco di Diana APS per le notizie storiche e archeologiche.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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