Nei primi sei mesi del 2026 le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato nei tempi di garanzia 1,6 milioni di visite mediche ed esami …
Nei primi sei mesi del 2026 le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato nei tempi di garanzia 1,6 milioni di visite mediche ed esami in più rispetto allo stesso periodo del 2025. È il dato saliente del Bollettino sulle liste di attesa realizzato dall’Agenas. Migliorano sia le prime visite (il 78,5% è fatta in tempo rispetto al 76,4% del 2025) sia gli esami diagnostici (84,6% rispetto all’82,8%).
Le liste d’attesa migliorano nella gran parte delle Regioni, tuttavia in molti casi restano forti criticità e non mancano quelle che fanno passi indietro. Per quel che riguarda i tempi di erogazione delle prime visite, le performance migliori sono quelle della Basilicata, dove il 98,9% delle visite viene fatto nei tempi di garanzia. Sopra il 90% anche le Marche (94,5%), il Lazio, il Veneto (91,5%). A seguire: Molise (88,8%), Calabria (86,6%), Campania (84,5%), Liguria (82,9%), Lombardia (81,8%), Sicilia (79,7%), Provincia Autonoma di Bolzano (78,5%), Valle d’Aosta (77,7%), Emilia-Romagna (77,2%), Toscana (77,2%), Abruzzo (73,5%), Piemonte (71,5%), Friuli-Venezia Giulia (67,9%), Sardegna (64,1%), Umbria (63,7%), Puglia (55,7%), Provincia Autonoma di Trento (54,7%).
La rilevazione dall’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali (Agenas) mostra che nel primo semestre di quest’anno, il servizio sanitario è stato in grado di aumentare la propria capacità di fornire esami e visite agli italiani e anche di farlo con tempestività. Infatti, sono cresciute le prenotazioni, passate da 13,3 milioni del primo semestre 2025 a 14,9 milioni del primo semestre 2026. Di queste, solo poco più di 30 mila sono state erogate oltre i tempi richiesti nella ricetta. In crescita anche le visite nei fine settimana, che sono state 357 mila (27 mila in più rispetto al 2025).
Nel primo quadrimestre del 2026 la percentuale delle prime visite svolte nei tempi previsti è salita al 78,7 per cento, rispetto al 76,1 per cento dello stesso periodo del 2025. Per gli esami diagnostici il dato è passato dall’83 all’84,7 per cento. Il miglioramento interessa tutte le classi di priorità ed è particolarmente visibile nelle visite urgenti, il cui rispetto delle scadenze sale dal 76,9 all’80,6 per cento, e in quelle brevi, da assicurare entro dieci giorni, che passano dal 76,8 all’80,2 per cento.
Restano comunque come evidenziato sopra ancora marcati divari territoriali. Per le prime visite, la Basilicata raggiunge il 98,8 per cento di rispetto dei tempi, seguita da Marche, Veneto e Lazio. In fondo alla graduatoria si trovano Puglia e Provincia autonoma di Trento, entrambe intorno al 56 per cento. Negli esami diagnostici guida il Veneto con il 97,6 per cento, davanti a Campania, Basilicata e Marche, mentre Umbria, Puglia e Abruzzo registrano le percentuali più basse.
l dato forse più preoccupante riguarda la distanza tra le prescrizioni e le prenotazioni effettive. Soltanto il 50,3 per cento delle prime visite prescritte e il 54,4 per cento degli esami diagnostici si traduce in una prenotazione attraverso il sistema sanitario. Una parte di questa dispersione può dipendere da pazienti che rinunciano, utilizzano la ricetta per finalità assicurative o scelgono autonomamente il privato. Percentuali così elevate, tuttavia, possono segnalare difficoltà di accesso ai Cup, impossibilità di trovare disponibilità o una progressiva uscita della domanda dal perimetro del Servizio sanitario nazionale.
Il bollettino Agenas dimostra quindi che le misure adottate stanno iniziando a produrre un miglioramento misurabile, ma anche che il problema non può essere considerato risolto. La nuova piattaforma rappresenta un cambiamento rilevante perché introduce dati omogenei, aggiornabili e confrontabili. Ora la trasparenza dovrà tradursi in interventi mirati: maggiore appropriatezza delle prescrizioni, potenziamento dei Cup, utilizzo pieno delle agende pubbliche e accreditate, recupero delle prestazioni arretrate e responsabilizzazione delle Regioni che continuano a registrare i risultati peggiori.
Il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, h commentato con soddisfazione i dati emersi nella pubblicazione del primo Bollettino sull’andamento delle liste di attesa realizzato dall’agenzia: “Passo dopo passo, pur con criticità ancora presenti ma anche con risultati incoraggianti, stiamo iniziando a governare le liste d’attesa con i dati, la conoscenza e il dialogo con le Regioni” ha detto.
Inotre “Nel confronto con il primo semestre 2025 il trend si conferma positivo. I miglioramenti più significativi riguardano le prestazioni con i codici di priorità Urgente (3 giorni) e Breve (10 giorni), e questo è un dato molto positivo. Segnali di recupero li rileviamo anche in quegli esami e visite che spesso presentano le maggiori criticità, come mammografie, colonscopie e prime visite gastroenterologiche”.
Tanese ha anche ricordato che “Naturalmente resta ancora molta strada da percorrere, ma oggi disponiamo di strumenti che non avevamo e di un piano di azione chiaro” e “Agenas sta lavorando con ogni singola Regione, in un rapporto di collaborazione e confronto continuo. È questo a mio avviso l’aspetto più importante per il governo delle liste d’attesa: coinvolgere tutti gli attori del sistema nel perseguimento di un obiettivo comune e avanzare nella stessa direzione”, ha concluso.
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