Ma ti pare che a Viterbo un problema sia una scritta su un palazzo ? Ci sono problemi più gravi ed urgenti, ma intanto si chiacchera inutilmente

Redazione Viterbo,25.7.26 Indubbiamente, quello di alimentare un inutile dibattito sulla necessità di cancellare in ogni dove qualunque scritta che “ricordi” il fascismo sia da rubricare come un tentativo di distrazione di massa quanto operato dalla sinistra viterbese per mascherare i propri fallimenti, Per la sinistra viterbese non esistono i problemi della Città creati da sua […]

Redazione

Viterbo,25.7.26

Indubbiamente, quello di alimentare un inutile dibattito sulla necessità di cancellare in ogni dove qualunque scritta che “ricordi” il fascismo sia da rubricare come un tentativo di distrazione di massa quanto operato dalla sinistra viterbese per mascherare i propri fallimenti,

Per la sinistra viterbese non esistono i problemi della Città creati da sua carente amministrazione comunale, ma solo cancellare su palazzi storici ogni riferimento al passato regime.

Veramente troppo poco !

Non parliamo di coerenza. Se può ricordare e “resuscitare” il fascismo mantenere un’insegna su un edificio scolastico oggi intitolato ad un martire della Resistenza, allora, perchè non demolire Via Marconi e ripristinare a cielo aperto l’alveo del fiumiciattolo che sta sotto, o, atterrare il Palazzo delle Poste intriso architettonicamente di simboli dell’odiato trentennio e cosi via.

Indubbiamente, per la sinistra, ogni occasione è buona per sollevare un polverone ed addirittura criticare e biasimare un’importante funzionario pubblico impersonato dalla sopraintendente Eichberg, proprio da loro, nel recente passato ritenutà un’eroina quando ebbe tutelare i beni artistici ed ambientali della Tuscia, ma solo dove a lorsignori della sinistra faceva comodo.

Mentre queste note sono pubblicate su questo giornale è stato programmato un sit in in via Carletti davanti all’istituto scolastico ospitato oggi nel fabbricato destinato a suo tempo come Casa del Balilla e della Gioventù Italiana del Littorio.

Veramente pietosa questa iniziativa di “protesta” contraria al ricordo della storia e delle vicende passate.

Invece di ringraziare Iddio che negli anni 30 venne edificato un solenne importante edificio pubblico in città oggi divenuto complesso scolastico per di più intitolato ad un caduto della guerra civile, si va a fantasticare di risurrezione del fascismo solo perchè si ripitta sulla facciata un’iscrizione che c’ra.

Da ultimo, perchè solo oggi ci si ricorda protestare per una scritta su una facciata quando sino ad una diecina di anni compariva quella di “Casa del Fascio” ell’esterno di palazzo Zelli Pazzaglia in Via Cardinal La Fontaine ? Erano allora quelli di sinistra meno attenti o più seri ? Certamente, la seconda ipotesi.

Fonte: www.viterbopost.itViterbo

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