(giu.tes.) “Spero che la nostra esperienza possa evitare che altre famiglie cadano nella stessa trappola”. È con questo obiettivo che un cittadino ha deciso di raccontare a RietiLife quanto accaduto pochi giorni fa alla propria famiglia, residente nella zona di Piazza Tevere, vittima della cosiddetta truffa del “finto carabiniere”. Secondo il suo racconto, però, non […]
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(giu.tes.) “Spero che la nostra esperienza possa evitare che altre famiglie cadano nella stessa trappola”. È con questo obiettivo che un cittadino ha deciso di raccontare a RietiLife quanto accaduto pochi giorni fa alla propria famiglia, residente nella zona di Piazza Tevere, vittima della cosiddetta truffa del “finto carabiniere”.
Secondo il suo racconto, però, non si sarebbe trattato di un episodio isolato. “Da circa una settimana in zona si vedevano quattro o cinque persone aggirarsi tra le abitazioni”, riferisce il lettore. I malviventi, spacciandosi per appartenenti alle Forze dell’Ordine, avrebbero raccontato di un presunto furto in gioielleria, chiedendo alle vittime di consegnare oro e gioielli per portarli in Questura e sottoporli a controlli. Un raggiro studiato nei dettagli, messo in atto anche con l’utilizzo di falsi distintivi.
“Sabato la mia famiglia è stata vittima della truffa del finto carabiniere. Sono entrati in casa e hanno portato via gran parte degli oggetti d’oro”, racconta. Secondo quanto riferito, i truffatori avrebbero avuto anche spray stordenti, particolare che aumenta ulteriormente la preoccupazione dei residenti. Subito dopo l’accaduto sono stati allertati i Carabinieri, intervenuti tempestivamente sul posto. “I militari sono arrivati subito, ma purtroppo non hanno fatto in tempo a rintracciare i responsabili”, prosegue il cittadino. La famiglia ha voluto inoltre esprimere un ringraziamento all’Arma, “in particolare ai due carabinieri fuori servizio intervenuti prontamente”.
Si tratta di un raggiro che continua a colpire in tutta la provincia e sul quale le Forze dell’Ordine mantengono alta l’attenzione. Lo scorso giugno due uomini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato dopo una truffa messa a segno con il metodo del “finto carabiniere”: intercettati sull’A1 nel territorio di Fiano Romano, erano in possesso della refurtiva sottratta alla vittima. I due sono stati poi trasferiti nel carcere di Rieti. (leggi)
E ancora a maggio, sempre lungo l’A1, la Polizia Stradale aveva fermato tre persone trovate con gioielli e denaro nascosti all’interno di pacchetti di patatine e biscotti, appena sottratti a un anziano di Poggibonsi con lo stesso stratagemma: una telefonata da parte di un falso carabiniere e, poco dopo, l’arrivo di un complice che si era fatto consegnare oro e contanti. Anche in quel caso gli arresti erano stati disposti dalla Procura di Rieti. (leggi)
Episodi come questo confermano come la truffa del “finto carabiniere” continui a rappresentare un pericolo concreto, soprattutto per gli anziani. Il consiglio è quello di non consegnare mai denaro, gioielli o altri beni a sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine, verificando sempre l’identità di chi si presenta alla porta e contattando immediatamente il 112 in caso di dubbi.
Foto: IA ©
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