Lago di Nemi, nuovo presidio contro il cantiere PNRR: “Stop ai lavori e ripristino immediato dei luoghi”

Nuova mobilitazione al Lago di Nemi contro il cantiere finanziato con fondi del PNRR che vede la realizzazione di un percorso ciclopedonale.

Nel pomeriggio di ieri, poco meno di cento persone hanno preso parte a un presidio organizzato dal Comitato protezione boschi dei Colli Albani, davanti all’area interessata dagli interventi, nei pressi del Museo delle Navi Romane, per chiedere il sequestro del cantiere e il ripristino dello stato originario dei luoghi.

 

I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Dal cemento non nasce niente, dall’acqua e dalla terra nascono i fiori”, parafrasando una celebre frase di Fabrizio De André, ribadendo la loro contrarietà alle opere in corso, che a loro giudizio stanno modificando in maniera significativa uno degli scorci più caratteristici del Lago di Nemi.

Le proteste sono scaturite dalla realizzazione di superfici in cemento e di una passerella in legno lunga circa 180 metri, che comprometterebbe, secondo i manifestanti, il valore paesaggistico e naturalistico del lago, definito “unico proprio per il suo carattere selvaggio”.

Durante il presidio è stata sottolineata anche la mancanza di risposte in merito alle segnalazioni effettuate e alle richieste di accesso agli atti, per conoscere nei dettagli il progetto.

Nei giorni scorsi il Parco dei Castelli Romani aveva reso noto che non si sono ravvisate irregolarità rispetto all’intervento effettuato, mentre il sindaco di Nemi Alberto Bertucci ha fatto leva sulla bontà dell’iniziativa, volta a rendere accessibile a tutti la zona intorno al lago.

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Nel corso della manifestazione di ieri, insieme agli esponenti di diverse associazioni, è intervenuta in merito anche una rappresentante del Disability Pride, che ha contestato l’utilizzo del tema dell’accessibilità come motivazione dell’opera, sostenendo che il territorio presenti ancora numerose criticità per le persone con disabilità motorie.

Tra gli argomenti richiamati dai manifestanti anche il progressivo abbassamento del livello del Lago di Nemi, che ha perso circa 43 centimetri negli ultimi quattro mesi, elemento ritenuto incompatibile con ulteriori interventi di trasformazione dell’area.

Il presidio si è concluso con l’annuncio di nuove iniziative da parte dei comitati, che confermano l’intenzione di proseguire la mobilitazione contro il progetto, estendendo le proteste anche ad altri temi ambientali che interessano il territorio dei Castelli Romani.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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