Lariano – “Intitolare l’Ontanese a Giuseppe Fabbri”: l’ex sindaco Primo Romaggioli invoca un’accelerazione

A quasi nove mesi dalla presentazione della petizione popolare per chiedere l’intitolazione del percorso dell’Ontanese a Giuseppe Fabbri, torna a sollevare la questione Primo Romaggioli, già sindaco di Lariano dal 1998 al 2002.

Romaggioli ha fatto pervenire alla redazione di Castelli Notizie una lettera aperta nella quale ricostruisce l’iniziativa avviata il 20 novembre 2025, quando venne depositata al protocollo del Comune di Lariano una petizione sottoscritta da quasi 300 cittadini.

La richiesta era – ed è – quella di legare ufficialmente il percorso dell’Ontanese al nome di Giuseppe Fabbri, per tutti “Peppe”, ricordato dall’ex primo cittadino per il suo impegno nella comunità larianese e, in particolare, per il contributo dato alla sistemazione e alla valorizzazione proprio dell’Ontanese.

A distanza di quasi nove mesi, Romaggioli lamenta l’assenza di un riscontro da parte dell’Amministrazione comunale e chiede pubblicamente che alla petizione venga data una risposta, indipendentemente dal fatto che questa possa essere favorevole o contraria alla proposta.

Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera fatta pervenire alla redazione di Castelli Notizie da Primo Romaggioli.


CIRCA TRECENTO FIRME… E NOVE MESI DI SILENZIO

“In data 20/11/2025, (quasi nove mesi fa), depositavo al protocollo n. 21732 del Comune, una petizione popolare, indirizzata all’intera Amministrazione comunale, richiedendo di intitolare ufficialmente il percorso dell’Ontanese a Giuseppe Fabbri, per tutti “Peppe”, figura indimenticabile della nostra comunità.

Giuseppe Fabbri è stato molto più che un amministratore e responsabile dell’Ufficio di Collocamento. È stato una persona brillante, creativa e appassionata, che ha dedicato tempo ed energie alla crescita di Lariano. Soprattutto contribuì in modo significativo alla sistemazione e valorizzazione del percorso dell’Ontanese, rendendolo il luogo accogliente e suggestivo che oggi conosciamo.

Questa proposta voleva essere un atto di riconoscenza verso una persona che ha lasciato un segno tangibile nel nostro territorio e nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Si chiedeva ufficialmente:

1. L’intitolazione del percorso dell’Ontanese a Giuseppe Fabbri;

2. L’apposizione di targhe commemorative lungo il percorso;

3. L’avvio dell’iter amministrativo previsto per la toponomastica.

Una proposta semplice, sentita e condivisa da moltissimi cittadini, che credono nel valore della memoria e nella forza dei luoghi come custodi delle storie e delle persone che li hanno resi speciali. Sostenuta da quasi 300 firme.

Tra quelle firme compariva anche quella dell’attuale Sindaco.

Da allora… il nulla.

Forse la pratica è finita in qualche cassetto particolarmente profondo. Oppure è entrata in quella misteriosa “zona grigia” della burocrazia dove i documenti non vengono respinti, non vengono approvati, semplicemente… scompaiono alla vista dei cittadini.

Eppure quasi trecento firme non sono carta da macero. Sono persone. Volti. Cittadini che hanno esercitato un diritto partecipando alla vita della propria comunità.

Il punto, oggi, non è nemmeno stabilire se la proposta debba essere accolta oppure respinta. Ogni Amministrazione ha il diritto di decidere. Ma ha anche il dovere di decidere. E, soprattutto, di spiegare le proprie decisioni.

Il silenzio non è trasparenza. Il silenzio non è partecipazione. Il silenzio non è buona amministrazione.

Fa sorridere, amaramente, che si organizzino convegni sulla partecipazione dei cittadini e sulla trasparenza amministrativa mentre una petizione protocollata, sottoscritta da quasi trecento persone, rimane senza il minimo riscontro per dodici lunghi mesi.

È questa l’idea di ascolto che si vuole trasmettere? È questo il modo di valorizzare la partecipazione civica?

Chi amministra una comunità dovrebbe sapere che il rispetto non si manifesta soltanto nelle cerimonie o nei discorsi ufficiali, ma anche nella semplice cortesia istituzionale di rispondere ai cittadini.

Per questo rinnovo pubblicamente la richiesta: non pretendo una risposta favorevole. Pretendo una risposta. Motivata, trasparente e pubblica.

Perché il silenzio può essere comodo, ma non è mai una virtù amministrativa. E quasi trecento cittadini meritano certamente qualcosa di più di un cassetto chiuso. Buon Ferragosto!”.

Primo Romaggioli

Fonte: www.castellinotizie.itVelletri

Da